«Usa umiliati da Teheran». Merz a sorpresa contro Trump e Ue

«La leadership iraniana sta umiliando gli Stati uniti». Frase netta e lapidaria. Il cancelliere tedesco prende le distanze dalla linea americana sul conflitto con l’Iran, quando dichiara che agli Usa «manca una strategia convincente» e che «non basta entrare in questi conflitti, bisogna anche poterne uscirne». Merz ricorda che gli europei e Berlino non sono stati consultati prima dell’attacco americano contro Teheran, portato avanti da Trump insieme a Israele.

Germania alla conquista di un ruolo

«Il messaggio a Trump segnala la sempre maggiore volontà tedesca di ridefinire il proprio posizionamento sullo scenario internazionale», l’analisi di Andrea Valdambrini che assieme sottolinea come i giudizi impietosi del Cancelliere tedesco, non riguardano soltanto il poco amato Donald Trump, ma anche la concittadina Ursula von der Leyen, esponente del suo stesso partito alla guida della Commissione Ue. ‘Troppo ideologica’ la sostanza della critica. Merz venerdì scorso dal summit dei leader a Cipro, proponeva un uso più’ flessibile’ delle sanzioni come leva negoziale nei confronti di Teheran. Insomma, meno sanzioni Ue all’Iran per aiutare la trattativa, mentre la presidente della Commissione ha ribadito una linea opposta, ideologicamente rigida, come con la Russia rispetto all’Ucraina.

Berlino-Bruxelles tensione di fatto

Il contrasto tra Merz e von der Leyen è in realtà un tassello della tensione più strutturale tra Berlino e Bruxelles. «All’interno del partito del cancelliere, la Cdu/Csu riunita in questi giorni a congresso, cresce l’irritazione verso la Commissione Ue, percepita come troppo distante dalle indicazioni di partito, e autonoma nella sua strategia internazionale ed economica». E c’è un documento preparato dai parlamentari Cdu del Bundestag, che secondo le anticipazioni della testata Politico.eu, propone di mettere l’esecutivo Ue sotto la supervisione di un organo di controllo con il potere di bloccare le iniziative legislative, se necessario, e di restringere i poteri delle istituzioni comunitarie, attraverso la riduzione operativa dei funzionari di Bruxelles che ‘troppo regolano’.

Meno Burocrazia e meno Von der Leyen

Obiettivo di fondo è lo smantellamento della burocrazia, terreno su cui von der Leyen starebbe procedendo troppo lentamente, secondo la Cdu, nonostante i molti interventi di deregolamentazione messi in campo dalla presidente della Commissione, anche rispetto al Progetto verde. Il gruppo parlamentare conservatore europeo a Strasburgo avrebbe preparato una lista di 27 richieste alla Commissione europea per ridurre gli oneri amministrativi e normativi a livello Ue. La richiesta arriva proprio mentre in Germania, tra gli alleati della Grosse Koalition di governo, ci si scontra sul debito, vincolato dal freno inserito in costituzione. La Spd del ministro delle finanze, il socialdemocratico Lars Kingbeil, vorrebbe allentarlo per ricavarne più margine di spesa, mentre la Cdu è contraria in nome del rigore fiscale.

Al nuovo indebitamento, i conservatori del cancelliere Merz contrappongono la ricetta dell’austerity, con tagli alla spesa e riforme. Ed è questa la linea che proiettano anche da Berlino su Bruxelles: chiedono a von der Leyen di liberare risorse con risparmi a livello Ue. Nessuna critica né interna né europea invece sul giudizio netto e feroce sulla gestione di Trump della crisi iraniana su spinta israeliana oggi nell’impasse politica e militare ad alto rischio da cui non si vede via d’uscita.

 

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