lunedì 27 maggio 2019

Tutti i post di "Antonio Cipriani"

Antonio Cipriani
Giornalista con una vocazione per il lato oscuro delle storie ufficiali, dopo una lunga esperienza all’Unità ha studiato e realizzato progetti editoriali che avessero al centro la democrazia dell’informazione. Ha partecipato alla costruzione di E Polis, di DNews e di Globalist syndication. Stagione professionale chiusa, si sta dedicando a nuovi progetti editoriali-artistici: tra questi Emergenze, il cui collettivo ha dato vita all’Edicola 518. Crede nel giornalismo di strada e nei progetti territoriali, culturali, artistici e narrativi, soprattutto con giovanissimi e pensionati.

Un genio particolare che scintillando produce arte e quindi bellezza. Emo Formichi, 92 anni, contadino, falegname, addetto alla draga sull’Orcia. Artista vero e totale.

Dialoghi con Claudio, nella vigna del vermentino. Sapienza rurale e bruttezza del contemporaneo filotelevisivo nel sud della Sardegna. Casupole perfette e obbrobri giallini.

Dalla parte di chi sogna un mondo diverso, di chi si batte perché l’utopia sia concreta. Questo Polemos di inizio anno parla di Massimo Lettieri, di Rimaflow. Di tutti noi.

Questo Polemos di fine anno sarà breve. Come un presagio di futuro, la finestra si spalanca sulla vita. Il nostro abitare sarà poetico o ignobile? Del virtuale e dell’azione necessaria.

Per la festa, per la vita, per il sole che nasce. Per le donne ribelli, per il futuro da riconquistare passo dopo passo, nell’abitare poetico e nella sovversiva cultura popolare.

Polemos contro le suggestioni del virtuale. Tornare alla realtà, quindi al senso critico, contro la finzione del pop che ci uccide con futilità. La questione della cultura popolare.

Riflessioni su Mario Lodi e sulla scuola povera e creativa che insegnava la vita e il futuro. In un presente farlocco e conformista.

Dialoghi sulla cultura imbalsamata del tempo, creativa e dignitosa come uno squalo sotto formaldeide, inutile e chiuso in una splendida teca di vetro.

L’attenzione è la forma più pura della generosità. Ed è necessario ristabilire modalità e tempi di attenzione, abbandonando il virtuale che soffoca per mantenere con cura radicale i rapporti umani ...