Francia via dal Mali, ritirata internazionalizzata per renderla meno cocente

«Via dal Mali», l’annuncio ufficiale. Macron getta la spugna dopo 9 anni di impegno militare nel paese saheliano. Ma “internazionalizza” il ritiro per attenuare l’impatto sull’opinione pubblica più nazionalista. Anche…

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Ritiro francese dal Mali: l’Europa (e l’Italia) nel Sahel?

Ieri sera Draghi a Parigi da Macron e parlare di cosa fare nella regione africana del Sahel. Da un mese un contingente italiano formato da sei elicotteri e da 200…

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Soldati europei via dal Mali. La missione italiana appena operativa nel Sahel?

L’Italia fa parte di un dispositivo di sicurezza internazionale ‘Task Force Takuba’, una missione militare con la partecipazione di altri tredici eserciti europei nella regione africana del Sahel e soprattutto…

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Africa: epidemia dei colpi di stato

Ieri, 24 gennaio 2022, in Burkina Faso. Il terzo paese africano a subire un colpo di stato nel giro di pochi mesi, dopo la Guinea e il Mali. I golpe…

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Nel Tigray della tregua promessa l’Onu impotente si ritira

Il conflitto tra il governo etiope e i ribelli del Tigray che sembrava concedere un cessate il fuoco di fatto a ridosso del Natale ortodosso, la nostra Befana, non trova…

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Il mistero dei contractors russi del Gruppo Wagner in Mali: ci sono o non ci sono?

Il Gruppo Wagner in Mali, forse si, forse no. Da settembre si rincorrono voci di un accordo tra Mosca e Bamako per il dispiegamento del Gruppo Wagner in Mali, nella…

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Etiopia: finalmente l’Onu indagherà sul Tigrai. «Rischio di violenze generalizzate»

Etiopia, il Consiglio Onu per i diritti umani finalmente prende posizione sulla “grave situazione” nel Tigray: La risoluzione proposta dall’Ue è passata nonostante il no di Cina, Russia e India….

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Etiopia, la verità sulla strage di Axum e quei morti insepolti in pasto alle iene

Centinaia di morti insepolti, in strada, lasciati in pasto alle iene dopo essere stati uccisi senza pietà. Poco più di un anno fa ad Axum avveniva la peggiore strage di…

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Congo dove tutto è PIÙ: risorse naturali, virus, malgoverno, terrorismo e fame

Nel Paese dell’Africa centrale dalle clamorose risorse e delle emergenze continue. Una crisi sanitaria tra le più serie del continente si unisce alle violenze di gruppi jihadisti, alla fame, alla…

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Etiopia in guerra, il Nobel per la pace Abiy al fronte. Paese alla fame, miliardi in armi da Turchia, Cina, Emirati e Ucraina

La televisione di stato etiope ha mandato in onda venerdì un video di Abiy Ahmed, primo ministro dell’Etiopia, mentre apparentemente si trova sul fronte della guerra contro i ribelli del…

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Variante Omicron dal Sudafrica il virus lasciato crescere e mutare nei Paesi poveri di vaccini

Ufficialmente è il ‘B.1.1.529’, la nuova variante del Covid-19, prima che l’Organizzazione mondiale della sanità provvedesse a ribattezzarla con la povera e innocente «O» dell’alfabeto greco. Omicron appena individuato e…

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Etiopia. Il nobel per la pace Abiy Ahmed in guerra con tutti: tigrini, Onu e salesiani

Addis Abeba, arrestati i missionari salesiani tigrini deportati in località sconosciuta. Irruzione della polizia federale nel quartier generale dei religiosi. Liberati subito gli europei e i non etiopi. Gli arresti…

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Etiopia in frantumi: stato d'emergenza. L’Africa che ci sta esplodendo in faccia
Etiopia in frantumi: stato d’emergenza. L’Africa che ci sta esplodendo in faccia

Le forze tigrine conquistano due centri strategici lungo la strada per Addis Abeba. E il premier Abiy Ahmed dichiara lo stato di emergenza e rivolge un drammatico appello alla nazione:…

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Sudan tra sharia e democrazia dove la contesa finisce a colpi di Stato

Nel giro di poche ore, i militari si sono ripresi completamente il Sudan, hanno arrestato il primo ministro e diversi esponenti civili del Consiglio sovrano e del governo di transizione…

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Russia in Africa. Scontro aperto con la Francia. Consegnata una fornitura di elicotteri da combattimento e altri armamenti a Bamako. Macron attacca il premier golpista Maiga. Ma anche la Guinea-Conakry dopo il golpe si avvicina all’orbita russa. Partita geostrategica a forte rischio per le ex potenze coloniali europee, oltre la penetrazione economica cinese.. Prima dei mille mercenari della Wagner «Non è ancora lo sbarco dei mercenari russi, oggetto di specifico anatema francese, ma poco ci manca», lab premessa di Marco Boccitto sul Manifesto. «Il cargo giunto giovedì da Mosca con quattro elicotteri da combattimento e altre forniture militari destinate all’esercito di Bamako», ed è armamento in parte comprato, per quanto possibile, in parte «dono della Federazione russa, paese amico con cui abbiamo sempre mantenuto una fruttuosa collaborazione», ha specificato il ministro ad interim della Difesa maliano. Usa di qualità con armamento pesante forse più politicamente che militarmente, visto che il Mali dovrà attendere l’arrivo dei mercenari russi della Wafgner per poterli usare in combattimento. Macron, dopo l’Australia anche l’Africa Il presidente francese Emmanuel Macron si arrabbia molto. «Vergognose le parole usate dal capo del governo transitorio maliano, Choguei Maiga, nel suo discorso all’Onu, con l’accusa rivolta alla Francia di voler abbandonare il Mali alla mercè delle milizie islamiste». Ad offesa diplomatica, offesa e mezza: Macron dai microfoni di Radio France International, ha ricordato Choguei Maiga di essere «figlio di due colpi di Stato. Legittimità dell’attuale governo è democraticamente zero». ‘Abbandono francese’ per modo di dire Quello che Maiga denuncia come «abbandono» è in realtà una ‘rimodulazione’ della presenza militare francese nel Sahel, con il centro nevralgico spostato nel confinante Niger dove è già operativa una base aerea, il ridimensionamento della forza di 5 mila uomini della missione ‘Barkhane e una redistribuzione dei rischi, oltre che degli oneri finanziari, tra i paesi che partecipano alla task force Takuba, a cui partecipa anche l’Italia. Colpo di Stato su colpo di Stato «Nel frattempo il Mali ha avuto sì un nuovo sussulto istituzionale», la definizione quasi diplomatica di Boccitto della successine dei colpi di mano militari. La destituzione del presidente Keita nell’agosto 2020, e il ‘colpo di mano ‘del maggio scorso ha trasferito i poteri a una giunta militare guidata dal colonnello Assimi Goïta. Un’evoluzione non sgradita alla parte della società maliana più legata alle confraternite islamiche tradizionali, ormai convinta che la presenza francese non abbia giovato alla sicurezza della popolazione civile e che sia tempo quindi di tentare la linea del dialogo con i jihadisti, perlomeno con le frange più “interne” alla realtà locale. Come la «katiba Macina, confluita nel cosiddetto Gruppo di sostegno all’islam e ai musulmani». Porte aperte ai contractors russi Nel frattempo per sopperire al disimpegno francese sul terreno, porte aperte ai contractor russi. Il ministro degli Esteri russo Lavrov ha confermato i contatti tra le autorità maliane e la compagnia privata Wagner. Ci sarebbe già la firma su un contratto per l’invio di 1000 «formatori». La linea rossa, ammonisce la Francia con dietro l’Europa e i suoi alleati, Italia compresa, oltre la quale scatterebbe per il Mali l’«isolamento internazionale». Quale sia la ‘linea rossa’ da non superare e a rischio di quale ritorsione eventuale non è stato chiarito. Mille e non più di mille, o l’illusione di semplici ‘istruttori’ di cose militari? Ma golpe chiama golpe Altro grattacapo per Parigi è il golpe ‘simmetrico’ che lo scorso 4 settembre ha deposto il presidente Alpha Condé nella vicina Guinea-Conakry. Un’altra ex colonia sempre più insofferente all’influenza francese e in fase di avvicinamento alla Russia, che da parte sua punta a un esteso controllo sui giacimenti di bauxite del Paese, a scapito della Cina. Altro colonnello in Guinea-Conakry Anche qui il potere ora è nelle mani di un colonnello, Mamady Doumbouya, amico del maliano Assimi Goïta, con cui forma la coppia più giovane tra i capi di stato africani, con 41 e 39 anni rispettivamente. «Esponente modello, anche lui, di una nuova generazione di ufficiali golpisti, a cui sembra premere più di tutto il ripristino del “rispetto dei principi democratici”, a volergli credere». Ieri ha giurato nel palazzo presidenziale di Conakry con sobria cerimonia, dopo aver messo alla porta quasi educatamente gli esponenti del vecchio regime, con consegna di passaporto. «Promette al più presto di nominare un governo guidato da un civile e di portare il Paese a elezioni che – giura – non lo vedranno candidato».
In attesa dei mercenari Wagner, il Mali si riarma con l’aiuto di Mosca

Russia in Africa. Scontro aperto con la Francia. Consegnata una fornitura di elicotteri da combattimento e altri armamenti a Bamako. Macron attacca il premier golpista Maiga. Ma anche la Guinea-Conakry…

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Tunisia in gravissima crisi chiama una donna a governare, prima volta in un Paese arabo

Svolta storica per il mondo arabo. La nomina a premier di Najla Bouden Romdhane da parte del presidente della Repubblica Kais Saied. Il suo compito, «formare il prima possibile un…

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