Bombe Nato-Usa su Belgrado 1999, ricostruisce l’immobiliare Trump

La Serbia tra mille polemiche e legittimi sospetti di corruzione, ha autorizzato il progetto extralusso della famiglia Trump a Belgrado. Una legge speciale per trasformare i ruderi dell’ex sede dello Stato maggiore jugoslavo nel cuore della città in hotel e appartamenti.

A former Yugoslav army headquarters destroyed in a U.S.-led NATO bombing campaign in 1999

Bombe Usa su ‘Generalštab’ col ritorno

«Era stato il bombardamento più clamoroso che aveva a colpito l’allora capitale Jugoslava. Nella memoria nitida di quelli di noi che avevano vissuto tra i bersagli i quasi tre mesi di bombe e missili di quella guerra Nato-Usa nel cuore dell’Europa».

«Il parlamento serbo ha approvato una legge speciale che ha infine autorizzato il grosso progetto immobiliare di Jared Kushner, il genero di Donald Trump, per costruire un complesso extralusso nell’ex sede dello Stato maggiore yugoslavo, a Belgrado», avverte il Post. L’edificio, la ‘Generalštab’, è/era considerato un capolavoro dell’architettura modernista ed è diroccato da quando nel 1999 fu bombardato dalla NATO, diventò una specie di memoriale di quella sporca guerra nel cuore dell’Europa. Per via di questo valore storico e simbolico, fin dall’inizio ci sono state polemiche sul progetto, anche per il modo in cui l’attuale governo serbo non si è fatto problemi a facilitarlo, rimuovendo le tutele a cui era sottoposto e facendo pressioni sulla soprintendenza.

Favore Usa contro le proteste popolari

La fretta con cui il governo ha favorito il progetto, nonostante possa essere problematico in termini di consensi –le proteste studentesche in corso ormai da oltre un anno-, si spiega con la volontà di ingraziarsi l’amministrazione degli Stati Uniti. Trump infatti si interessò al Generalštab già nel 2013 ma le cose avevano accelerato nel 2024, soprattutto dopo che a novembre aveva vinto per la seconda volte le presidenziali». Il progetto prevede che la società di investimento di Kushner (‘Affinity Partners’) costruisca un hotel di lusso da 175 camere e un complesso residenziale da oltre 1.500 appartamenti. E anche un museo, concessione al suo passato. La società riceverà il complesso in comodato d’uso gratuito per 99 anni in base agli accordi col governo serbo, che in cambio riceverà il 22 per cento dei profitti.

Legge d’urgenza, come i soldi che arriveranno

La legge è stata approvata con un meccanismo d’urgenza, che di norma sarebbe riservato alle situazioni d’emergenza, e per questo l’opposizione ha sostenuto che sia incostituzionale. La maggioranza del presidente nazionalista Aleksandar Vučić però l’ha fatta passare senza accettare emendamenti. Significa che i lavori al Generalštab potrebbero iniziare presto. Il progetto aveva rallentato quando, la scorsa primavera, alcuni funzionari che avevano sveltito la rimozione dei vincoli erano stati incriminati per falsificazione di atti pubblici e abuso di potere. Tra loro c’era il direttore della soprintendenza fatto nominare dal governo di Vučić dopo che la precedente dirigenza dell’istituto si era opposta alla riqualificazione.

L’eterno ‘dopo Milosevic’

La legge, oltreché dall’opposizione, è stata criticata dal movimento degli studenti che da più di un anno sta animando le grosse proteste contro Vučić, creandogli un problema politico. La settimana scorsa decine di migliaia di persone hanno partecipato a una manifestazione per il primo anniversario del crollo nella stazione ferroviaria di Novi Sad, il caso ritenuto emblematico della corruzione del governo che ha dato il via a quelle proteste.

VOX POPULI e MEMORIA

  • «Prima ci bombardano, e poi pretendono di ricostruire quello che hanno distrutto».
  • Per il resto dei cittadini l’edificio, sventrato dai caccia della Nato durante la campagna di bombardamenti 1999, è ORMAI parte integrante del paesaggio della città. E della sua memoria.
  • «Un magnifico hotel dovrebbe sorgere al suo posto», ha confermato il presidente serbo Aleksandar Vucic, dopo avere ricevuto l’11 marzo a Belgrado il figlio del presidente statunitense Donald Trump Junior.
  • Affinity Partners, la società di investimenti del genero di Donald Trump, Jared Kushner, si è aggiudicata un accordo con il governo serbo da 500 milioni di dollari, secondo il New York Times.
  • Sulle ceneri del centro di intelligence jugoslavo sorgerà una nuova «Trump Tower», la quinta al mondo, dopo quelle di New York, Chicago, Manila e Istanbul.
  • Sarà divertente riunire la famiglia», ha dichiarato Eric Trump in una intervista dell’anno scorso in cui confermava l’accordo, ma i cittadini serbi non condividono lo stesso entusiasmo.
  • «È un’iniziativa che mortifica la nostra memoria collettiva, gli statunitensi non avrebbero mai affidato il progetto di riqualificazione di Ground zero a un investitore arabo».
  • «Non c’è stato neanche un bando, per noi è ovvio che si tratta dell’ennesimo caso di corruzione, Vucic ha trasformato la Serbia in una colonia delle super potenze, tutto è concesso purché piovano soldi».
  • Il Generalštab è stato designato come protetto dall’Istituto per la conservazione dei monumenti culturali della Serbia, potrebbe essere demolito solo per essere riportato al suo stato originale.
  • «Il governo viola la legge facendo carta straccia delle istituzioni competenti, per questo la lotta per il Generalštab è una lotta per lo stato di diritto».
  • «I serbi hanno scoperto l’accordo sulla Trump Tower tramite i social media statunitensi».
  • «Quell’edificio è diventato il simbolo della corruzione che ci stritola».

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