Ucraina: Zelensky silura il capo dei servizi segreti

Il rimpasto di governo, avviato da Zelensky dopo l’esplosione dello scandalo corruzione, segna uno dei passaggi più controversi e contestati: l’ultima testa a cadere è stata quella del potente capo dei servizi di sicurezza, Vasyl Malyuk, che ha coordinato alcune delle operazioni più eclatanti contro la Russia dall’inizio della guerra. Il Venezuela distoglie e assieme ammonisce, mentre l’Europe tenta di dire la sua col vertice della Befana a Parigi

Dimissioni ‘volontariamente costrette’

Malyuk ha annunciato le sue dimissioni da capo dell’Sbu, che guidava dal 2022, spiegando che sarebbe rimasto all’interno della struttura (sempre spie), «per implementare operazioni speciali asimmetriche di livello mondiale, per infliggere il massimo danno al nemico». Una dichiarazione apparentemente conciliante, che però non cambia la sostanza, rileva l’ANSA: Zelensky lo ha di fatto destituito, con incarico da definire. «E in ambienti ucraini -sottolinea Luca Mirone-, si ricorda che Andrij Yermak, quando era ancora l’ombra del presidente, aveva già tentato di silurare Malyuk per non essere riuscito a impedire l’avvio della maxi-indagine anticorruzione che aveva travolto i vertici di Kiev. Yermak compreso». La guida ad interim del servizio di sicurezza va a Yevhen Khmara, che comandava un reparto operativo.

Fase militare delicatissima

L’ormai ex capo dell’Sbu si era reso protagonista di audaci blitz contro il nemico: dai ripetuti attacchi al ponte di Crimea alla clamorosa operazione dello scorso giugno, quando droni introdotti clandestinamente in Russia avevano colpito simultaneamente bombardieri nucleari nemici e aeroporti situati in profondità dietro la linea del fronte. Successi talmente roboanti che adesso la sua brusca uscita di scena ha creato scompiglio, sollevando per la prima le proteste di altre figure influenti delle forze armate. Ma Zelensky ha tenuto il punto. Il leader ucraino vuole rinnovare la rete di fedelissimi in questa fase cruciale (guardando alle elezioni che prima o poi ci saranno), con i russi che continuano a premere militarmente. I raid, oltre ad altre vittime, hanno provocato interruzioni di corrente. A rendere le cose ancora più difficili per la popolazione, ‘il generale inverno’, con le temperature scese a -8.

Il Venezuela distoglie e assieme ammonisce

Il cambio al vertice dell’Sbu, i Servizi di sicurezza, è arrivato mentre Kiev è impegnata nella frenetica attività diplomatica, soprattutto degli occidentali, che lavorano per chiudere il cerchio sulle garanzie di sicurezza, CON Statri Uniti e ‘Volenterosi europei’, più spesso avversari che alleati. Ed ecco la prima notizia. Steve Witkoff e Jared Kushner, i rappresentanti Usa, parteciperanno alla riunione dei leader dei Volenterosi a Parigi. Macron riceve il presidente Zelensky e gli emissari americani Steve Witkoff e Jared Kushner per un pranzo all’Eliseo. La riunione dei leader è stata preceduta negli ultimi giorni da una serie di riunioni tecniche per definire meglio le future garanzie di sicurezza per Kiev, nel caso di un cessate il fuoco. In attesa di misurarsi con l’ultimo vero ostacolo sulla strada della pace: il futuro status dei territori contesi.

Zelensky: diplomazia o ulteriore difesa attiva

Il presidente ucraino ha annunciato che l’Ucraina si prepara a due opzioni: diplomazia o ulteriore difesa attiva. «L’Ucraina si prepara a entrambe le opzioni per ulteriori sviluppi: la diplomazia, che noi forniamo, o un’ulteriore difesa attiva se la pressione dei partner sulla Russia si rivelerà insufficiente». Ma da Mosca, nel suo ruolo di cattivo, il solito Medvedev provoca Zelensky: «Rischia la fine di Maduro». Ma il Venezuela oscura ma non nasconde i fatti. Le forze russe continuano ad avanzare nelle regioni strategiche del Donetsk e Kharkiv. In risposta, le forze del Paese occupato hanno scagliato uno sciame di droni su Mosca, costringendo gli scali della capitale a chiusure parziali.

Problema territori di conquista

Quanto al dossier territori, sui tavoli continuano a circolare le opzioni del congelamento del fronte, di una zona demilitarizzata o una zona economica speciale, ma configurare una soluzione adatta per Kiev continua ad essere difficile, a causa dell’intransigenza di Mosca sul Donbass. Il vertice dei leader di oggi a Parigi, dufficilmente risolverà questo stato delle cose.

 

 

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