Bangladesh, il partito nazionalista dopo Sheikh Hasina

Il Partito Nazionalista del Bangladesh ha vinto le elezioni, le prime dopo la destituzione della prima ministra Sheikh Hasina. Elezioni molto attese anche perché, per la prima volta da 15 anni, Hasina non si era potuta candidare, dato che il suo partito è stato vietato, lei è stata condannata a morte e oggi vive in esilio nascosta in India.

Libere elezioni dopo la despota

Il Partito Nazionalista del Bangladesh (BNP) di Tarique Rahman ha vinto le prime elezioni legislative dopo la destituzione della prima ministra Sheikh Hasina avvenuta nell’estate del 2024 a causa delle enormi proteste antigovernative guidate da studenti universitari. Maggioranza a scrutini ancora in corso, contestati dal partito islamista Jamaat-e-Islami arrivato per ora secondo con 48 seggi: il partito era stato vietato durante i governi di Hasina e ne fanno parte anche molti degli studenti che hanno contribuito a destituirla. Il Bangladesh è un paese a maggioranza musulmana, ma Jamaat-e-Islami ha posizioni radicali: punta a introdurre la sharia, l’insieme di princìpi morali e giuridici islamici. Secondo le proiezioni pubblicate dalle emittenti tv locali, il Bnp ha ottenuto 212 dei 300 seggi del parlamento, cioè una maggioranza superiore ai due terzi, contro i 76 seggi della coalizione guidata dal Jamaat-e-Islami.

Applausi e dissensi

Con il BNP si sono già congratulati il presidente pakistano Asif Ali Zaradari e il primo ministro indiano Narendra Modi. Sui profili social della loro ambasciata a Dacca, la capitale del Bangladesh, anche gli Stati Uniti hanno pubblicato un messaggio parlando di una «vittoria storica» ​​e auspicando una futura collaborazione con il nuovo governo «per raggiungere obiettivi di prosperità e sicurezza». Tarique Rahman, che molto probabilmente sarà il nuovo primo ministro, è il figlio dell’ex prima ministra bangladese Khaleda Zia, che fu a lungo la principale rivale politica di Hasina. Con meno carisma della madre, è stato avvantaggiato dal fatto che negli ultimi anni Zia era diventata per molti un simbolo di democrazia e resistenza al governo sempre più autoritario di Hasina. Tra le altre cose nel 2024 Hasina fece reprimere con violenza le proteste, e almeno 1.400 persone furono uccise.

 

 

 

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