«Kallas stonata nella peggior orchestra Ue». Caso politico o clinico?

«Commissione von der Leyen e dei suoi massimi esponenti, che stanno portando l’Europa non solo al disastro economico e all’irrilevanza strategica ma anche al ridicolo, allo scherno, al disprezzo, al pubblico ludibrio presso la comunità internazionale». Severità riportate sulle ultime dichiarazioni del Commissario per la Politica Estera, Kaja Kallas. Come ha potuto l’Europa ridursi così?

Matta da legare

Kallas non è nuova a gaffes leggendarie come quando auspicava la dissoluzione della Federazione Russa in repubbliche in guerra tra loro (con 6,500 testate nucleari in libertà?), o quando si distinse in un dibattito acceso con la Cina mostrando di non sapere chi avesse vinto la Seconda guerra mondiale. Giornalisti e opinionisti cinesi hanno più volte mostrato stupore e incredulità per questo Alto commissario Ue che ‘parla come una liceale’. Analisi Difesa è severa, ma se guardi bene scopri anche di peggio. Fronte baltico: L’esponente estone assieme al Commissario Difesa e Aerospazio, il lituano Andrius Kubilius, partoriscono il ‘Libro bianco per la prontezza della difesa europea 2030: 22 paginette di banalità. Talmente screditata che il segretario di stato Marco Rubio non ha neppure voluto incontrarla nei colloqui per la pace in Ucraina.

Fuori delle righe e non solo

Base del lavoro di una ‘ministra esteri’, la percezione della realtà. Tra i punti nei negoziati, la riduzione delle truppe ucraine e delle sue future forze armate. Kallas a Ginevra ha però insistito che «è Mosca che deve fare concessioni e ridurre i soldati» proponendo di limitare le dimensioni delle Forze Armate e il bilancio per la difesa russo. Sul dopo apocalisse nucleare non si è soffermata. Dettaglio il fatto che il ‘ministro degli Esteri’ della UE non viene ricevuta (e viene regolarmente spernacchiata e ridicolizzata) in Russia, Cina e Stati Uniti, le tre più grandi potenze mondiali. Il professor Eldar Mamedov esperto di politica estera del Quincy Institute e del Pugwash Council on Science & World Affairs, ha scritto nel settembre scorso su Responsible Statecraft un articolo dal titolo piuttosto esplicito:

Kaja Kallas’ shocking lack of historical literacy

Il capo della politica estera dell’UE, Kaja Kallas, ha costantemente dimostrato un approccio riduttivo e semplicistico alla geopolitica che tradisce una grave mancanza di profondità strategica e di conoscenza storica per un ruolo così critico. Il suo fallimento è sintomatico di un più ampio declino dell’arte di governare europea.

Tra carenza politica e ignoranza

Sul recente vertice dell’Organizzazione di Cooperazione di Shanghai (SCO) e alla parata militare a Pechino dedicata alla vittoria sul fascismo nella Seconda Guerra Mondiale, Kallas ha affermato che «per lei era una novità che la Cina e la Russia fossero tra i vincitori che hanno sconfitto il nazismo e il fascismo». Bovvcciata in terza media. Peggio al peggio, una bizzarra caricatura, ha definito i cinesi «molto bravi nella tecnologia ma non altrettanto bravi nelle scienze sociali, mentre i russi sono bravissimi nelle scienze sociali ma pessimi nella tecnologia». Le dichiarazioni di Kallas sono state così offensive e stupide da provocare una reprimenda insolitamente da parte del ministero degli Esteri cinese, con un preoccupante deterioramento della posizione diplomatica dell’UE.

L’insostenibile leggerezza del suo essere

Visione primitiva, incolta, rozza, e pericolosamente rigida. «L’insostenibile leggerezza dell’approccio attuale non renderà l’Europa protagonista nella definizione di un ordine globale emergente, ma piuttosto uno spettatore impotente, disorientato e sempre più irrilevante», denuncia Gaiani. Ma al peggio non c’è mai fine. «Nn 100 anni la Russia ha attaccato 19 paesi, alcuni dei quali anche tre o quattro volte. Ma nessuno ha attaccato la Russia in quel periodo». Dicono questo i libri di storia in Estonia? Solo ignoranza o alla volontà di ‘riscrivere’ la Storia? Frasi del genere superano la russofobia che caratterizzano oggi le nazioni baltiche. Possibile che nel suo consistente staff, Kallas non abbia nessuno con un minimo di infarinatura storica, (basta un sussidiario di 5a elementare) che le scriva o riveda i testi dei suoi interventi strampalati?

‘Camicia di forza’

“Chiamate i paramedici!», mentre sui canali Telegram russi circola la foto dell’Alto Commissario con la camicia di forza. E in Europa media e politici filo ucraini che denunciano la disinformazione russa rischiano di coprirsi di ridicolo di ridicolo dietro Kaja Kallas. Caco clinico e forse incurabile, ammettono ormai anche negli ambienti filo-Ue. «Questa Europa non è né la salvezza né la via. È imbarazzante ascoltare le dichiarazioni della commissaria Kallas ogni settimana. E non è un problema banale. Non lo dico per buttare all’aria il tavolo, ma questa non è la nostra commissione e la maggioranza non regge più non ci possiamo rassegnare al fatto che l’Ue sia solo quella del riarmo», denuncia l’ex ministro Andrea Orlando.

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