
Quarto anno della guerra in Europa tra Russia e Ucraina che coinvolge in maniera sempre più diretta tutto tutto il continente. Ucraina come scusa sempre più fragile, emerge dai fumi delle bugie lo scontro tra Europa e Russia, mentre prendono campo brutte parole e pessimi intenti come ‘riarmo’, ‘invasione’, ‘difesa’.
Secondo anno della strage di Gaza, delle decine di migliaia di bambini, donne e anziani uccisi dai bombardamenti di Israele. Molte più vittime delle 100mila ufficiosamente riconosciute, tra Gaza e Cisgiordania. Con più di 300 giornalisti uccisi, giornalismo di eroi non trombettieri. Con la libertà di stampa e di parola a rischio o soppressa con la forza delle armi, non solo nelle zone di guerra. Europa, ‘culla del diritto’, compresa dove le violazioni alla libertà d’opinione sono sempre più diffuse e meno nascoste.
Per fortuna il 2025 è stato anche l’anno delle piazze piene di gente a dire la loro. Gente comune che ha riempito le strade d’Europa e anche quelle del nostro Paese: milioni di persone in tutto il mondo che hanno chiesto pace e giustizia per la Palestina e non solo. E tra loro anche tanti ebrei lontani da Netanyahu pronti a esprimere solidarietà e compassione per il popolo palestinese ed un possibile futuro di convivenza pacifica ancora possibili. «Piazze piene di gente che, fra le altre cose, chiedeva ai nostri Governi e ai nostri media di fare il loro dovere, la loro parte», suggerisce il miglior giornalismo sul Web che non è solo confusione ma molto spesso qualità.
Dalla separazione delle carriere al Decreto Sicurezza, il 2025 è l’annus horribilis della giustizia italiana. L’anno nel quale maggioranza e governo Meloni sono riusciti a smontare i dettami costituzionali che fino a oggi hanno regolato il funzionamento della Magistratura: imbrigliare l’azione penale; imporre una svolta autoritaria al diritto penale; creare nuovi reati per reprimere il dissenso; depotenziare il perimetro di attività della Corte dei Conti. Oltre ad aprire un conflitto con la Corte penale internazionale per il caso Almasri.
Il primo ‘fiore all’occhiello’ dei picconatori della giustizia, è il via libera separazione delle carriere dei magistrati, agognata da Sindona, P2 e Berlusconi. Una riforma costituzionale che dovrà passare per un referendum confermativo, ancora senza data – che separa magistratura inquirente e giudicante e istituisce due distinti Consigli superiori della magistratura, formati da membri laici e togati scelti tramite sorteggio. Una rivoluzione il cui vero scopo non è il miglioramento dei tempi della giustizia, ma la sottoposizione degli inquirenti al potere esecutivo.
America oggi; in un anno Trump ha graziato 1.600 persone. Oltre ai 1.500 dell’assalto al Campidoglio figurano trafficanti di droga e truffatori. Basta avere le giuste entrature e soldi da spendere, spiega Luca Celada sul manifesto. Secondo il WallStreet Journal, , in questa Casa bianca dove tutto ha un prezzo (la residenza, ad esempio, acquistabile con una gold card da 1 milione di dollari), le quotazioni per una domanda che vada a buon fine variano fra 1 e 6 milioni di dollari. Più sorprendenti sono i favori elargiti ai trafficanti di droga. A questa categoria appartengono l’ex presidente honduregno Juan Orlando Hernández, liberato mese scorso dal carcere dove scontava una condanna a 45 anni di reclusione per collusione con i cartelli dei trafficanti ed il concorso, nell’importazione in Usa di 400 tonnellate di cocaina. Ma ora fa la guerra ‘antidroga’ al Venezuela.
«La facoltà di grazia esecutiva dovrebbe veicolare empatia dello stato in casi di errori giudiziari o ‘manifesto pentimento’, e riflettere una sintonia con gli interessi umanitari del paese, sosteneva la legale del ministero di giustizia licenziata a marzo, Trump ha sovvertito questo dispositivo. «Il presidente non sembra considerare gli interessi del pubblico americano – ha affermato al Wall Street Journal – ma unicamente I suoi tornaconti politici, personali e finanziari».