Privacy Policy
mercoledì 23 Ottobre 2019

Austria

Sempre destra ma con moderazione

I popolari di Sebastian Kurz stravincono le elezioni politiche in Austria. La Oevp vola infatti al 37,1%. Crolla l’ultradestra, secondo partito i socialdemocratici al 22,5%, davanti ai populisti dell’Fpoe con il 16,7%, che risentono dello scandalo Ibiza-gate. Dopo la debacle del 2017 tornano in parlamento i Verdi (13,1%), mentre i liberali Neos sono al 7,8%.

Ultra destra e ultra scandalo

Rispetto alle politiche del 2017, l’ultradestra della Fpoe è in caduta libera e perde 10 punti (secondo gli ultimi dati arretra ancora al 16%). I popolari di Kurz guadagnano invece 5,7 punti (al 37,2%). I socialdemocratici Spoe, pur arrivando secondi, scendono al 22%. Tra i vincitori di questa tornata elettorale ci sono invece i Verdi, che dopo una legislatura fuori dal Parlamento tornano nel Nationalrat con il 14,3%, riconquistando oltre 10 punti. Anche i liberali Neos salgono di 2,1 punti.

Partito perdente cura d’opposizione

Dopo la debacle elettorale, l’ultradestra austriaca dell’Fpoe è già con un piede all’opposizione, annota l’Ansa. “Il nostro partito necessita di una ripartenza. Di certo non posso suggerire di continuare sulla strada del governo, non alla luce di questo risultato”, ha annunciato a caldo il segretario generale del partito Harald Vilimsky, succeduto all’ex vice cancelliere Heinz-Christian Strache, travolto travolti dallo scandalo dell’Ibizagate che fece cadere il governo in primavera.

Ora ‘Wunderwuzzi’ deve crescere

Ora l’ex e prossimo cancelliere Sebastian Kurz, nato nel 1986 e soprannominato Wunderwuzzi (bambino prodigio), deve dimostrare di essere cresciuto. Scegliere con chi formare la coalizione, se ancora con l’estrema destra del Fpoe sonoramente punita dall’elettorato, o un alleanza con i Verdi e i liberali del Neos. “Se verrò eletto, discuterò con tutti i partiti”, ha detto giovedì Kurtz in un dibattito televisivo, mostrando di volersi lasciare le mani libere, ma di fatto, è già mercato di linea politica e mercato di ruoli con altri interlocutori politici.

Se il troppo a destra stroppia

Pur senza escludere nessuna alleanza, Kurz ha voluto prendere le distanze dall’Fpoe, precisando che lo scandalo in cui è stato coinvolto Strache non è stato l’unico motivo che lo ha spinto a lasciare, a far cadere il precedente governo. L’altro motivo, sarebbero i legami tra il Fpoe e gli estremisti: «I continui ammiccamenti del partito agli Identitari, gli skinhead e le frange dell’estrema destra», ha dichiarato durante un dibattito televisivo, facendosi sconto dei suoi ‘estremismi’ anti migranti (l’Italia che si arrangi), e la ‘furbata’ a incasso elettorale del doppio passaporto per gli altoatesini di lingua tedesca.

‘Identitari’ nazi

A marzo, nel corso di un’indagine della procura su finanziamenti al ‘movimento Identitario’ del terrorista delle stragi alle moschee in Nuova Zelanda, moschee di Christchurch, è stata scoperta l’esistenza di legami tra il movimento xenofobo e politici del Fpoe. A settembre, nel pieno della campagna elettorale, Ursula Stenzel, esponente di spicco del Fpoe, ha preso parte ad una fiaccolata notturna organizzata dagli Identitari per ricordare la fine dell’assedio turco di Vienna nel 1683 e lanciare un monito sull’islamismo in Europa.

Ancora ‘Ibizagate’

Giovedì scorso sono arrivati nuovi guai giudiziari per Strache (l’ex vice cancelliere), dopo che la procura di Vienna ha annunciato una nuova indagine a suo carico, con l’accusa di aver sottratto fondi al proprio partito, facendosi rimborsare spese private con fatture false. L’indagine coinvolge anche la sua ex guardia del corpo e la manager del suo ufficio. Rischiano fino a tre anni di carcere. Quasi un seguito di quanto accaduto nel 2017 in una villa di Ibiza, quando Strache, allora leader del Fpoe, aveva promesso accordi vantaggiosi nel settore delle infrastrutture e dei media nel suo paese alla presunta nipote di un oligarca russo.

AVEVAMO DETTO

Enfant prodige inciampo col botto

Austria scandalo, baby Cancelliere sfiduciato e sostituito
Una biografia quasi da non crederci. 33 anni soltanto ad agosto, già leader del Partito Popolare Austriaco, ex ministro degli esteri, e dal 18 dicembre 2017, Cancelliere, il più giovane capo di governo probabilmente al mondo. Ma Soltanto cinque mesi dopo, la caduta rovinosa. E non per peccati suoi. Colpa politica sua, aver trascinato al governo di Vienna, un avventuriero dell’ultra destra affamato di potere e di soldi. E anche un po’ pirla, detta all’italiana.
Lo scandalo del vicecancelliere Strache, il cosiddetto Ibiza-gate, ripreso da telecamere nascoste durante una vacanza in una villa a Ibiza, mentre affermava di essere disposto a offrire appalti in cambio di finanziamenti elettorali a quella che credeva essere la nipote di un oligarca russo vicino a Putin. Il video del 2017 era stato poi diffuso dallo Spiegel e dalla Suddeutsche Zeitung alla vigilia delle europee per fargli molto male.

Il nuovo Cancelliere austriaco Hartwig Loeger

Popolari austriaci pure vincenti

Sesso, vino e appalti promessi, la miscela mortale per lo scomodo e imbarazzante alleato subito dimesso, ministro compresi e crisi di governo aperta. Eppure, il Partito popolare del conservatore Kurz ha vinto le elezioni europee con il 35% dei voti nonostante il terremoto politico seguito allo scandalo. Lo stesso Kurz ha cercato di difendersi rimarcando l’eccellente risultato politico del suo partito, nel corso del dibattito sulla sfiducia. Ora il presidente austriaco Alexander Van der Bellen ha conferito l’incarico di cancelliere ad Hartwig Loeger, già ministro delle Finanze del governo Kurz.
Primo impegno per Hartwig Loeger, la partecipazione al Consiglio europeo di Bruxelles. Loeger resterà cancelliere ad interim fino all’individuazione dell’esecutivo di esperti. In base alla Costituzione austriaca, dopo che il cancelliere Kurz è stato sfiduciato, ieri in Parlamento, non poteva restare al suo posto e doveva essere sostituito. Rimasti in carica tutti i vecchi ministri.

La prima sfiducia austriaca

Per la prima volta nella storia austriaca un cancelliere è stato sfiduciato in parlamento e costretto alle dimissioni. Nel corso del dibattito in parlamento Kurz è stato pesantemente attaccato da quella destra che fino a pochi giorni prima era sua alleata. Il segretario, Norbert Hofer, l’ha accusato con rabbia di “aver affossato un governo di successo molto apprezzato”. Secondo il ministro dell’interno, Herbert Kickl, il cancelliere “ha dimostrato il suo secondo volto, assai meno gentile e sorridente”.
Dopo lo scoppio della crisi Kickl aveva provato a nominare come direttore generale della sicurezza un suo uomo di fiducia, tentativo bloccato dal presidente della repubblica. Contro Kurz in parlamento si è formata un’alleanza alquanto surreale tra l’Fpö, Partito della libertà austriaco, di destra, e i socialisti che da sempre contrastano i popolari.

Vienna e la ‘Operettenrepublik’

Nessuno meglio del presidente Alexander Van der Bellen, 75 anni, ex professore universitario e capo dei Verdi, conosce le insidie nascoste della repubblica austriaca che ha meno abitanti della Lombardia, che -come la racconta il giornalista Gerhard Mumelter su Internazionale- «è ricca di scandali e anomalie politiche che non turbano l’ammirazione delle migliaia di turisti italiani per Vienna sulle orme dell’imperatrice Sissi e la famosa pasticceria del Hotel Sacher».
«Per due volte Van der Bellen stesso è stato vittima delle regole surreali della ‘Operettenrepublik’, repubblica da operetta. Nel 2016, candidato alla presidenza ha subìto l’annullamento del voto per presunte irregolarità negli scrutini. Poi il ballottaggio con Norbert Hofer è stato rinviato per la qualità scadente della colla sulle buste del voto per corrispondenza. E dopo una campagna elettorale durata quasi un anno Van der Bellen ha potuto trasferirsi finalmente nella residenza imperiale, centro del potere austriaco per sei secoli».

Sacher torte e spinte Nazi

Molto meno da ‘Operettenrepublik’, i nuovi danneggiamenti alla mostra fotografica sui sopravvissuti dell’Olocausto allestita a Vienna. L’esibizione di scatti dell’italiano Luigi Toscano lungo il Ring, una strada centrale della capitale, è stata nuovamente sfregiata: altre due volte nelle scorse settimane le foto erano state rovinate con svastiche e scritte antisemite. Il presidente van der Bellen ha manifestato in un tweet la sua “più profonda preoccupazione”.
Un gruppo di volontari ha annunciato che assicurerà la sorveglianza della mostra, che chiuderà a fine mese. Per memoria, storia e non soltanto, Adolf Hitler è nato proprio in Austria, Braunau am Inn, 1889. Circostanze, ma nulla da sottovalutare, come certe disattenzioni italiane su Casa Pound o Forza Nuova. O come quel poliziotto indegno e picchiatore a Genova che, dopo il massacro Diaz, cercava il suo bis personale massacrando a calci un povero cristo armato di penna e taccuino.

Via i ministri dell’ultra destra
saranno sostituiti da tecnici

Vienna, scandalo rompe il governo: via i ministri dell’ultra destra
La decisione dopo la scelta del cancelliere Sebastian Kurz di rimuovere il ministro dell’Interno Kickl per garantire un’indagine trasparente sullo scandalo che ha coinvolto il vicecancelliere Strache, del suo stesso partito. Al centro della crisi, lo scandalo che ha investito il vicecancelliere Heinz-Christian Strache, protagonista di un video in cui parla di scambi di favori e trucchi per aggirare le regole sui fondi elettorali con una sedicente ereditiera russa.
A prendere il posto di Strache doveva essere il ministro dei Traporti Nobert Hofer. Ma le voci di una rimozione del ministro dell’Interno, Herbert Kickl, per garantire un’indagine trasparente, hanno scatenato la tempesta. «Come ministri consegneremo tutti i nostri mandati se Kickl sarà rimosso» aveva minacciato Hofer, e così è accaduto. Quando il cancelliere Kurz ha annunciato la destituzione di Kickl sono arrivate le dimissioni dei ministri di Esteri, Difesa, Trasporti e Affari sociali.

I ministri tecnici ed elezioni a settembre

Dopo la rottura con il Fpoe, Kurz non sembra avere i numeri per superare una mozione di sfiducia. L’opposizione socialdemocratica si è schierata per le dimissioni di Kurz, chiedendo che sia sostituito da un governo ad interim di esperti. «L’unica soluzione buona e sostenibile», ha dichiarato la leader del partito socialdemocratico Pamela Rendi-Wagner. Lo scandalo del video ha travolto il governo di coalizione fra il partito di popolare Oevp di Kurz e il Fpoe, insediatosi a fine 2017 con un programma anti immigrati e di riduzione delle tasse. Ma i rapporti fra i due partiti erano già molto tesi a causa di diversi episodi di xenofobia contro immigrati e di legami dell’Fpoe con gruppi neonazisti.

Elezioni europee segnate

La crisi politica a pochi giorni dalle elezioni europee sembra aver colpito molto l’opinione pubblica austriaca. Secondo un sondaggio, l’Oevp di Kurz è salito di 4 punti rispetto ad aprile, attestandosi al 38%, mentre l’Fpoe dell’ex vice Strache è sceso di 5 punti fino al 18%. I socialdemocratici all’opposizione sono saliti di 2 punti, al 26%. Intanto rimane il mistero su chi abbia organizzato la trappola dell’incontro a Ibiza nel luglio 2017, tre mesi prima delle elezioni politiche, e sul perché il video girato di nascosto sia stato diffuso soltanto adesso. Elezioni anticipate certe, «Il prima possibile, per ridare al Paese la fiducia che merita», promette il presidente Van der Bellen. Dunque, dopo le vacanze estive. Nel frattempo, altre rivelazioni sullo scandalo tra spionaggio e gossip, con l’immancabile personaggio italiano marginalmente coinvolto.

La finta oligarca responsabile delle crisi politica e matrimoniale in atto

La finta oligarca russa

Intanto, il clamore delle immagini di Strache alle Baleari, mostrate nel video segreto sta lasciando il posto alle inchieste giornalistiche. Viene fuori che il villino con piscina di Ibiza, in cui il 24 luglio 2017 Strache e il suo braccio destro Johann Gudenus, «l’uomo dei russi», hanno incontrato Makarova, non è stata l’unica occasione di contatto con «l’oligarca». Strache aveva alle spalle quel sorprendente 26% di voti ottenuti alle elezioni che cercava di trasformare in potere. Soldi a comprare favori e appalti pubblici come merce di scambio. Alla finta oligarca con 250 milioni disponibili -dettagli di Letizia Tortello su La Stampa- Strache garantiva che le avrebbe dirottato commesse nel settore delle autostrade. Strache avrebbe spinto per togliere gli appalti alla Strabag, il maggiore gruppo austriaco nel settore delle opere pubbliche, e darli a lei.

Il farmacista italiano miliardario

Settimane di contatti fra lo staff del politico rampante con l’entourage del finto oligarca, per organizzare l’appuntamento alle Baleari, nella villa che – si è scoperto ieri – è di proprietà di un italiano, Gaetano, di professione farmacista, affittata a 750 euro a notte su Airbnb. Gudenus, braccio destro di Strache, avrebbe avuto anche ulteriori incontri a fine agosto con gli uomini di Makarova. Che si è rivelata essere un’esca per incastrare Strache, ma ad oggi non si sa chi abbia messo in piedi la trappola. Ad oggi, il mistero più grande resta chi sia l’autore del video. Strache ha accusato i servizi segreti. Di sicuro, tra cimici, telecamere e attrici, è stato un lavoro da professionisti.

Alleanza sovraniste dopo Strache

Matteo Salvini non molla il suo alleato austriaco Heinz-Christian Strache, dice all’Huffpost Marco Zanni, responsabile esteri della Lega, l’organizzatore della kermesse di sabato scorso a Milano. Marine Le Pen ha riconosciuto che Strache “ha commesso un grave errore”. Affermazione che denota un certo imbarazzo. Ora il caos austriaco sembra mettere la parola fine al walzer delle congetture su possibili intese tra i Popolari e i sovranisti dopo le europee di questa settimana. Lo stesso Orban nicchia sul caso Strache, mentre in Ungheria l’opposizione trova fiato per attaccare. Da Vienna insomma è arrivata una grossa grana per i sovranisti europei in blocco.

 

AVEVAMO DETTO

L’estrema destra in Europa, tutto e il contrario di tutto