Iran: Guardiani della rivoluzione e i terroristi d’occasione

Nel 1998, a maggio, l’UCK albanese kosovara era ancora una ‘formazione terrorista’, per sentenza Usa. Il mese dopo erano Patrioti anti serbi. L’attuale premiar Siriano aveva sulla testa una taglia di 10 milioni di dollari Usa come capo jihadista ed ora è stato ricevuto alla Casa Bianca. L’idea Ue di indicare i Guardiani della rivoluzione come terroristi come risposta alla repressione delle proteste in Iran, una decisione con molte conseguenze. Terroristi a circostanza.

Ennesimo azzardo Ue sulla scia Usa

I ministri degli Esteri dell’Unione Europea a discutere sulla possibilità di inserire i Guardiani della rivoluzione, la più potente forza armata dell’Iran, nella lista delle organizzazioni terroristiche. È una proposta sostenuta anche dall’Italia, che l’ha presentata come una risposta alla repressione violenta e brutale del regime iraniano per le proteste di inizio gennaio. La decisione comprometterebbe ogni possibile dialogo diplomatico tra l’Unione Europea e l’Iran. Per prendere questa decisione serve l’unanimità nel Consiglio dell’Unione, e quindi l’assenso di tutti i governi. E non è certo che succeda. Giovedì Kaja Kallas, la sempre discussa ‘Alta rappresentante per gli Affari esteri’, spinge in quella direzione suscitando dubbi.

Fronte baltico più Italia

Per ora oltre all’Italia la proposta è stata sostenuta da vari paesi, tra cui principalmente Germania, Lituania, Lettonia ed Estonia. Mercoledì hanno indicato di essere favorevoli anche Spagna e Francia. Non sarebbe una decisione inedita: gli Stati Uniti considerano i Guardiani della rivoluzione come un’organizzazione terroristica dal 2019, e più di recente hanno preso la stessa decisione Canada, Australia, Ecuador e Argentina, tra gli altri, rileva il Post.

Sostegno politico o strategia della tensione?

I Guardiani della rivoluzione sono una forza militare creata dopo la rivoluzione islamica del 1979 e conosciuti anche come pasdaran. Sono il livello più alto delle forze di sicurezza con circa 125mila membri attivi formano un vero e proprio esercito con divisioni terrestri, marine e aeree, che controlla anche l’arsenale missilistico del paese e la difesa dei siti di sviluppo del programma nucleare. Sono anche una forza politica ed economica. Alcuni dei Guardiani della rivoluzione sono già soggetti a sanzioni individuali, ma se l’Unione Europea designasse l’intero gruppo come ‘organizzazione terroristica’ tutti i suoi 125mila membri non potrebbero viaggiare nei paesi europei, i loro fondi e le loro proprietà in Europa sarebbero congelate e sarebbe bloccato ogni tipo di finanziamento o transazione commerciale che li coinvolga.

I Guardiani come Isis, al Qaida o Hamas

I Guardiani nello stesso gruppo di organizzazioni dello Stato Islamico (o ISIS), di al Qaida e di Hamas. Le posizioni all’interno dell’Unione Europea sono diverse: i critici temono che la designazione chiuderebbe ogni possibile canale politico e le trattative diplomatiche, per esempio quelle relative a cittadini europei ancora detenuti in Iran, azzerando di fatto il ruolo dell’Unione. L’Ue e alcuni suoi paesi ebbero un peso nell’accordo sul nucleare iraniano del 2015, con cui l’Iran avrebbe ridotto le capacità di arricchimento dell’uranio in cambio della rimozione di alcune sanzioni (gli Usa di Trump si ritirarono unilateralmente dall’accordo nel 2018). Oggi le politiche aggressive di Trump hanno ridotto la centralità dell’Unione, che avrebbe un ruolo minore in futuri negoziati, come sta già succedendo nella Striscia di Gaza e in Ucraina.

Auto censura europea a favore di cosa e di chi?

L’Unione Europea da anni sanziona alcune centinaia di funzionari iraniani, e ha bloccato le esportazioni verso l’Iran di materiali che possono essere usati per la costruzione di missili e droni. E il Consiglio dell’Unione Europea ha anche approvato alcune sanzioni contro diversi funzionari ed enti responsabili della repressione delle proteste, tra i quali il ministro dell’Interno Eskandar Momeni, il procuratore generale Mohammad Movahedi-Azad e un giudice di Teheran, Iman Afshari, noto per il suo ruolo nella persecuzione di oppositori e manifestanti. Le sanzioni nei loro confronti prevedono tra le altre cose il congelamento dei loro beni in Unione Europea e il divieto di ingresso nei paesi membri. A favore di cosa e di chi?

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