La strategia globale della Cina e le mediocrità occidentali

A fronte di un Occidente – a cominciare dall’America – in crisi profonda, la Cina si mostra al mondo come baluardo di sicurezza e di stabilità, ci racconta Michele Marsonet. In altre parole, propone se stessa quale esempio da imitare, e non si tratta solo di propaganda.

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Il comunismo confuciano di Xi

Felicità da donare ai cittadini e prosperità crescente da conseguire sotto la guida illuminata e attenta del partito comunista, annuncia Xi Jinping al mondo. Concetti e aspettative più confuciani che marxisti. La riscoperta di Confucio e gli inviti costanti a studiare il suo pensiero che da parecchio tempo hanno corso nel grande Paese asiatico, nell’analisi di Michele Marsonet.

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La Cina sfida le agenzie di rating, troppa mafia e poca analisi

Moody’s e Standard&Poor’s abbassano la valutazione sull’economia cinese e Pechino di arrabbia. Esaminatori da bocciare. Moody’s aveva attribuito un punteggio altissimo alla Lehman Brothers poco prima del suo clamoroso fallimento. Oligopolio mondiale dei giudizi (addirittura il 95%), senza essere né infallibili, né neutrali.
Michele Marsonet sull’economia cinese alla vigilia del 19°congresso del PCC.

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Xi e le incognite del 19° Congresso

Tra un mese il 19° congresso del Partito Comunista cinese a sanzionare la leadership incontrastata di Xi Jinping. Ma sarà così? Michele Marsonet, frequentatore del Paese e studioso di cose cinesi ci propone alcuni spunti su ciò che potrebbe muoversi nel sotterraneo mondo del potere cinese. Le incognite per Xi e per il mondo, ad esempio, di fronte agli strani personaggi che si trovano oggi alla Casa Bianca e a Pyongyang.
Una situazione interna meno stabile di quanto appaia, è l’analisi di Marsonet, e quella internazionale addirittura esplosiva.

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Cina compra tutto, il calcio e il partito comunista

‘Cartellino giallo’ dei vertici di Pechino ai nababbi cinesi che continuano a comprare società straniere di ogni tipo, ci segnala Michele Marsonet, che di Cina ne sa (di calcio non sappiamo). Rischio ‘cartellino rosso’ ed espulsione per quei miliardari che comprano troppo e male.
In Cina sarà pure ‘Comunismo di mercato, ma il Partito si riserva di decidere, volta per volta, quali operazioni sono produttive e quali no, e l’acquisto del Milan, per esempio, non è giudicato tale..
La Repubblica Popolare, potenza globale e ‘soft power’, ma senza esagerare. Va bene la Cina anche potenza calcistica, ma sempre per vincere, dice il Partito.

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LiuXiaobo e dissidenti cinesi, analisi fuori dal coro

Pianti ed applausi occidentali per un premio nobel semisconosciuto in patria. E nessuno sapeva o ha ricordato che lo scomparso Liu scrisse articoli a sostegno della guerra di Bush in Iraq. Affermò pure che, poiché 100 anni di colonialismo inglese hanno reso Hong Kong un gioiello, alla Cina erano necessari almeno 300 anni di colonialismo.

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Ambizioni neoimperiali della Cina

Un ‘Bignami’ di lusso della storia politico-territoriale dall’antico impero cinese alla Cina d’oggi, per aiutarci a capire certe modernissime tensioni e conti ancora aperti con la storia. D’altronde è il mestiere di Michele Marsonet, studiare, analizzare per insegnare.
Farci capire ad esempio perché la Repubblica Popolare si sta muovendo lungo linee che a buon diritto si possono definire “neoimperiali”.

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Cina e Hong Kong, dove economia e autonomia non fanno rima

Ieri la celebrazione dei 20 anni dal ritorno di Hong Kong alla Cina con contestazione di contorno.
Oggi l’analisi di Michele Marsonet su alcune delle complessità in casa cinese, mentre si alza di tono la sfida Usa alla Cina, e una nave da guerra punta su Isola di Tritone contesa. Pechino: “Provocazione minacciosa”

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20 anni di Hong Kong solo cinese

Compleanno, 20 tondi, per Hong Kong tornata pienamente cinese dopo un secolo e mezzo di governo inglese. Per molti decenni, quando il tempo correva meno veloce, Hong Kong in occidente fu ‘Il mondo di Suzie Wong’. L’integrazione tra oriente estremo e occidente in versione cinematografica.
Michele Marsonet da studioso, va oltre la copertina, e sfoglia un pezzo di storia. L’800, l’Impero Celeste avviato alla sua fine, le guerre dell’oppio, le ‘concessioni extraterritoriali’, pezzi di Cina presi con le forza dalle potenze occidentali.
Anche una italiana, a Tianjin, a sud di Pechino, di cui restano edifici di stile architettonico italiano di epoca fascista.
Oggi la celebrazione solenne del compleanno voluta dal Presidente Xi Jingping. Messaggio al mondo post concessioni extraterritoriali.

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Cina, leader globale possibile

Le follie di Donald Trump con i tradizionali alleati che si interrogano sulla credibilità Usa, Europa in allarme ma incerta, la Russia potenza militare fragile economicamente. Il mondo traballa, con una sola eccezione, analizza Michele Marsonet.
La crisi dell’Occidente permette a Pechino di dimostrare le inefficienze del modello liberaldemocratico.
Il marxismo-leninismo cinese come intelaiatura ufficiale, nel rispetto della ben più antica dottrina confuciana che antepone Stato e collettività all’individuo. L’antitesi esatta della liberaldemocrazia.

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Perché la Cina ama l’America folle di Trump

Trump e la Cina, perché uno conviene all’altro, analizza Michele Marsonet. Il pragmatismo confuciano cinese e gli interessi di un’America meno prospera di quanto vuol far credere per poter affrontare una vera guerra commerciale.
La Repubblica popolare cinese verso lo status di “potenza globale” al pari dell’America, senza problemi sui diritti umani e senza sollecitazioni a liberalizzare il suo sistema politico. Altro che Obama e Clinton.
Dunque un Presidente come Donald Trump ai cinesi fa comodo. Fin che dura.

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Muscoli Usa esibiti alla Corea per arrivare dove?

‘America first’, e Trump alla fine ripropone la classica politica estera muscolare Usa. Kim Jong-un e le smargiassate. Da ridere, ma non ridono i coreani del Sud. Trump ipotizza attacchi aerei e missilistici, ma la Corea del Nord non è la Siria e può reagire, scatenando una apocalisse.
L’attacco in Siria non ha impedito ad Assad di proseguire la sua lotta alle opposizioni, il lancio della “madre di tutte le bombe” in Afghanistan non ha impedito ai Taliban di massacrare una guarnigione dell’esercito regolare di Kabul.
Politica estera della nuova amministrazione Usa priva di una visione strategica, accusa Michele Marsonet

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Soros speculatore Orban premier, gara al peggio

Appelli in favore della Central European University, fondata a Budapest dal miliardario americano di origine ungherese George Soros. Il premier magiaro Viktor Orban, l’uomo dei muri anti migranti, vuole bloccare l’istituzione, troppo internazionalista. Il cattivo Orban contro il buono Soros? L’accademico Marsonet ci propone un utile ripasso. Chi sia il cattivo Orban è noto. Ma è in gara col maggior speculatore finanziario mondiale che ha messo Stati e democrazie in ginocchio.
E certe ‘rivoluzioni colorate’, autentici golpe.

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The Donald che inizia a far paura

La compostezza professorale di Michele Marsonet, messa a dura prova dal ‘The Donald’ formato western. Ora che non spara soltanto tweet e cavolate. ‘Da far rimpiangere il duo Obama/Clinton’, arriva a confessare Marsonet, che i due non aveva amato.
E The Donald non aveva ancora sparato la ‘Madre di tutte le bombe’ sull’Afghanistan. Con Siria e Corea crisi aperte, il timore che il personaggio combini la ‘madre di tutte le cavolate’.

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Girandola Trump ora ama la Cina ma nessuno si fida

L’importantissimo incontro in Florida tra Donald Trump e Xi Jinping oscurato da Siria e terrorismo.
Quei missili lanciati con Xi ospite in casa. Per Marsonet, ‘lo sgarbo a Putin può in qualsiasi momento essere ripetuto con Xi Jinping se al posto della Siria mettiamo la Corea del Nord’.
‘A questo punto tutti nel mondo, Putin incluso, hanno capito che il nuovo presidente americano è personaggio volatile e assai poco affidabile’.

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La Cina ospite Usa, un giro sulla giostra Trump

La politica estera di Donald Trump alla prova della Cina, era l’attesa del mondo. Ma forse la politica di Trump non esiste. Esistono i gesti clamorosi, i twitt, i missili a sorpresa. Col presidente cinese Xi ospite accanto Trump insiste e, dopo lo Yemen, lancia la sua quasi guerra sulla Siria.
Ci occupiamo della Cina con Michele Marsonet, che bene la conosce. Ma assieme di Trump. Pezzo scritto prima dell’azione a sorpresa sulla Siria, ma vedrete, preveggente.

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