
La Bundesbank, il 19 dicembre, sostiene che dalla seconda metà del 2026 lo sviluppo della Germania porterà il Paese fuori dalla recessione ma non avverrà per lo stimolo dell’economia verso il ritorno alla normalità dopo anni di crisi sistemiche, avverte Babbo Natale per gli sfortunati cittadini tedeschi. Saranno soltanto altri debiti a consentire una ripresa della crescita. Mentre la stessa Bundesbank, risuce il regalo sotto l’albero, dal +0,7% al +0,6% il tasso di crescita previsto per l’economia nel 2026. Ma antri Natali alla Merz incombono, fragili e incerti. Uno 0,3 di crescita rubando giorni di festa, e crescite da nani ‘all’uno virgola quasi niente’ sino al 2029.
Altri numeri per il debito Merz. Più 2,5 di quest’anno fini al 4,8 del 2028. Un vero e proprio boom del debito, avverte Andrea Muratore su InsideOver, che non è certo un buon regalo non solo per Natale. Vince ancora la stagione dei dazi americani, la fine del gas russo a buon mercato, la concorrenza cinese in settori come la chimica e l’automotive. Il Financial Times ricorda che anche la stessa iniezione di denaro dei debiti sarà capace di creare sviluppo ‘piccolo piccolo’. Debito che cresce e ricchezza prodotta solo dello 0,35-0,5%, con 250 miliardi di euro del nuovo debito destinati a tagliare il vecchio. Il cane che si morde la coda.
La Burdesbank raccomanda prudenza sui conti, mentre Merz propone di ‘liberare risorse per investimenti’ togliandole dalle tasche dei tedesechi. ‘Welfare non più finanziabile sul lungo periodo’. Pensioni, sanità e costo del lavoro definito ‘troppo alto’ da Merz nonostante per anni la Germania ha piegato tutte le curve del costo unitario del lavoro europee, battuta solo dall’Italia. Mentre a soluzione per il governo è orientata a concentrare spesa e debito ‘nei settori strategici’. Riarmo, per dirlo chiaramente. Oltre 50 miliardi di euro per acquisti militari e riforma del Bürgergeld, il ‘reddito di cittadinanza tedesco’ per le persone colpite da disoccupazione involontaria o a rischio esclusione sociale che aiuta oggi oltre 5 milioni di persone. Dalla miseria alla fame.
«Crescita anemica, debito surriscaldato, spesa sociale in calo per fare spazio a riarmo e politiche ad esso connesse: la scommessa di Merz è a trecentosessanta gradi ma rischiosa», per Mago Muratore. Maghetto Remocontro aggiunge «l’ombra del caos e dell’ascesa della rivolta populista, incarnata da Alternative fur Deutschland». I dati della Bundesbank mostrano che la sfida sarà seria mentre le prospettive politiche, prevedono tempi incerti e un viaggio al buio per Berlino.