Guardia costiera libica spara alla Ong e flirta con la Nave Nera

La nave ‘Golfo azzurro’ della Ong catalana Open Arms sequestrata per 2 ore dalla Guardia costiera libica in acque internazionali e costretta, sotto la minaccia delle armi, a dirigersi in acque libiche. Sospettata da più parti di collusioni con gli scafisti, la guardia costiera di Tripoli si scatena contro le Ong salva migranti e cinguetta via radio con la Nave Nera dell’ultradestra europea che li fiancheggia. Preoccupante alleanza.

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Msf sospende l’attività davanti alla Libia

Medecins sans frontieres sospende l’attività di soccorso nel Mediterraneo. Lo fa parzialmente denunciando la decisione della Libia di istituire una sua zona esclusiva di soccorso in mare Sar, limitando l’accesso delle Ong in acque internazionali, e un “rischio sicurezza dovuto a minacce della guardia costiera libica”. Sarà dunque fermata la nave Prudence, mentre l’équipe medica di Msf continuerà a fornire supporto a bordo della nave Aquarius di Sos Mediterranee.

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Ong-governo sui migranti, su cosa si litiga

Il ‘Codice di Minniti’ non piace alle Ong. Incontro interlocutorio al Viminale. Nuovo vertice venerdì, le organizzazioni proporranno emendamenti. Tra i punti contestati, la presenza della polizia giudiziaria a bordo delle navi umanitarie e il divieto di trasbordare i migranti su altre imbarcazioni.
La cronaca politica e la cronaca dei soccorsi e delle morti che intanto continuano.

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Chi comanda l’assalto dei migranti dalla Libia

Gli sporchi affari di bande criminali, fazioni tribali, jihadiste o pseudo politiche che rapinano mezzo miliardo di dollari l’anno ai disperati all’inseguimento del miraggio Europa. 1700 gruppi armati in campo, le complicità politiche. Inchiesta di Alessandro Fioroni

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Bufera ‘invasione’ sui migranti, cambiare Triton e frenare le Ong

Da Tallin a Varsavia. Nella città polacca riunione ai massimi livelli in sede Frontex. Sul tavolo la richiesta italiana di cambiare le regole della missione Triton nata male nel 2014. Prova di forza italiana, sbarchi ad ‘ondate’ sospette’, freno alle Ong che di fatto favoriscono i flussi, e poco altro.

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Migranti, i NO europei all’Italia e il poco che stiamo ottenendo

Tallinn, pre vertice per capire chi appoggia chi, e su cosa. Per l’Italia le cose non sono andate bene, anche se dal Viminale, vedono il bicchiere mezzo pieno.
‘Regionalizzazione’ del soccorso era l’obiettivo di Minniti, tradotto, l’apertura dei porti francesi e spagnoli alle navi con i migranti. No secco da Parigi e Madrid. L’Italia rilancia con la richiesta di rivedere il mandato dell’operazione Triton: chi salva i migrati con le proprie navi dove li porta? Tema su cui litigare.
Sì invece su codice di comportamento per le Ong, nuovi finanziamenti a sostegno della Guardia Costiera libica ‘sperando in bene), sui rimpatri impegno europeo.
Sulla situazione il punto di Alessandro Fioroni.

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Guardia costiera libica, inchiesta del tribunale internazionale

Una inchiesta della corte penale internazionale dell’Aja su crimini commessi dalla Guardia costiere di Tripoli, e sospetti su diffuse complicità con i trafficanti di migranti.
Ma la Libia resta partner necessario per i ministri degli Interni di Italia, Francia, Germania, e sotto inchiesta finiscono le Ong che soccorrono i migrati.
Intanto, nuovi soldi alla Libia: 40milioni (complessivamente ne sono previsti 90), denaro dal Trust Fund per l’Africa e ora destinato proprio alle operazioni di coordinamento con la Guardia costiera libica e al controllo delle frontiere meridionali del paese nordafricano.

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‘Esternalizzazione delle frontiere’, in Africa le guardie armate Ue

Il Consiglio europeo dei giorni scorsi doveva decidere anche sui migranti. Il ricollocamento fallito dei migranti tra i Paesi per l’opposizione dei paesi dell’est Europa. Ne dovevano accogliere 20 mila su 160. Adesso per loro (forse) le sanzioni. Molto ha discusso, poco ha deciso sulla riforma del sistema europeo di asilo, i principi di responsabilità e solidarietà.
Ma intanto, ‘Esternalizzazione delle frontiere’, che se anche vengono commesse crudeltà, non è colpa nostra

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Clima peggio di guerre e fame, profughi ambientali e follia Trump

Nel mondo si scappa più per il clima che per guerre e fame.
Secondo il rapporto di Greenpeace Germania, ogni anno nel mondo 21,5 milioni di persone devono abbandonare il loro paese a causa di eventi naturali catastrofici o traumatici cambiamenti climatici quali tempeste, alluvioni, siccità. Un numero praticamente doppio rispetto a chi fugge da guerre o violenze. Ma a pochi giorni dalla Giornata Onu del Rifugiato istituita dall’Onu però i ‘rifugiati ambientali’ sfuggiti alle analisi e alla cronaca.

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Rogo in Portogallo allarme estate, emergenza clima

La cronaca dell’inferno tra i boschi di Pedrógão Grande e l’ammonimento per l’estate torrida che si prepara e questa ricca parte del pianeta che si rivela comunque disarmata di fronte alle emergenze incendi, Italia compresa. Poi la questione clima negata da Trump.

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