Myanmar della poco Nobel SuuKyi e poveri Rohingya che piace alla Cina

La politica espansionistica cinese guarda all’ex Birmania tra India, Sud-Est asiatico e la stessa Cina. Il buddismo nazionalista e aggressivo, Aung San Suu Kyi deludente Premio Nobel per la pace e il massacro della popolazione musulmana Rohingya. L’Occidente punisce con meno soldi e investimenti, la Cina (2000 chilometri dei confine condiviso), soccorre (e compra).
Myanmar nella Nuova Via della Seta, rotta commerciale sino-birmana in alternativa allo Stretto di Malacca per le importazioni petrolifere.

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Hong Kong, gli aiuti impossibili e la Cina come il gatto col topo

A Hong Kong dimostrazioni continue ad alto costo interno mentre Pechino resta in attesa, ‘la strategia del gatto che gioca col topo’, esemplifica Michele Marsonet. Dopo il G7 pesa come un addio l’assenza di reazioni ufficiali da parte dei Paesi occidentali. Trump con poche frasi insolitamente innocue, peggio il Regno Unito, che fino al 1997 governava la città-isola, interessato soltanto ad uscire indenne dal pasticcio Brexit in cui si è cacciato.

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Doppia Hong Kong, alla scoperta dei sostenitori di Pechino

La massa di persone a protestare in piazza e l’errore di credere a una sola Hong Kong. Consistenti settori della popolazione tutt’altro che ostili alla Repubblica Popolare. E il mondo del business che teme il caos che sta sconvolgendo la città-isola.
Errato pensare soltanto a una “quinta colonna” creata da Pechino. In realtà i filo-cinesi a Hong Kong ci sono davvero, e anche in gran numero.

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Hong Kong, conto alla rovescia verso la catastrofe finale

Una colonna di blindati delle forze speciali a 30 km da Hong Kong. La protesta del ‘nulla da perdere’ per non perdere tutto. La Cina del ‘nulla concedere’ per non perdere tutto. Mao Zedong proclamò la nascita della Repubblica Popolare il 1° ottobre 1949, prossimo compleanno per celebrazioni e non contestazioni

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Steve Bannon fa l’italiano, la crisi e chi gli dà retta

L’uomo nero di Trump, l’ideologo della nuova destra americana, ammiratore dell’italiano Julius Evola vicino a fascismo e nazionalsocialismo. Tifoso di sovranismo e populismo, ha inventato l’ossimoro politico dell’ Internazionale sovranista. Bannon trova in Italia interlocutori che gli danno retta e giudicano preziosi i suoi consigli.

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Agricoltura Usa e dazi anti-cinesi, muscoli senza testa a farsi male

Niente bond, la Cina contro i dazi Usa, ritorsioni in campo agricolo. Esportazioni Usa in Cina -10 miliardi. Agricoltori del Middle-West in rivolta. Borse a picco.
L’immagine rozza ma efficace di certa amputazione maschile ‘per dispetto alla moglie’

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‘Ri-dazi’ antiCina, Trump insiste, le Borse piangono. I segreti e i rischi

I nuovi dazi di Trump alla Cina, reazione a catena delle Borse mondiali, con listini affondati dai timori per le conseguenze della guerra commerciale tra le due superpotenze. Che partita politico economica gioca Trump, ormai in piena campagna elettorale, analizza Michele Marsonet, e chi rischia di pagarne il conto?

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Hong Kong trappola cinese: cede se concede ma se reprime si svela

Altro che guerra dei dazi di Trump. La Repubblica Popolare Cinese, in vera difficoltà sul fronte di Hong Kong. A rischio, rileva Michele Marsonet, l’immagine di una Cina che punta tutto sull’espansione economica e commerciale, senza coltivare mire aggressive.
Una riedizione del massacro di Piazza Tienanmen 1989? In tempi di social network, addio leggenda di un Paese potente, pacifico e saggio.

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Kim, il club del nucleare e l’Iran, regimi ‘diversamente utili’

Trump e Kim, soltanto show utile ad entrambi? Kim vuole soldi è un po’ di benessere in casa e non solo la Cina accanto. Trump che litiga col mondo, cosa vuole in cambio? Rielezione senza parlare di diritti umani in casa e fuori. Kim non può rinunciare all’arma atomica per lui garanzia di sopravvivenza. E Teheran?

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Politica estera d’azzardo, furberie, dilettantismo e sgarbi pericolosi

Brutti tempi per la politica estera italiana, avverte Michele Marsonet. Il caso Lega Russia e il troppo Salvini solo l’ultimo incidente. La via della Seta a 5 stelle e Washington. “Non è certo la prima volta che l’Italia diventa un campo di battaglia in cui le superpotenze di turno scorrazzano a loro piacimento”.

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Il Pentagono, l’industria militare Usa e le essenziali ‘terre rare’ cinesi

L’industria militare Usa ha bisogno delle ‘terre rare’ cinesi e qualcuno a Washington sembra scoprirlo soltanto ora. Alta tecnologia per Silicon Valley ma anche per l’apparato militare. Pechino che lo sa, lo usa. Bismuto, tungsteno e gallio per Tomahawk, F-35 e navi da guerra

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Hong Kong, sfida all’autoritarismo della Potenza globale sino a dove?

La Cina, potenza ormai globale, ‘Stato totalitario senza remore e rimorsi’, lo descrive Michele Marsonet, ora alle prese con un pezzo di se stessa legato a un mondo occidentale e alle sue concezioni liberali.
Assalto al Parlamento: ora la protesta sopratutto giovanile svolta verso la violenza e tutto di complica.
Milioni di abitanti di Hong Kong non vogliono essere assimilati alla Cina in tutto e per tutto, ma a quale costo? E la controparte?
Una prova di forza cinese non si può escludere, teme il nostro analista.

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Tra Cina che piace e Cina da paura, chi sta vincendo a Hong Kong?

Tra tifosi e dubbiosi la Cina sempre più vicina a suscitare eterni dubbi. Prova ad aiutarci nel labirinto cinese alle prese con la crisi di Hong Kong il nostro Michele Marsonet.

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Kazakistan e l’eterno Nazarbayev, il dispotismo che conviene a tutti

Il Kazakistan, la più importante, la più estesa e, soprattutto, la più ricca delle repubbliche ex sovietiche dell’Asia centrale, tra Cina e Russia.
L’OSCE ha bocciato le recenti elezioni denunciando brogli e violazioni ma ‘Putin, Trump e Xi Jinping (con Erdogan sullo sfondo) hanno – tutti – interesse a non modificare troppo la situazione’, spiega Michele Marsonet.

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Proteste a Hong Kong, Cina tra repressione e ‘rischio contagio’

Manifestazioni con la partecipazione di un milione di persone, contro una legge che autorizza l’estradizione di cittadini di Hong Kong ricercati dalla polizia in altri Paesi, Cina inclusa, criminali comuni e dissidenti politici.
Spinte e contro spinte. Per Hong Kong, conservare almeno in parte il suo status di territorio autonomo. Per Pechino seconda potenza globale, che prevede per i suoi cittadini solo libertà economico-finanziaria, reprimere Hong Kong con metodi Tienanmen o patti con i manifestanti e rischio di ‘contagio’ democratico al territorio continentale.

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Tienanmen, la tragedia e le ragioni della lettura cinese della storia

Nella notte tra il 3 e il 4 giugno 1989 la leadership del partito comunista, allora capeggiata da Deng Xiaoping, ordinò all’esercito di reprimere ad ogni costo le manifestazioni che riempivano la piazza simbolo della nuova Cina. La ricostruzione storica di Michele Marsonet e l’analisi della ragioni politiche della dura repressione. La scelta di far prevalere la liberalizzazione sul piano economico che su quello delle libertà democratiche occidentali.

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