
Le dichiarazioni del capo di stato maggiore della difesa, generale Fabien Mandon, in un discorso pronunciato ai sindaci locali, quasi sottaciuto dalla ‘grande stampa’ in Italia, hanno riacceso il dibattito su quanto la Francia e i suoi alleati europei debbano essere disposti a spingersi nel conflitto ucraino contro la Russia. Per non farlo finire come sta avvenendo, a svergognare la valanga delle bugie precedenti. Le potenze europee, tra cui la Francia, hanno sostenuto l’Ucraina di fronte all’attacco russo con crescenti forniture di armi, ma hanno sempre insistito sul fatto di non essere direttamente coinvolte nel conflitto.
«Abbiamo tutta la conoscenza, tutta la forza economica e demografica per dissuadere il regime di Mosca dal tentare la fortuna spingendosi oltre», insiste ancora a dire Mandon, mentre gli Stati Uniti del cinico Trump preparano la trattativa funerale. «Quello che ci manca, ed è qui che voi avete un ruolo fondamentale da svolgere, è la forza d’animo di accettare la sofferenza per proteggere ciò che siamo». Sangue per la patria, dopo quello troppo dei poveri ucraino e dei russi costretti alla aggressione.
Rendendo omaggio alle forze francesi dispiegate in tutto il mondo, Mandon ha aggiunto: «Se il nostro Paese vacilla perché non è disposto ad accettare – diciamo la verità – di perdere i propri figli, di soffrire economicamente perché la produzione per la difesa avrà la precedenza, allora siamo a rischio». Per fortuna della Francia (e dell’Europa), ancora qualcuno reagisce. «Sì alla difesa nazionale, no l’insopportabile retorica guerrafondaia», ha risposto il leader del Partito comunista francese Fabien Roussel, col seguito di altre sinistre.
Louis Aliot, vicepresidente del partito di estrema destra Rassemblement National, ha dichiarato: «Non credo che ci siano molti francesi disposti ad andare a morire per l’Ucraina». «È scioccante», ha dichiarato Christian Estrosi, sindaco di Nizza e membro del partito di centro-destra Orizzonti, parte della coalizione di governo di Macron. «È forse compito del capo di stato maggiore dell’esercito preoccupare il Paese in questo modo? È un atto di debolezza». Forse anche peggio, compresa la ministra.
Il ministro della Difesa Catherine Vautrin prova a rattoppare lo strappo, e afferma che «le osservazioni sono state estrapolate dal contesto per scopi politici» e che «riflettono il linguaggio militare di un generale che ogni giorno sa che i giovani soldati rischiano la vita per la nazione». Esercitandosi a sparare nella caserme? Il ministro per gli Affari Europei Benjamin Haddad va molto oltre, ed aggiunge che Mandon ha tenuto un «discorso lucido e onesto sulla realtà della minaccia che incombe sul nostro Paese». Se scoprite qualcuno ‘lucido ed onesto’, segnalatecelo per favore.
Il generale Mandon ha anche affermato: «Purtroppo, e lo so dalle informazioni a cui ho accesso, la Russia si sta preparando oggi a uno scontro con i nostri Paesi entro il 2030». Ed ecco la favola di ritorno per motivare la follia politico economica della folle corsa al riarmo che sta impoverendo l’Europa e il futuro reale dei ragazzi di oggi, che già ci disegnano in divisa a partire alla guerra, con probabile ritorno nei sacchi di platica che abbiamo visto mille volte a Gaza e in Ucraina. Russia super malvagia, che «Si sta organizzando per questo, si sta preparando per questo, ed è convinta che il suo nemico esistenziale sia la NATO e i nostri paesi».
I funzionari francesi, tra cui il presidente Emmanuel Macron, hanno ripetuto più volte che la Russia starebbe cercando di spingersi oltre «se l’invasione dell’Ucraina dovesse avere successo». Come se esistesse ancora una alternativa. Bugiardi senza vergogna mentre altri ‘fiancheggiatori’ hanno cercato di preparare i francesi a una guerra o a una crisi che li costringerebbe a sacrifici, ma il messaggio fatica a farsi strada tra una popolazione che si sente lontana dalla linea del fronte e protetta da un deterrente nucleare.
Nel frattempo, giovedì il governo francese ha pubblicato una guida intitolata «Tutti responsabili», manuale di ‘pre guerra’ su «strumenti per aiutarvi a prepararvi ad affrontare una crisi importante, come un'”aggressione esterna o una catastrofe naturale». La catastrofe già la stanno subendo con l’attuale governo e presidente. Il manuale di cui cerchia copia per proporvelo testualmente, consiglia ai francesi di preparare un ‘kit di emergenza’ in una borsa, da controllare due volte all’anno, con beni essenziali come cibo, acqua e medicine, nonché una radio a batteria e dei giochi per far crescere bene i futuri soldati. «La nostra società deve adattarsi per diventare più forte», hanno scritto.