Germania più armata d’Europa una sicurezza?

Più di trecentocinquanta miliardi di euro per far diventare la Germania la ‘spina dorsale’ della ‘difesa del Vecchio Continente in ambito Nato. Rassicurante senza alcun dubbio? E cosa c’è sulla ‘lista dei desideri’ della vecchia potenza economica europea che ora vorrebbe cambiare le Volkwagen con carri armati Leopard?

I desideri militari di Merz

Le abili spie, i giornalisti di Poilitico.eu, rilanciate da InsideOver: 377 miliardi di euro che hanno letto le 39 pagine del ‘piano di approvigionamento’della Germania di Friedrich Merz, che vede nella Federazione Russa e nella Repubblica Cinese i possibili ‘avversari/nemici’, dell’Europea e dell’Occidente. Il documento, in parte secretato fino ai mesi scorsi, -spiega Davide Bartoccini-, «definisce la dimensione entro cui la Germania intende trasformare la Bundeswehr in ‘l’esercito convenzionale più forte d’Europa’ attraverso tutte le risorse finanziare necessarie».

Dagli ‘esuberanti campeggiatori’ nell’attuale Nato, ai fasti della tradizione militare prussiana che ci ha portato Von Clausewitz, gli Junker, ma anche altre problematiche non trascurabili della storia del XX secolo?

Merz più Ursula von Der Leyen solo a caso?

Il piano ‘ReArm’ partorito a livello europeo sulla scia del conflitto in Ucraina –una certa lettura ‘baltica’- su un ipotetico confronto con Mosca ai confini orientale della Nato. Il cancelliere tedesco, rivoluzionando la stessa costituzione tedesca, spinga sul rilancio industriale armato anche facendo debiti. Ovviamente vincolato ad armi di produzione tedesca. Un vecchio cacciabombardiere Panavia Tornado della Luftwaffe

Ipotesi armate, lista della spesa

La Bundeswehr – le forze armate della Repubblica Federale Tedesca che comprende l’Heer, la Deutsche Marine e la Luftwaffe – dovrà dotarsi di nuovi carri armati del tipo Leopard (e versione successive sviluppate dai nuovi programmi), e almeno 687 veicoli da combattimento Puma e Boxer prodotti dalla Rheinmetall. E dettagli per gli specialisti: «561 sistemi a torretta a corto raggio Skyranger 30 per la protezione anti-drone a corto raggio e 14 sistemi missilistici Iris-T Slm con 396 missili Iris-T Slm e 300 missili a corto raggio Iris-T Lfk da schierare come sistemi di difesa aerea». Oltre a munizioni per armi pesanti, medie e legge per milioni di euro.

A questo si aggiungo nuovi droni armati per ampliare la flotta di Heron Tp di produzione israeliana, e nuovi droni tattici Luna NG prodotti sempre da Rheinmentall.

Germania marittima volando

Per ‘il domino marittimo’, sono elencati solo ‘4 droni marittimi AWS’ ma non vengono previsti altri ‘desideri’ nonostante la forza navale di Berlino non navi portaeromobili o di sottomarini lanciamissili, ma solo di sottomarini convenzionali d’attacco, fregate lanciamissili, corvette e unità logistiche e di supporto. Almeno la Germania navale non farà troppa paura al mondo, oltre ad un po’ di ricognitori.

Luftwaffe di più pauroso nome

L’aeronautica militare tedesca attualmente vola sui caccia Eurofighter Typhoon e sui vecchia cacciabombardieri Panavia Tornato, in attesa di caccia di sesta generazione franco-tedesco-spagnolo «frutto dell’insidioso programma Future Combat Air System», se mai smetteranno di litigare con la Francia. Nel frattempo, più o meno come in Italia, 35 caccia F-35 statunitense che  potrebbe ampliare a 50 unità per non dispiacere troppo l’irascibile Donald Trump. Volando ancora più in alto, ‘sicurezza spaziale’. Una rete di nuovi satelliti per comunicazioni geostazionarie, stazioni di controllo a terra per tenere d’occhio l’infida terra, dopo l’invenzione/bufala del ‘muro anti droni europeo’.

Poi, missili a tutto spiano

La Bundeswehr prevede di acquistare 400 missili da crociera Tomahawk Block Vb insieme a tre lanciatori Lockheed Martin Typhon. Gli analisti sostengono si tratti di «una combinazione che garantirebbe alla Germania una portata d’attacco di 2.000 chilometri». Tradotto, Mosca ampiamente compresa. Gli F-35A inoltre, possono trasportare le bombe nucleari B61 di proprietà statunitense, schierate in Europa, ma sono soggette al concetto di ‘doppia chiave’, che prevede la coesione d’intenti tra Stati Uniti e Paese ospitante in caso di uso di un’arma tattica.

Oltre i proclami Merz, ancora ombrello Nato

Politico.eu senza pietà alla fine ribadisce che ‘le capacità strategiche, nucleari e a lungo raggio della Germania’, 377 miliardi in meno dopo, restano in buona parte agli alleati della NATO, in particolare agli Stati Uniti. Anche e nonostante gli investimenti miliardari nel settore della difesa che dovrebbero rendere proprio la Germania, «la nuova ‘spina dorsale’ del vecchio e preoccupato continente europeo». Tenendo memoria di cosa ha vissuto l’Europa (e la Germania), degli anni ’40. Solo 85 anni fa.

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