L’Albania che parla italiano e la sua modernizzazione

L’Albania non è terra per sentimenti moderati, o la ami o la temi. Michele Marsonet la ama, crede nel futuro di quel giovane Stato, e ci offre una cronaca molto vicina ad una lezione di storia con una attenta analisi del presente. L’Albania ‘contaminata’ di cultura e assieme, di vizi italiani, dai tempi della colonizzazione fascista alla attualità massiva della televisione.

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Kazakhstan, il centrasia tra Russia e Cina

«Strano destino quello delle Repubbliche ex sovietiche del Caucaso e dell’Asia centrale», ci dice Michele Marsonet nel suo resoconto di viaggio e non soltanto. «Indipendenti da Mosca dopo la fine dell’Urss, ma fino a un certo punto. Se vuoi comunicare senza eccessive difficoltà devi parlare russo che, nonostante tutto, è ancora la lingua veicolare (a me è parsa più diffusa di quelle locali che pur sono state ampiamente riscoperte negli ultimi decenni). Se non parli la lingua di Tolstoj qualche problema sorge, inutile nasconderlo, soprattutto se vai nei negozi o devi spiegare il percorso a un conducente di taxi».

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Polonia lacerata tra politica isolazionista bigotta ed Europa

La Polonia esempio trainante per l’intera parte orientale del continente grazie ai fondi strutturali che l’Unione Europea ha messo a disposizione senza parsimonia. Il disegno americano di espandere la Nato a Est in funzione anti-russa. L’attuale premier Beata Szydlo, fedelissima di Jaroslaw Kaczynski, l’ultra destra, l’ansemitismo e Radio Marya. Impossibile essere falchi filo-Nato in politica estera e assieme ultraconservatori isolazionisti in politica interna.

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Hillary e Trump, chi li conosce non li ama

Scenari politici sempre più volatili, anche negli Stati Uniti. Con due candidati alla presidenza poco amati dal partito che rappresenteranno nelle elezioni di novembre. Trump, campione del dilettantismo da talk show insegue persino il coreano Kim Jong-un pur di stupire. Hillary scopre l’inatteso fascino elettorale del concorrente socialista Bernie Sanders. Candidati deboli, anche se per motivi diversi, Hillary e Donald, in Paese strategico come gli Usa che scopriamo profondamente cambiato.

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Corea del Nord e il Kim neo presidente troppo facili cattivi

Il Presidium della Suprema assemblea del popolo ha acclamato Kim Jong-un presidente della Repubblica della Corea del Nord. Ma ambedue, Paese e Guida Suprema, Kim Jong-un, non godono di buona stampa. Frequenti esperimenti nucleari e lanci di missili balistici fanno il resto. Il 6 maggio è iniziato il settimo congresso del Partito dei Lavoratori, il locale partito comunista che dal 1948 tiene al potere la dittatura familiare dei Kim. Riprovazione e scherno, rileva Michele Marsonet, proprio tutti giustificati? La virtù del dubbio non tanto per il Kim quanto per le virtù discutibili dei suoi nemici.

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Primarie Usa giochi conclusi?
Ed è Trump la disgrazia assoluta?

SIAMO SICURI CHE HILLARY CLINTON SAREBBE UN PRESIDENTE MIGLIORE DI TRUMP? Michele Marsonet, un po’ a provocare, un po’ a ragionare fuori dagli schemi, ci pone il quesito chiave in questa lotteria presidenziale americana dove il ‘cattivo’ è talmente cattivo da far dimenticare i molti peccati della sua avversaria. «A parte le sparate sul muro ai confini con il Messico, Trump ha invocato il ridimensionamento della Nato, il riavvicinamento alla Russia di Putin e l’allentamento dei legami con alleati quali Arabia Saudita e Qatar». Interessante.

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Primarie a New York, ancora Hillary e Trump, ma mai dire mai..

New York ha preferito il suo incontenibile cittadino Trump o la sua vecchia amica Hillary. Verso la sfida finale Clinton Trump? Non è detto, avverte Marsonet. Altra stranezza da rimarcare, la scelta della saggezza dei settantenni, rispetto a certi giovanilismi di casa nostra venduti come americani. Più sicuro il successo di Hillary, più incerto quello di Trump in casa repubblicana. E tante altre cose ancora.

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Brasile in crisi sui peccati veri o presunti di Dilma e di Lula

Golpe strisciante o conti pubblici (troppo) taroccati? si chiede Marsonet nell’affrontare il pasticcio Brasile dove la presidente Dilma Rousseff rischia l’impeachment per operazioni sporche assieme all’ex presidente Lula. I sostenitori di Dilma e di Lula che gridano al complotto reazionario. La crisi anche economica del Brasile, uno dei soci fondatori del Brics, associazione che riunisce le cinque maggiori economie emergenti. L’illusione della ‘multipolarità’.

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Eurasia: la geopolitica di Putin contro il dominio Usa

Il ‘nuovo ordine mondiale’ a guida Usa sul pianeta. La continua espansione della Nato verso Oriente e il tentativo di trasformare la Russia in una potenza regionale. Ma la storia, oltre a Putin o la Cina, non sempre è d’accordo. Putin cerca di ristabilire un minimo di pluralismo nei rapporti tra gli Stati. Partita in corso con sorprese per tutti: vedi negli Usa l’emergere dei Sanders e Trump

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Dilemmi cinesi tra economia e sistema politico

L’economia cinese rallenta: ‘solo’ il 7,6% rispetto al 10 dell’anno prima, mentre in Europa si discute dello ‘zero virgola’. Ma i dati veramente preoccupanti, analizza Marsonet, vengono dall’import-export: -25% l’esportazione, -13% le importazioni. RPC presto orientata ai consumi interni? Oltre il modello monopartitico verso la liberalizzazione politica? Rischio Gorbaciov?

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Giappone «riarmo difensivo» guardando alla Cina

Fine del pacifismo unilaterale giapponese imposto dagli americani all’ex impero del Sol Levante dopo il secondo conflitto mondiale e l’olocausto nucleare di Hiroshima e Nagasaki. Incoraggiato dagli Stati Uniti di Obama il Giappone  adesso riarma guardando con apprensione all’attuale espansionismo cinese.

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«Lianghui», assemblee del comunismo cinese: il piano quinquennale

Assemblea Nazionale assieme alla Conferenza Politica Consultiva del Popolo, la doppia sessione, Lianghui”. Dopo i segnali di crisi dell’economia, la leadership ha ridotto il budget della difesa che crescerà “soltanto” del 7,6% a fronte del 10,1% dell’anno passato. Nel13° Piano quinquennale si prevede una leggera contrazione del Pil, una minore attenzione all’industria pesante e maggiore rispetto dell’ambiente puntando anche sulla “green economy”. Rivoluzione rispetto a vecchie priorità.

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Incredibile Trump, riceve il sostegno del nero Ben Carson

Ben Carson, prestigioso medico afroamericano, già direttore di Neurochirurgia Pediatrica al Johns Hopkins Hospital e inizialmente candidato repubblicano alla Casa Bianca, ha deciso di dare il suo appoggio, l’endorsement, al candidato Donald Trump che con i neri e i latini sembra avere meno da spartire tra tutti. Che accade nel corpaccio conservatore Usa. Prova ad analizzarlo Michele Marsonet

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Supermartedì Usa sapremo se tremare Trump e tifare Clinton

Super Tuesday o Supermartedì, il giorno in cui in gran parte degli stati federati degli Stati Uniti, l’elettorato è chiamato alle primarie o ai caucuses di Democratici e Repubblicani per nominare il candidato presidente. Solitamente si comincia ad avere un’idea piuttosto chiara di chi sarà il candidato Presidente, che sarà poi nominato in estate durante le convention dei delegati.

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Pressioni Usa sulla Gran Bretagna nell’Ue. Infiltrati americani?

Gran Bretagna cugina fedele. ‘Un Regno Unito forte in una forte Unione Europea’, è lo slogan Usa. Attenzioni americane guardando alla Nato. L’Alleanza verso Est contro la Russia non piace a molti nell’Ue. Memoria di Charles de Gaulle che si era battuto per escludere il Regno Unito dall’Unione Europea. Temeva che gli inglesi avrebbero sempre appoggiato a Bruxelles le tesi americane

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Nelle primarie Usa finora perde l’establishment. America grillina

Sta cambiando il mondo e con esso pure l’America, prende atto Marsonet alle prese col rebus delle primarie Usa. Gli elettori della prima superpotenza mondiale stanno dimostrando una disaffezione per la politica tradizionale che supera ogni previsione. Contro l’establishment, a indicare le classi dominanti e le strutture politiche, economiche, sociali e culturali che governano. L’America grillina verrebbe da scherzare

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