
Nove milioni di spettatori incollati alla tv, uno share del 46,2% su Rai 1, un evento pensato per entrare nella storia. La cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 parte con il piede giusto, almeno nei numeri. Poi, però, qualcosa si inceppa. E non sul palco, ma al microfono. L’esordio in diretta, quel «benvenuti allo stadio Olimpico», tradisce l’emozione del momento. Ma è solo l’inizio di una serata che, minuto dopo minuto, trasforma la telecronaca Rai in un caso mediatico e politico.
La disastrosa telecronaca della cerimonia di apertura alle Olimpiadi invernali è solo l’ultimo guaio del direttore di Rai Sport Paolo Petrecca, molto, molto vicina alla presiedente del Consiglio e al suo partito. Ora l’imbarazzo governativo si scarica sui vertici Rai e loro volta espressione dello stesso servaggio. Tenteranno certamente di nascondersi. Ma passiamo ai fatti lasciando da parte la politica. Petrecca era subentrato all’ultimo momento al commento della cerimonia al posto del vicedirettore Auro Bulbarelli, escluso dopo che per sbaglio aveva anticipato in conferenza stampa il ruolo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Erano stati proposti altri giornalisti per sostituirlo, ma Petrecca aveva insistito per condurre lui nonostante alcuni dirigenti gliel’avessero sconsigliato.
Per l’Usigrai, il vero sindacato dei giornalisti della Rai: «è solo l’ultima fallimentare iniziativa di un direttore sfiduciato dalla sua precedente testata e, nonostante questo, premiato dalla Rai in vista dell’appuntamento olimpico affidandogli la guida di Rai Sport, dove è stato sfiduciato altre due volte». Seguendo le logiche spartitorie che regolano le direzioni della Rai, nel 2021 Petrecca fu scelto da Giorgia Meloni – allora all’opposizione – per la direzione di RaiNews. Negli anni successivi, Petrecca ha evitato di mandare in onda notizie che avrebbero messo in cattiva luce il governo di destra: nel 2023 RaiNews non parlò dei fuori onda del giornalista di Mediaset Andrea Giambruno, allora compagno di Meloni, che faceva battute piuttosto pesanti e a sfondo sessuale a una collega. Sempre nel 2023 RaiNews evitò servizi sulla ‘fermata straordinaria’ imposta a un treno Frecciarossa per permettere al ministro Francesco Lollobrigida di arrivare in orario a un impegno istituzionale, visto che il treno era in forte ritardo. Dopo una sfiducia votata dai giornalisti di RaiNews, Petrecca è stato promosso a direttore di Rai Sport, dove però è stato contestato. Per due volte il piano editoriale presentato non è stato approvato dalla redazione.
Anche per la Rai un tale bis in ‘mondo visione’ sarebbe davvero troppo. E la Rai starebbe valutando di cambiare voce per allentare la pressione interna e scongiurare nuove ripercussioni sull’immagine del servizio pubblico nel momento più delicato dell’evento olimpico. Mentre la redazione è in rivolta. «Da giorni siamo tutti in imbarazzo, nessuno escluso, e non per colpa nostra». Secondo il Comitato di redazione, il danno arrecato è triplice: colpisce i telespettatori che pagano il canone, la Rai come azienda e la redazione di RaiSport, impegnata a lavorare ‘con passione’ nonostante le difficoltà. «Non è una questione politica – precisano – ma una questione di rispetto e dignità del servizio pubblico».
Politica e sindacato all’attacco: «Petrecca e i vertici aziendali sono responsabili della figuraccia Rai». «Prestazione imbarazzante di TeleMeloni» e di «figuraccia olimpica». Chiesta a gran voce le dimissioni del direttore: «Già sfiduciato due volte dalla sua redazione, deve dimettersi per arroganza e plateale incapacità professionale». Ma i vertici restano trincerati dietro un silenzio imbarazzante». L’Usigrai denuncia anche il rifiuto dell’azienda di leggere un comunicato sindacale: «Difendere la dignità di chi lavora in Rai non sarebbe materia sindacale? È un’offesa e una violazione dei diritti». E conclude, senza appello: «È troppo tardi. I cittadini hanno già capito di chi è la responsabilità».