Brexit, ma quanto è difficile lasciare il Vecchio Continente

Il Regno Unito sull’orlo di una crisi politica devastante mentre aumentano gli interrogativi sul futuro economico della nazione
In molti vorrebbero fare marcia indietro.
-Conservatori spaccati, laburisti contro e nordirlandesi inferociti.

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Londra e il rospo Ue sulla Brexit, ma lo ingoia veramente?

Gran Bretagna. Dopo cinque ore i ministri approvano il piano negoziato da May tra i mal di pancia degli euroscettici.
-Ora la palla passa al parlamento.
-Resta il nodo del confine tra le due Irlande: Bruxelles e Dublino non vogliono frontiere

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Corbyn ‘primula rossa’ Labour riscopre il socialismo

Il congresso di Liverpool. Corbyn infiamma il Labour: “Basta avidità del capitalismo”. Fine dell’austerity, lavoro, azionariato operaio, il Labour riscopre se stesso.
-Il Partito voterà contro il piano della premier e no all’uscita ‘dura’ dall’Ue e forte critica a Trump.

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GB pataccara, truffa miliardi all’Ue coi furbetti delle dogane

Truffa, ‘fraud’ in inglese, patacca, detta all’italiana.
-Londra non è ancora riuscita a recuperare e mettere a disposizione del budget comunitario l’equivalente di 2,7 miliardi di euro evasi alla propria dogana, attraverso fatture fittizie e dichiarazioni inesatte sul valore delle merce importate dalla Cina.

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8 settimane e ½ per l’addio, Londra ancora litiga sul divorzio

Brexit, la Ue contro Londra: “Inaccettabile il suo piano”. Aspro confronto tra i leader europei al vertice di Salisburgo.
-Posizioni lontane su un accordo per il confine irlandese.
-Vertice dell’ultima speranza a novembre

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Ricatto Brexit agli sgoccioli: vado, non vado, e se non vado?

Finta battaglia fra l’Unione e il Regno unito affinché la premier britannica Theresa May con poltrona traballante possa tornare in patria e chiudere un accordo con il suo partito.
-Problemi e spaccature tra i conservatori. Labour incerto, per un secondo referendum.

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«Brexit disordinata», eufemismo per il caos sempre più probabile

La vice negoziatrice dell’Unione, Sabine Weyand, tedesca, segnala via twitter la possibilità di una ‘Brexit disordinata’, ed è eufemismo. –Intanto, più occupazione per i britannici con meno soldi, e meno specialisti che servono dall’Ue.

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Trottola Tump offende poi compra, accordo post-Brexit GB Usa

Theresa May si gioca il futuro politico con l’inaffidabile Trump, specialista nello smentirsi
-Dopo le dure accuse alla premier Theresa May e ai suoi piani per la Brexit, il presidente americano cambia i toni: “Donna straordinaria”. -Mentre Londra protesta con il “baby pallone gonfiato”

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Exit prima la Gran Bretagna dall’Ue o Theresa May dal governo?

Si dimette il ministro inglese per la Brexit, David Davil, in polemica con la linea soft decisa dalla premier. Davis è esponente di punta della corrente Tory euroscettica.
-Proposta May di un’area di libero scambio con l’Ue per le merci. Probabile No anche da Bruxelles.
-Intanto il Labour di Jeremy Corbyn guadagna terreno e con elezioni anticipate potrebbe andare al governo.

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GB, altro caso Skripal col nervino ma senza spia

Ancora gas nervino ‘Novichok’, di possibile provenienza russa, due altri contaminati in gravi condizioni come accadde per l’ex spia russa Skripal e figlia, poi sopravvissuti.
-Allora un grave incidente diplomatico tra Russia e Gran Bretagna e che coinvolse anche gli Stati Uniti e diversi paesi europei con l’espulsione incrociata di oltre un centinaio di diplomatici.
-Nessun collegamento apparente tra i due episodi, ma troppe coincidenze.

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Soros anti Brexit la news va e vieni, e 5,6 milioni di sterline non suoi

Nel Regno Unito esiste un piano da 5,6 milioni di sterline per contrastare la Brexit e chiede un nuovo referendum.
-L’ultima ‘rivelazione’ un po’ sospetta, sul Daily Mail di Londra.
-Dietro la campagna milionaria di ‘Best for Britain’, c’è/ci sarebbe il finanziare americano George Soros, fondatore dell’Open Society Foundations, che aveva investito 400mila sterline per sostenere la battaglia politica dei pro-Remain.

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Il mondo dietro Johnson contaballe, e il Foreign Office col trucco

Figuraccia del ministro degli Esteri britannico Boris Johnson, per la bugia sui super esperti del laboratorio di Porton Down che -lui disse- avevano identificato la Russia come origine dell’agente nervino usato contro la spia Skripal.
– E il Foreign Office cancella un twitt bugiardo.
– Ma l’intervista Tv.
– Governo May sempre più traballante

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Skripal, gas nervini forse non russi e la GB rischia il ridicolo

Contrordine: non è certo che siano stati i russi ad avvelenare Skripal.
– Il capo del laboratorio militare britannico che ha analizzato il gas nervino che ha avvelenato usato contro l’ex spia ammette di non poter dire dove è stata prodotta la sostanza.
– Imbarazzo per il governo di Theresa May e per le cancellerie occidentali che hanno seguito con espulsioni di diplomatici russi le accuse di Londra.

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Londra Mosca, diplomatici cacciati, ma quel petrolio russo della BP?

Caso Skripal, i diplomatici russi hanno lasciato Londra. Adesso tocca ad altrettante famiglie britanniche tornare a casa.
– Dopo tanta gran cassa politica, frenata della real politik sul caso della spia russa Skripal.
– Gli interessi commerciali britannici in Russia, a partire dal petrolio BP, che detiene una quota del 20% in Rosneft, il gigante russo di idrocarburi.
– Solo Boris Johnson insiste e paragona Putin a Hitler

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Spia russa e un po’ di guerra fredda utile nel pasticcio Brexit

Alleati schierati con Londra, ma non tutti convinti. I leader di Francia, Germania, Stati Uniti e Regno Unito hanno espresso l’ovvia condanna per l’avvelenamento dell’ex ufficiale dell’intelligence russa Sergei Skripal.
– Qualche preoccupazione in più sul presunto gas nervino.
– Lo scrittore Eduard Limonov contro Theresa May casalinga in piazza.
– The Independent, e i soldi russi ai conservatori.

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Sulla ex spia del Kgb la strana rissa Londra Mosca

Linea dura di Theresa May contro Mosca sulla vicenda dell’ex spia russa. Londra caccia 23 diplomatici russi, una settimana per lasciare.
– Riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu sul caso. Usa solidale, Francia prudente.
– I reali inglesi non andranno ai Mondiali in Russia.
– La reazione del Cremlino: “Provocazione senza precedenti”

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