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venerdì 18 Ottobre 2019

Tutti i post di "Antonio Cipriani"

Antonio Cipriani
Giornalista con una vocazione per il lato oscuro delle storie ufficiali, dopo una lunga esperienza all’Unità ha studiato e realizzato progetti editoriali che avessero al centro la democrazia dell’informazione. Ha partecipato alla costruzione di E Polis, di DNews e di Globalist syndication. Stagione professionale chiusa, si sta dedicando a nuovi idee. Dopo aver contribuito all’invenzione del progetto editoriale-artistico Emergenze, il cui collettivo ha dato vita all’Edicola 518, ha realizzato la rivista artistica e rurale Magnifica Terra e ha fondato Vald’O, la vineria letteraria a San Quirico d’Orcia. Crede nel giornalismo di strada e nei progetti territoriali, culturali, artistici e narrativi, soprattutto con giovanissimi e pensionati.

Sul senso del margine, come confine tra mondi diversi. Sulla comunità dolce e che vive un tempo ricco e sulla Francigena strada che cuce.

Polemos torna sul tema del virtuale che sta divorando la realtà e annacqua senso civico. Teorie dello spippolatore social e bellezza sana del mio paese.
alt:"/come siamo arrivati a tutto questo"

Dialogo sul perché siamo arrivati a tutto questo. Dall'utopia di un mondo più giusto, alla vittoria di un modello cinico e spietato dove il più forte schiaccia il più debole. ...

Lui col cellulare come unico rapporto con la realtà. Lei no. Dialogo davanti a una vetrina su media e social, sulla realtà conformista e talvolta artefatta. Citando Carole Callwalladr.

Le mani sapienti di un intellettuale gentile che disegna muretti a secco. Lavora con la pietra come lavorasse con le parole. Del mistero e dell’ascolto.

Discorso sul populismo, quello ampiamente annunciato, ad alto contenuto fascista. Una riflessione su media e politica. Come essere rivoluzionari nel tempo dell'oscurità.

Lo stupore che porta a galla quel senso critico che è necessario, per non essere imbolsiti interpreti di una cultura che cancella ogni penombra. Che crea conformismo e obbedienza. Cronaca ...

Gli ulivi di Milano, sradicati dalla terra. Come anni fa il grano finto per Expo, sotto il Bosco Verticale, fintissimo. Riflessione sul senso dell’abitare al confine.

Della carta per il futuro che conserva le radici della memoria. Dell’avamposto culturale che controcorrente difende lo spazio libero del pensiero.