Giulio 10 anni fa felice col suo gatto. Prima dei mostri – VIDEO
Sono passati 10 anni da quando, quel 25 gennaio del 2016, Giulio Regeni inviò il suo ultimo messaggio dall’Egitto. Poi il silenzio, di lui non si ebbero più notizie. Il suo cadavere fu ritrovato il 3 febbraio successivo lungo l’autostrada che conduce ad Alessandria. Da allora la famiglia non ha mai smesso di chiedere verità per il giovane ricercatore: un lungo percorso segnato da silenzi, ostacoli e depistaggi, ma anche da una presenza costante di cittadini che, con il giallo come simbolo, hanno trasformato la richiesta di giustizia in un impegno collettivo.
Oggi “saranno trascorsi 10 anni da quando Giulio è stato sequestrato al Cairo per poi essere torturato e ucciso da funzionari del regime egiziano – hanno detto Paola e Claudio Regeni-, ringraziamo tutte le persone e la scorta mediatica che hanno illuminato il nostro cammino verso la verità e la giustizia anche seguendo ogni fase del processo ed impedendo che questa tragica storia di violazione dei diritti umani cadesse nell’oblio». Anche Remocontro è con voi e con il vostro dolore.