martedì 16 luglio 2019

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Antonio Cipriani
Giornalista con una vocazione per il lato oscuro delle storie ufficiali, dopo una lunga esperienza all’Unità ha studiato e realizzato progetti editoriali che avessero al centro la democrazia dell’informazione. Ha partecipato alla costruzione di E Polis, di DNews e di Globalist syndication. Stagione professionale chiusa, si sta dedicando a nuovi progetti editoriali-artistici: tra questi Emergenze, il cui collettivo ha dato vita all’Edicola 518. Crede nel giornalismo di strada e nei progetti territoriali, culturali, artistici e narrativi, soprattutto con giovanissimi e pensionati.

In questo mio atlante della sapienza rurale non poteva mancare il momento elettorale. L’elezione del sindaco che spalanca al confronto e alla partecipazione.

L'importanza di avere spazi dedicati alla cultura come presidi di libertà contro il populismo conformista. Cultura è una bella parola, legata all’idea della terra, alla radice stessa del verbo latino: ...

Luoghi comuni che ci spingono all’indifferenza, a discutere solo sugli effetti di decisioni di politica prese da altri. In un’arena mediatica in cui pochi decidono e tanti plaudono o rumoreggiano.

Non basta un’esposizione mediatica rapsodica per costruire coscienze. Oltre alla questione dei pastori sardi, occorre un terreno fertile, culturale e sociale, per cogliere oltre ai drammatici effetti le sconcertanti cause.

L'Atlante della sapienza rurale tocca un tema centrale: l'origine. E attraversando la terra sarda, affronta la questione dei giganti, di ciò che siamo stati e torneremo a essere.

Il coraggio e la speranza, la forza del cuore e la delicatezza di un sorriso. Esperienza rivoluzionaria, con fatica e scarpe grosse. Camminando nel bosco per la vita.

Atlante della sapienza rurale, parte terza. Dialogo sulla cultura popolare, sull’arte e sulla sacralità dell’amicizia. Non quella da salotto per fare carriera o per scalare il successo, quella che cambia ...

Un genio particolare che scintillando produce arte e quindi bellezza. Emo Formichi, 92 anni, contadino, falegname, addetto alla draga sull’Orcia. Artista vero e totale.

Dialoghi con Claudio, nella vigna del vermentino. Sapienza rurale e bruttezza del contemporaneo filotelevisivo nel sud della Sardegna. Casupole perfette e obbrobri giallini.