La priorità nel rifornimento, ha spiegato la società che fa parte del colosso britannico Bp, sarà data ai voli ambulanza, ai voli di Stato e ai voli con durata superiore a 3 ore. Per tutti gli altri ci sarà una distribuzione contingentata. Per gli altri voli ci sarà un limite, per aeromobile, di 2mila litri a Bologna e Venezia e 2.500 a Treviso. La situazione più delicata riguarda l’aeroporto di Venezia, unico scalo per il quale si fa una raccomandazione esplicita ai piloti di fare carburante prima di arrivare. Per quanto riguarda l’aeroporto di Milano Linate ci sono restrizioni, ma nessun tetto quantitativo è stato esplicitato.
Le limitazioni di carburante ‘non sono significative’ per gli aeroporti di Venezia, Treviso, Verona, per la società che gestisce i tre scali del Veneto. «Il problema – precisa il comunicato – è relativo ad un solo fornitore, e negli scali del Gruppo ne sono presenti altri che riforniscono la gran parte dei vettori. Comunque, nessuna limitazione è posta per i voli intercontinentali e per l’area Schenghen, ed è garantita l’operatività senza alcun allarmismo». Insomma, ognuno gli affari di casa. Fin che si può.
Allarme ma non troppo. «Non prevediamo carenze di carburante nel breve termine, ma la situazione è in evoluzione. Al momento i nostri fornitori di carburante possono garantire le forniture fino a metà/fine maggio». E’ quanto fa sapere Ryanair secondo cui «se la guerra in Iran dovesse concludersi presto, l’approvvigionamento non verrà interrotto. Se invece la chiusura dello Stretto di Hormuz dovesse protrarsi fino a maggio o giugno, non possiamo escludere rischi per le forniture di carburante in alcuni aeroporti europei».
«Con i prezzi del carburante raddoppiati nel mese di marzo, prevediamo che tutte le compagnie aeree trasferiranno questi costi più elevati sotto forma di tariffe aeree più alte dopo Pasqua e nel corso dell’estate». Botta dura sul turismo nel mondo, e in Italia in particolare, già verso Sardegna e Sicilia. Ryanair fa mercato e invita i passeggeri a prenotare i propri voli (e le vacanze) il prima possibile: «a proteggersi dagli inevitabili aumenti dei prezzi dei voli e degli alloggi dopo Pasqua e più avanti durante l’estate».
Le principali compagnie aeree europee hanno dei contratti che le proteggono dalle forti oscillazioni dei prezzi dei carburanti ma non dalla mancanza di disponibilità. E’ quanto scrive Bloomberg in un’analisi sul fenomeno secondo cui i principali vettori del Continente come Lufthansa, Ryanair o Air France in media coprono, tramite contratti derivati, il 70% del proprio fabbisogno annuo dai rialzi dei prezzi. Tuttavia tali contratti non prevedono e non assicurano la consegna fisica del prodotto. Sperando che la follia Iran cessi presto.