Divorzio alla britannica, 2 anni per l’addio

Ricorrenze cercate: a un anno dal giorno del referendum britannico per l’uscita dall’Unione europea, a Bruxelles, e nel ‘Berlaymont’, la ‘casa della Commissione europea’, altro simbolo su chi è il padrone di casa, l’inizio delle trattative per il ritiro della Gran Bretagna dall’Unione europea.
Fissato il calendario dei lavori preparatori, e non è stato facile neppure quello.

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Londra, ancora veicolo sulla folla, ma è attentato anti islamico

La tecnica dell’attentato Jihadista ma con obiettivo rovesciato, modello vendetta folle ad altra follia.
Un veicolo si è lanciato sulla folla a Finsbury Park, nei pressi di una moschea nei giorni del Ramadan. Una vittima certa e almeno dieci feriti.

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L’algida May dopo Grenfell Tower, fine del percorso

Il rogo della Grenfell Tower, l’orrore per le tante vittime, ma le polemiche successive bruciano anche la sempre più impopolare Theresa May. “Abbiamo fatto tutto il possibile” sostiene la Mey di fronte ad alcuni feriti ricoverati negli ospedali di Chelsea e Westminster. La folla grida: “Vergogna, codarda”.
Futuro politico molto incerto per la contestatissima premier a capo di un governo minoritario e alla vigilia dell’apertura di una difficile trattativa con l’Unione europea per l’uscita britannica.

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‘God save the Queen’ da Theresa: Regno Unito nei guai

Amletica Theresa May e Shakespeare: tanto rumore per nulla. Impietoso Piero Orteca, prima evoca una Waterloo britannica alla rovescia, poi cita pezzi di Shakespeare per distruggere la ‘sbiadita brutta copia di quella che fu la Lady di Ferro, Margaret Thatcher’.
Severa anche la stampa europea.

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Disfatta May, crisi Gran Bretagna e Brexit dolorosa

Theresa May fallisce il blitz elettorale per la Brexit. Gran Bretagna spaccata e ingovernabile. Secondo i primi exit poll i conservatori perdono la maggioranza assoluta con soli 314 seggi. Jeremy Corbyn porta il Labour a 266 seggi, guadagnandone 34 . Scompare l’estrema destra dell’Ukip. Il Financial Times: «Disastro May». Crolla la sterlina sui mercati asiatici. Brexit più difficile per la Gran Bretagna

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Forse May più

E se la vispa Theresa questa sera non cantasse giuliva? si chiede con malizia Piero Orteca.
È il giorno della verità, oggi la Gran Bretagna va al voto anticipato. Corbyn tenta un’incredibile rimonta contro la premier May in grave difficoltà. Per i sondaggi è un testa a testa ma sulle elezioni il peso degli ultimi attentati e sopratutto tanti grossi problemi interni. In ballo Brexit e futuro del Labour.

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Vigilia di voto in Gran Bretagna: non solo Brexit e terrorismo

Conti verità tra May e Corbyn. Non solo Brexit morbida o dura, non solo antiterrorismo. Economia e futuro possibile fuori dall’Unione europea, con quel matto che si trovano oggi dall’altra parte dell’Atlantico.

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Uno dei killer di Londra segnalato 2 volte alla polizia, svela Times

Uno dei terroristi del ponte di Londra, un britannico di origini pakistane era stato segnalato due volte alla polizia per le sue opinioni estremiste. La polizia londinese ha fatto irruzione questa mattina all’alba in altre due abitazioni in un quartiere nella zona est della capitale, a Dagenham, in relazione all’attacco terroristico di sabato sera a Londra.
L’ombra del terrorismo islamico sulle elezioni londinesi.

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GB voto a rischio per Theresa May

Elezioni thrilling: i Tories quasi raggiunti dal Labour. Solo 3 punti di distacco. Due mesi fa, quando è iniziata la campagna elettorale, la premier conservatrice della Brexit era in testa nei sondaggi di oltre 20 punti.
In pochi scommettono su una sconfitta del primo ministro May, ma il risultato rischia di indebolirne la leadership

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Theresa May della Brexit dura rischio sconfitta

Confronto tv May-Corbyn: il leader laburista cavalca il vantaggio nei sondaggi. La premier difende Brexit ma non è in palla. Più efficace il rivale, fra battute e risposte pronte. E il leader laburista, storico repubblicano: “Abolire la monarchia? No, non si può. Ho chiacchierato con la regina, nessun problema”

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Clima di stallo al G7 pochi accordi e tante divisioni

Gli altri paesi provano a migliorare gli accordi sul clima ma Trump scappa, il tempo scorre e gli accordi vacillano. Tanti volti nuovi ma già consumati dal rito di un summit destinato a fallire. Un G7 nato stanco con documenti pesanti che nessuno vuole firmare. Seduta sospesa sul clima, Trump ha sconquassato la politica mondiale e a Taormina si vede. Incontri Usa con Giappone su Corea del Nord e Gran Bretagna per il commercio.

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Boris Johnson ministro dà i numeri e vuole soldi dall’Ue per la Brexit

Potrebbe essere Bruxelles a dover pagare il conto per la Brexit. Straparla in una intervista al Daily Telegraph il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson. La Gran Bretagna potrebbe andarsene senza pagare “un penny”.
Una selezione delle “migliori” figuracce dell’ex sindaco di Londra: dagli insulti a Obama al paragone tra l’Ue e Hitler

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La vispa Theresa per niente giuliva

Theresa May con toni sull’isterico accusa politici e burocrati europei di voler influenzare il risultato delle elezioni britanniche dell’8 giugno, che il suo partito conservatore spera di vincere.
Niente castigo, ma Londra onori impegni, replica l’Ue con conti in mano da far paura. I soldi che il Regno Unito dovrà versare ai 27. Finora si parlava di una cifra intorno ai 50, 60 miliardi di euro, ma il FT ipotizza un conto molto più salato, a 100, ed il Brexit si fa amaro.

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Elezioni britanniche anticipate per una Brexit più cattiva

Gran Bretagna, annuncio a sorpresa di Theresa May: “Elezioni anticipate l’8 giugno”. La premier britannica, basandosi sui sondaggi, vuole più forza in casa per litigare meglio a Bruxelles. Anche il precedente premier David Cameron, aveva cavalcato i sondaggi sulla Brexit contando di mantenere la Gran Bretagna in Europa e lui al potere.

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Brexit i conti in tasca: chi rischia, chi paga

“Independence Day”, il giorno dell’indipendenza esultava la stampa più euroscettica ma intanto la sterlina cade, in un declino iniziato proprio il 23 giugno scorso, quando il Regno Unito votò per divorziare da Bruxelles. Aveva dunque ragione The Guardian col suo titolo, “Un salto nell’ignoto”?
Alla notizia che il parlamento scozzese ha approvato la richiesta di un referendum per l’indipendenza dalla Gran Bretagna la sterlina rischia il crollo. Brexit, finita la festa

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Brexit verso l’ignoto, ‘Today Britain stemps into unknown’

Dopo tanto parlarne è Brexit davvero. Ma la Scozia forse no.
Theresa May firma la lettera che dà il via a Brexit. Da oggi il difficile percorso d’uscita del Regno Unito dall’Ue. Brexit, come deciso dal referendum del 23 giugno scorso, e con la regole previste dall’articolo 50 del Trattato di Lisbona.

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