La ‘rivoluzione d’ottobre’ del nostro 7 novembre e gli ultimi comunisti russi

«Senza la grande rivoluzione socialista d’ottobre del 1917, la grande vittoria sul fascismo del 1945 non sarebbe stata possibile». E ancora, «le giovani generazioni russe ora guardano con affetto alla nostra storia, al grande ottobre e alle gesta eroiche dei nostri padri e nonni». Sono le parole dei nostalgici dell’Unione Sovietica che si incontrano a Mosca tra il mausoleo di Lenin sulla piazza Rossa e la statua del grande maresciallo dell’Armata Rossa, Zhukov.

‘Serp i molot’

La ‘Serp i molot’ (‘falce e martello’) si trova ancora in Russia, sulle repliche delle bandiere dell’URSS, sulle magliette, sulle copie degli oggetti più simbolici ma anche pezzi originali. Se nella capitale russa, entrata da poche ore in modalità inverno con la prima nevicata della stagione e la colonnina di mercurio di qualche grado sotto lo zero, bandiere e magliette con la scritta ‘CCCP’ si trovano nei negozi di souvenir, nelle città e villaggi più sperduti della Siberia i pezzi della vasta collezione dell’oggettistica sovietica sono considerati beni preziosi. Vengono conservati alla pari dei gioielli di famiglia e mostrati, con orgoglio, a figli e nipoti e amici di vecchia data in visita.

Molto Lenin e un po’ di Stalin

Il culto di Lenin, e per motivi diversi anche quello di Stalin, è sempre molto forte. Basti pensare che lo stato di tutti i monumenti dedicati al padre indiscusso dell’Unione Sovietica – in Russia ci sono ancora circa 6.000 statue raffiguranti almeno il suo busto (erano 7.000 nel 1991) – è monitorato dalle tante organizzazioni locali e nazionali del Partito Comunista russo.

‘Oktjabrskaja revoljucija’

Il Partito Comunista della Federazione Russa ha nuovamente proposto di rendere ‘non lavorativo’ il 7 novembre, giorno di commemorazione dell’ ‘Oktjabrskaja revoljucija’, la mitica Rivoluzione d’Ottobre. Un gruppo di deputati della Duma del Partito Comunista della Federazione Russa, guidati dallo storico ed intramontabile leader, Gennady Zyuganov, ha presentato alla camera bassa del parlamento un disegno di legge per istituire una nuova festa nazionale il 7 novembre come avveniva durante l’era sovietica e di abolire la ‘Den Rossii’ (Giornata della Russia) del 12 giugno, festività introdotta nel 1992 per volere di Boris Yeltsin. Parlando all’agenzia Ria Novosti, Zyuganov ha ricordato che la festività del 7 novembre è ancora celebrata nella vicina Bielorussia. Il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko, in carica dal 20 luglio 1994, ha voluto in questo modo preservare l’eredità sovietica come elemento identitario dello Stato.

Partito comunista russo

Il Partito Comunista ritiene che la data commemorativa contenga diverse fonti di simbolismo, solo indirettamente legate all’anniversario della rivoluzione. Ad esempio, il 7 novembre 1941 si tenne una parata militare sulla piazza Rossa. I comunisti ritengono, inoltre, che il 7 novembre sia indissolubilmente legato agli eventi del 1918, quando la ‘giovane Russia sovietica’ dovette respingere l’intervento delle potenze dell’Intesa. I deputati del Partito Comunista vedono l’istituzione della festività come un modo per rafforzare la coesione civica «nel contesto della guerra ibrida scatenata dall’Occidente collettivo».

Il mito della Rivoluzione d’ottobre

Per molti russi delle generazioni più anziane, e per i cittadini delle ex repubbliche sovietiche, il 7 novembre resta una data sacra, il giorno che portò alla creazione dell’Unione Sovietica e che molti continuano a considerare un simbolo di giustizia sociale e di orgoglio nazionale. Il sentimento di nostalgia è particolarmente vivo tra chi rimpiange un’epoca di maggiore uguaglianza e stabilità economica. Molti cittadini vedono nell’eventuale ripristino della festività l’opportunità per riscoprire valori perduti, lavoro dignitoso, solidarietà collettiva, l’accesso universale ai servizi pubblici e alla cultura.

Quando Polonia e Lituania invasero Mosca

Nel 2004 è stato introdotto il ‘Giornata dell’unità nazionale’ (4 novembre, commemorazione liberazione di Mosca dall’occupazione polacco-lituana nel 1612) ma il giorno della Rivoluzione d’Ottobre è sempre un chiodo fisso nelle menti di tanti cittadini russi.

Condividi:
Altri Articoli