
«I golpisti sono andati all’attacco di un governo ritenuto corrotto e inefficiente. In Benin il 38,5% della popolazione vive sotto la soglia di povertà e la nazione ex colonia francese è 166esima su 191 per Indice di Sviluppo Umano, ma in un contesto di grande difficoltà per la regione la pur divisiva leadership di Talon, al potere dal 2016», denuncia Andrea Muratore su InsideOver. Bilancio di governo catastrofico ma ritenuto da osservatori internazionali «nell’alveo della democrazia». E meno male altrimenti?
Patrice Talon, ha più volte deluso le aspettative, rileva la Bbc. «I militanti jihadisti legati allo Stato islamico e ad al-Qaeda si diffondevano verso sud», scrive l’emittente britannica, mentre sul piano sociale i ribelli hanno criticato i tagli all’assistenza sanitaria, tra cui la cancellazione della dialisi renale finanziata dallo Stato, e gli aumenti delle tasse. Più una rivolta anche miltare che un golpe vero e ben organizzato, L’esito è stata una giornata di fuoco a Coutonou, la capitale, con un rapido ritorno alla normalità nella stessa giornata.
Di fronte al rischio che anche il Benin precipitasse nel vortice del golpismo, Coutonou ha avuto il pronto sostegno dei Paesi della Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (Ecowas), capitanati dalla Nigeria. Il cui presidente, Bola Ahmed Tinbu ha ordinato ai caccia dell’aviazione del suo Paese di colpire degli obiettivi dei golpisti, e caserme della Guardia Nazionale a Coutonou, dopo aver ricevuto un’espressa richiesta di assistenza di Talon. «Meccanismi di assistenza che hanno funzionato rapidamente dopo che l’Ecowas aveva assistito impotente allo sdoganamento dei golpe nella regione dal 2021 in avanti».
La Nigeria, gigante politico ed economico della regione, ha saputo agire con tempismo. Secondo il canale X Defense News Nigeria, la decisione di far decollare i caccia da Lagos è stata sostenuta dalla Francia di Emmanuel Macron. Dopo il tramonto della Françafrique, il Benin è uno degli ultimi brandelli di influenza occidentale in Africa e la Nigeria se ne è fatta garante contro la diffusione di istinti golpisti.
«L’aggravarsi della povertà, la riduzione dell’autorità statale e la competizione geopolitica tra potenze globali hanno creato un terreno fertile per le conquiste militari» denuncia ancora Muratore. Ma l’episodio segnala assieme l’obiettivo strategico di fermare l’instabilità prima che raggiunga i confini della stessa Nigeria. , Un messaggio anche per Donald Trump, che aveva denunciato l’insicurezza nel Paese e la scarsa attenzione di Tinbu verso i cristiani nigeriani. Cristiani rapiti e sacerdoti bersaglio e guerra aperta al virus del golpismo. Con la forza se serve per evitare nuovi contagi.