
European Commission President Ursula von der Leyen, French President Macron, and German Federal Chancellor Merz
L’Europa delle Nazioni
Riunione dei ministri della Difesa del gruppo E5, e bilaterale tra ministri della Difesa e presto tra il cancelliere Merz e il presidente Macron, a tentare di far quadrare il cerchio dei contrapposti interessi industriali nazionali.
La stampa economica tedesca tratteggia un quadro di grande incertezza. La Börsen-Zeitung, ricorda come entro fine anno dovrà essere presa una decisione sul futuro del programma, avviato nel 2017 e considerato strategico per l’autonomia industriale e militare europea. Migliaia di posti di lavoro e circa 100 miliardi di euro di ordini potenziali per Airbus, Dassault Aviation e per la spagnola Indra restano legati all’esito dei negoziati. Berlino non esclude scenari radicali, compreso l’abbandono del progetto, un maggior peso per Dassault o una soluzione di compromesso: ipotesi che, secondo fonti francesi citate dal quotidiano, vengono valutate con crescente pragmatismo, anche alla luce del deterioramento del clima politico-industriale.
La cooperazione franco-tedesca in termini di ricerca della leadership nei settori strategici per l’Europa sta conoscendo negli ultimi tempi una serie di scacchi. E racconta delle prospettive strategiche incerte di quello che spesso è stato presentato come un ‘motore’ della potenza europea rivelatosi, invero, assai ingolfato», avverte InsideOver.
Politico.eu ha pubblicato una indagine sulle problematiche del progetto di ‘cloud sovrano europeo’ (non soggetti a leggi extraterritoriali), il «Gaia-X», pensato da Emmanuel Macron e Angela Merkel e presentato ufficialmente nel 2019. Obiettivo di creare una piattaforma, una ‘nuvola unica’, per la gestione dei dati all’interno dell’Unione Europea, facendo avanzare la competitività del Vecchio Continente. Ma oggi, ‘Gaia-X’ è al palo. «Nonostante un mercato in rapida crescita per i servizi di piattaforma unica alla base di Internet, la quota globale dei provider europei ha continuato a diminuire, sminuita dal predominio di Amazon, Microsoft e Google.
Gaia-X è stato al centro di un difficile compromesso, con la Germania che ha spinto per includere nel perimetro delle aziende chiamate a partecipare alla fondazione anche i colossi tech stranieri. Alla fine, nota Politico.eu, «i giganti americani del cloud Amazon, Microsoft e Google, così come i giganti tecnologici cinesi Huawei e Alibaba, sono tutti membri di Gaia-X». Conclusione di Andrea Muratore: «Sovranità digitale addio, dunque, tra velleitarismi transalpini, a cui la Francia prova a porre ora rimedio sull’Ia con Mistral, e cautele dell’industria tedesca con i dati immagazzinati nei server dei colossi a stelle e strisce».
Gaia-X al ribasso che si somma con il buco nell’acqua del caccia franco-tedesco di sesta generazione. Berlino contesta a Parigi l’eccessiva ‘bulimia’ nell’assegnazione degli appalti e la frizione ha portato di fatto a ridimensionare le prospettive del velivolo. Restringere la collaborazione al ‘cloud di combattimento congiunto’, hanno affermato i funzionari di entrambi i Paesi. Sintesi , «adattare il progetto ‘Scaf’ che collegherebbe i caccia e i loro piloti a sensori, radar e droni», nota il Financial Times«
Gli scenari strategici vedono dunque emergere, in piena spinta al riarmo europeo, il flop di un piano di collaborazione bilaterale, con Berlino che potrebbe andare da sé o addirittura rivolgersi alla Svezia per cooperare e avere il suo caccia di sesta generazione. Lo scenario si fa dunque intricato e complesso. Per Internationale Politik Quarterly il discorso è chiaro: «Francia e Germania hanno da tempo opinioni molto diverse sulla probabile traiettoria delle relazioni transatlantiche (affidamento sugli Stati Uniti in materia di sicurezza). Questo, a sua volta, ha reso quasi impossibile per Berlino e Parigi concordare sulla strada da seguire per la difesa europea e sulla parola d’ordine che è stata al centro del dibattito dell’ultimo decennio: autonomia strategica europea».