
Ukrainian President Volodymyr Zelensky and Andriy Yermak head of the Ukrainian President’s Office
Altrettanto fa il New York Times, scrivendo che «L’esame approfondito (perquisizione n.d.r.) di Andriy Yermak, capo dello staff del Presidente Volodymyr Zelensky, potrebbe compromettere i colloqui di pace guidati dagli Stati Uniti e scuotere ulteriormente la politica ucraina». Ma cosa è successo? L’Ufficio anticorruzione (Nabu) ha effettuato delle perquisizioni nella sede del capo dello staff del Presidente Zelensky, Andriy Yermak. L’adviser è indagato per il caso ‘Energoatom’, la più grande indagine per corruzione durante la Presidenza di Zelensky. «Oggi, la Nabu e la Sapo (Procura speciale anticorruzione) stanno effettivamente svolgendo azioni procedurali presso la mia abitazione – ha detto Yermak su Telegram – e gli inquirenti non incontrano ostacoli. Hanno avuto pieno accesso all’appartamento e i miei avvocati sono presenti sul posto e stanno collaborando con le forze dell’ordine. Sto fornendo piena collaborazione». «Nonostante le reazioni negative – sostiene l’Indipendent – Zelensky si è rifiutato di licenziare Yermak. Inoltre, lo ha nominato a capo di una delegazione ucraina ai colloqui tra Stati Uniti e Ucraina
Guardando più lontano e valutando gli effetti del blitz investigativo, sorge qualche perplessità e più di un sospetto. Le indagini dell’Agenzia anticorruzione di Kiev sono stravecchie ma, guarda caso, stanno venendo al pettine tutte in una volta e comunque seguono linee-guida dettate dalla Commissione di Bruxelles. Proprio adesso. Nel contempo, sembrano mirare indirettamente Zielensky, anche se per ora nessuno l’ha ancora apertamente tirato in ballo. È un messaggio trasversale di qualcuno a non essere troppo accondiscendenti con Trump? Non lo sappiamo. Attenzione: la corruzione in Ucraina dilaga. Non discutiamo il merito dell’indagine, ma l’approccio e i tempi, quelli sì. Comunque, secondo il Kiev Indipendent, tra i primi ‘a felicitarsi’ ci sono stati i funzionari UE. A Bruxelles, insomma, si fa festa. «L’inchiesta – spiega l’Indipendent – arriva mentre Yermak guida la parte ucraina nei cruciali colloqui di pace con gli Stati Uniti, dopo che Washington ha proposto un piano controverso che favorisce molte delle richieste massimaliste della Russia. I funzionari europei – conclude il giornale – sono ‘sollevati’ dall’indagine, poiché Yermak è ampiamente considerato in Europa come ‘tossico’, ha dichiarato un diplomatico europeo di alto rango in condizione di anonimato».
«Il signor Yermak – sostiene il quotidiano americano – ex produttore cinematografico e avvocato specializzato in diritti di proprietà intellettuale, è stato uno stretto alleato politico del signor Zelensky durante la guerra iniziata con l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022. Verso la fine della scorsa settimana, il signor Yermak ha guidato i negoziati con il Segretario di Stato Marco Rubio a Ginevra».
«Mentre i colloqui catturavano l’attenzione in Ucraina e all’estero, l’indagine per corruzione incombeva sul signor Yermak e su un secondo negoziatore ucraino, Rustem Umerov, interrogato questa settimana dagli investigatori a Kiev, la capitale dell’Ucraina, dopo essere tornato da Ginevra. I negoziati di pace tra Stati Uniti, Ucraina, Russia e nazioni europee si sono arenati dopo la prima ondata diplomatica della scorsa settimana. Mentre le indagini sulla corruzione in Ucraina si sono ampliate».
Più chiaro di così … evidentemente più si parla di pace in Ucraina e più risuscitano miracolosamente tutte le vecchie inchieste per corruzione.