Il Pakistan dà i caccia JF-17 alle forze libiche di Haftar

Poche ore prima che il generale Mohammed al-Haddad, capo di Stato Maggiore dell’esercito del Governo di unità nazionale di Tripoli, morisse in misterioso incidente aereo dopo il decollo da Istanbul dove aveva chiesto il ritiro delle forze turche dalla Tripolitania (missione appena rinnovata dal parlamento turco), il generale Khalifa Haftar aveva appena raggiunto un accordo di cooperazione con il Pakistan per forniture militari di 4,6 miliardi di dollari.

Libyan Government of National Accord (GNA) at the area of Abu Qurain, half-way between the Tripoli and Libya’s second city Benghazi

L’Islam pakistano verso il Mediterraneo

Una bozza dell’accordo visionata da Reuters includeva l’acquisto di 16 caccia JF-17 Thunder e 12 aerei da addestramento basico Super Mushak, entrambi realizzati da Pakistan Aeronautical Complex. Il JF-17 è stato sviluppato congiuntamente da Pakistan e Cina (Chengdu Aircraft Corporation – CAC e Pakistan Aeronautical Complex -PAC) e imbarca armi di produzione cinese che in Libia potrebbero trovare un nuovo mercato. Secondo le fonti, l’intesa comprenderebbe equipaggiamenti per terra, mare e aria, con consegne distribuite nell’arco di due anni e mezzo.

Aeronautica cinese

In campo aeronautico l’abbinata Super Mushaq di addestramento/JF-17 d’attacco, indicare la volontà rendere autonoma la forza armata della Cirenaica dai contractors russi dotati di Mig-29 e Sukhoi Su-24 e di sostituire la gran parte dei velivoli oggi in servizio, molto datati ed ereditati dalle forze della Libia di Muammar Gheddafi, come la decina di Mig 21, un paio di Mig 23, altrettanti Mirage F-1 e persino un Sukhoi Se-22, e 8 addestratori SIAI Marchetti. Velivoli che per anzianità e condizioni di manutenzione è sempre più difficile e costoso mantenere operativi, spiega Analisi Difesa.

Prima della Cina la Russia

Mosca, che ha un accordo di cooperazione militare con Bengasi e il governo di Tobruk rinnovato nel febbraio scorso, potrebbe offrire anche gli addestratori avanzati Yak-130 recentemente proposti anche come caccia leggero. L’accordo cinese potrebbe avere avuto il via libera di Arabia Saudita e Turchia (le forze aeree turche hanno acquisito 52 Super Mushaq)  tenuto conto degli ottimi rapporti che Ankara ha instaurato con la forza armata del generale Haftar in parallelo con l’incrinarsi delle relazioni con Tripoli.

Pakistan anti indiano

Il Pakistan sta cercando di espandere le esportazioni della propria industria della Difesa e promuovendo il JF-17 come caccia multiruolo a basso costo vantandone le performances registrate nei recenti scontri con l’India del maggio scorso. Nessun commento ufficiale da Bengasi o da Tripoli, ma Haftar, in un discorso trasmesso alla televisione ha dichiarato che «annunciamo l’avvio di una nuova fase di cooperazione militare strategica con il Pakistan», per senza fornire i dettagli del cosa e del quanto.

Due pezzi di Libia contesi

Senza uno Stato dal 2011, la Libia è oggi un vero e proprio territorio di caccia per attori stranieri. Gli europei, dopo il molto discusso blitz che 14 anni fa ha portato al rovesciamento del rais, provano a conservare l’orticello energetico messo a rischio dalla litigiosità interna. I turchi principale alleato di Tripoli, trattano accordi sottobanco con il generale Khalifa Haftar che controlla l’est del Paese. I russi provano a impiantare qui le loro nuove basi sul Mediterraneo, dopo la caduta di Assad in Siria. Gli emiratini sfruttano il sud della Libia per rifornire le formazioni sudanesi amiche nel Darfur. L’ultimo arrivato è il Pakistan: Islamabad ha annunciato un accordo militare con Haftar. armi di tutto punto.

Clamorosa ascesa del Pakistan

«Nel banchetto per la spartizione delle sfere di influenza in Libia, Islamabad non vuole essere seconda a nessuno», avverte Mauro Indelicato su InsideOver. Aerei vitali per Haftar per avere sempre più predominio nei cieli di tutto il Paese. Non solo, ma le autorità di Bengasi con l’accordo hanno dimostrato di poter contare su molti soldi in cassa. Una prova di forza non di poco conto, specialmente nella Libia di oggi. Mentra il Pakistan è a un passo dal realizzare la più importante vendita all’estero di materiale militare. Ossigeno per i propri conti sempre più in affanno, così come anche per la propria immagine di Paese in grado di poter contare su un importante apparato bellico.

Pechino e Riad guardano soltanto?

Per comprendere quindi la natura dell’accordo in questione, occorre scandagliare tra le varie alleanze strategiche di Islamabad. Pakistan-Cina confinanti con Pechino che ha aumentato il proprio interesse sulla Libia, come dimostra la riapertura della propria ambasciata a Tripoli. Con una delegazione cinese che si è recata in visita a Misurata per sondare la possibilità dell’ammodernamento dell’aeroporto. In questo contesto, Cina e Pakistan potrebbero aver giocato di sponda per i propri rispettivi interessi. Con Pechino che si garantirebbe un alleato solido all’interno dello scacchiere libico.

Pakistan nucleare e Arabia saudita

«Così come, Islamabad potrebbe aver giocato di sponda anche con Riad. Il mese scorso, Arabia Saudita e Pakistan hanno siglato un accordo di mutua difesa. Un asse importante, capace di legare ulteriormente i due Paesi nei vari scenari mediorientali». La presenza di Islamabad al fianco di Haftar, potrebbe servire ai sauditi a compensare lo strapotere degli Emirati Arabi Uniti nell’est della Libia con l’uso di alcune basi del sud per rifornire le Rsf, gli alleati sudanesi di Abu Dhabi. Riad quindi, potrebbe aver portato avanti Islamabad proprio per ridimensionare le mire emiratine.

Tags: libia Pakistan
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