
Ieri, Putin è stato accolto con la grancassa, tanto per far capire al mondo di quale ospite speciale si tratti per l’India. Secondo l’Indian Express, Putin e Narendra Modi si sono recati a cena a Lok Kalya Marg, la residenza ufficiale del Primo ministro. Durante la visita di due giorni, che rappresenta il primo viaggio del Presidente russo nel Paese dall’inizio della guerra in Ucraina, Russia e India firmeranno diversi accordi per rafforzare la cooperazione in settori come la sanità e il commercio. “L’Europa – scrive Indian Express – esorta Delhi a fare pressione su Putin per porre fine alla guerra in Ucraina: diversi inviati e funzionari di capitali europee avrebbero ‘in privato’ esortato il governo indiano negli ultimi giorni a fare pressione su Putin per porre fine alla guerra. L’Indian Express ha appreso che ciò è stato trasmesso ‘educatamente’ e ‘sottilmente’ dagli inviati e dai funzionari di molti Paesi europei, compresi alcuni dell’Europa orientale, che considerano questa guerra una minaccia alla loro esistenza e alla sicurezza europea. Fonti affermano – prosegue il giornale – che il succo del messaggio inviato a Delhi da questi inviati e capitali europei è: ‘Putin è un vostro amico, vi ascolta, il Primo ministro Narendra Modi ha affermato che le soluzioni non possono essere trovate sul campo di battaglia, quindi per favore chiedetegli di fermare la guerra”.
L’India è un colosso da un miliardo e mezzo di abitanti, in crescita economica disordinata, ma vorticosa (parliamo dell’8% l’anno di Pil), con dei mercati in forte espansione che possono garantire una domanda sempre più robusta. Inoltre, è un caposaldo di tutta l’Asia meridionale e controlla in pratica ogni rotta che attraversi l’Oceano indiano. Last but not least, il Paese è pure un eccellente acquirente di armi: è quello che ne acquista di più nel pianeta, facendo una proporzione tra spesa e Pil. Per la difesa, l’India da decenni si foraggia, principalmente, grazie ai suoi amici di Mosca. Anche se negli ultimi tempi le Forze armate indiane si sono dotate di sistema d’arma avanzatissimi (e costosissimi) che arrivano dall’Occidente. Nuova Delhi, insomma, geopoliticamente parlando, sposta equilibri e la visita di Putin, che America ed Europa avevano cercato di descrivere alla stregua di un personaggio da evitare come un lebbroso, ora riapre vecchie ferite e moltiplica dubbi e incertezze sulla strategia del suo isolamento, che è sostanzialmente fallita. Per questo, prima di parlare delle prospettive che potrebbe aprire il vertice bilaterale indiano, ci sembra corretto soffermarci sulle reazioni (preventive) dei governi europei. Inguaiati in una guerra costosissima, di cui non si vede la fine, e costretti ad avanzare in ordine sparso (a seconda degli interessi) non condivisi, i politici del Vecchio continente cercano aiuti improbabili. Anche perché sono gli stessi statisti che hanno proposto a Trump di applicare sanzioni supplementari contro l’India, per punirne gli acquisti di greggio russo.
Secondo la BBC a mandare tutto per aria, “drogando” il commercio internazionale dell’energia, è stata proprio la guerra in Ucraina. Il resto, aggiungiamo noi, lo hanno fatto le sanzioni economiche applicate di conseguenza. Magari senza tenere conto che, nel corso della storia, azioni di questo tipo sono state raramente efficaci e, anzi, il più delle volte hanno rappresentato un boomerang per chi le decretava. “L’India – dice il network televisivo britannico – è il terzo consumatore mondiale di petrolio greggio e ne acquista grandi volumi dalla Russia. Non è sempre stato così. Prima dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte del Cremlino, solo il 2,5% delle importazioni di petrolio dell’India proveniva dalla Russia. Tale cifra è balzata al 35% quando l’India ha approfittato degli sconti sui prezzi praticati dalla Russia, in seguito alle sanzioni contro Mosca e all’accesso limitato della Russia al mercato europeo. L’India era contenta. Washington un po’ meno. All’inizio di quest’anno – aggiunge la BBC – l’Amministrazione Trump ha imposto un ulteriore dazio del 25% sui prodotti indiani, sostenendo che acquistando petrolio dalla Russia, l’India stava contribuendo a finanziare le casse del Cremlino”. Dal canto suo, l’Indian Express torna su un evento che ha lasciato tutti perplessi: una presa di posizione degli ambasciatori della Triade, che a qualcuno è suonata come un’ingerenza bella e buona. “Mentre gli inviati britannici, tedeschi e francesi hanno scritto un articolo di opinione sul The Times of India, criticando le azioni russe – dice Indian Express – il Segretario di Stato polacco Władysław Teofil Bartoszewski, in un’intervista proprio all’Express, ha dichiarato di sperare che Putin ascolti gli appelli alla pace del Primo ministro Modi”.
Secondo il comunicato ufficiale ripreso dall’Express “Il Ministro della Difesa dell’Unione Indiana, Rajnath Singh, e il Ministro della Difesa russo Andrei Belousov hanno co-presieduto giovedì la 22a riunione della Commissione intergovernativa India-Russia sulla cooperazione militare e tecnico-militare a Nuova Delhi. Definendo l’India un ‘partner chiave per la stabilità dell’Asia meridionale e la sicurezza globale’, Belousov ha affermato che la Russia continua a collaborare strettamente con l’India per modernizzare l’Esercito, l’Aeronautica e la Marina”. Insomma, si comincia col parlare sempre di pace e fratellanza universale, ma intanto si provvede ad affilare i coltelli.