Il Partito Nazionalista del Bangladesh (BNP) di Tarique Rahman ha vinto le prime elezioni legislative dopo la destituzione della prima ministra Sheikh Hasina avvenuta nell’estate del 2024 a causa delle enormi proteste antigovernative guidate da studenti universitari. Maggioranza a scrutini ancora in corso, contestati dal partito islamista Jamaat-e-Islami arrivato per ora secondo con 48 seggi: il partito era stato vietato durante i governi di Hasina e ne fanno parte anche molti degli studenti che hanno contribuito a destituirla. Il Bangladesh è un paese a maggioranza musulmana, ma Jamaat-e-Islami ha posizioni radicali: punta a introdurre la sharia, l’insieme di princìpi morali e giuridici islamici. Secondo le proiezioni pubblicate dalle emittenti tv locali, il Bnp ha ottenuto 212 dei 300 seggi del parlamento, cioè una maggioranza superiore ai due terzi, contro i 76 seggi della coalizione guidata dal Jamaat-e-Islami.
Con il BNP si sono già congratulati il presidente pakistano Asif Ali Zaradari e il primo ministro indiano Narendra Modi. Sui profili social della loro ambasciata a Dacca, la capitale del Bangladesh, anche gli Stati Uniti hanno pubblicato un messaggio parlando di una «vittoria storica» e auspicando una futura collaborazione con il nuovo governo «per raggiungere obiettivi di prosperità e sicurezza». Tarique Rahman, che molto probabilmente sarà il nuovo primo ministro, è il figlio dell’ex prima ministra bangladese Khaleda Zia, che fu a lungo la principale rivale politica di Hasina. Con meno carisma della madre, è stato avvantaggiato dal fatto che negli ultimi anni Zia era diventata per molti un simbolo di democrazia e resistenza al governo sempre più autoritario di Hasina. Tra le altre cose nel 2024 Hasina fece reprimere con violenza le proteste, e almeno 1.400 persone furono uccise.