I grandi dello sport che rivivono attraverso arte e monumenti

In una Mosca che attende la prima neve della nuova stagione e dove le temperature sono leggermente sopra la media, la cultura sportiva è permeata nella società. Lo era già stato nella vecchia, e per tanti russi ancora ‘cara Unione Sovietica’, lo è ancora di più oggi che la Russia non ci sarà nemmeno ai Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026.

Lo sport russo senza bandiera

A dir la verità la bandiera russa alle Olimpiadi non sventola da dopo Rio de Janeiro 2016. Prima le accuse di doping di Stato (tutte pulite le altre Nazioni? Impossibile) con tanto di due cambi di denominazione della delegazione russa, poi il bando totale per l’operazione militare in Ucraina, sta di fatto che la Russia è stata volutamente esclusa dallo scacchiere sportivo. «Non è giusto», «sport, cultura e arte, non devono essere toccate», «così non si costruisce la pace», sono alcune delle affermazioni per contestare le scelte prese.

Ma la tifoseria popolare resiste

Nella Federazione russa, però, lo sport prosegue tra gare nazionali nei vari sport, partite contro Paesi in questo momento storico amici, e ovviamente con la Kontinental Hockey League che prosegue a gonfie vele con palazzetti sempre gremiti. E in una passeggiata all’insegna delle statue legate allo sport in una Mosca che guarda al futuro – su tutto i piccoli robot a sei ruote che sfrecciano sui marciapiedi per consegnare materiale (spesa, oggetti o alimenti confezionati nei ristoranti e pizzerie) agli utenti che ne fanno richiesta c’è la conferma di una forte cultura sportiva (diversa dalla passione!)  che molto spesso manca in Italia.

L’hokey sport nazionale

A Mosca, come in tutta la grande ‘Madre Russia’, l’hockey è sport nazionale, è religione, è passione. La maggior concentrazione di monumenti e statue è sicuramente nel giardino del quartier generale del Cska, la polisportiva dell’Armata rossa, quella che ha come simbolo la stella rossa che comprende anche calcio, basket, ginnastica e tanti altri sport. Il Cska Mosca nel dicembre del 1982 e 1983 è persino sbarcato con i suoi ‘hockeisti-marziani’ a Bolzano tra le montagne dell’Alto Adige.

La ‘galleria degli eroi’

Le prime due statue della ‘galleria degli eroi’ sono quelle di Vladislav Tretiak, il più grande portiere della storia e attualmente presidente di tutto l’hockey da Kaliningrad alla sperduta Anadyr in Chukotka, e Viktor Tikhonov, l’allenatore-capo sia del Cska che della Sbornaja (Nazionale sovietica prima e russa dopo). Ci sono le statue anche di Viacheslav Fetisov, granitico difensore di hockey, ed Irina Rodnina, ex pattinatrice su ghiaccio sovietica. Il monumento di Anatolij Tarasov considerato «il padre dell’hockey su ghiaccio russo» per essere stato prima giocatore e poi storico allenatore, è stato spostato: non è più sulla Leningradsky Prospekt, all’entrata degli impianti sportivi del Cska a due passi dalla Fondazione Gorbaciov, bensì in uno dei cortili interni.

Altro mito, la ‘Dinamo’

In pochi minuti di metro partendo dalla fermata ‘Sokol’ si arriva a ‘Dinamo’. All’esterno della monumentale stazione e della Vtb Arena, c’è il monumento dedicato a Lev Yashin. La scultura raffigura il ‘Ragno Nero’ (ma anche ‘Pantera Nera’ per via dell’uniforme scura che era solito indossare) che vola per fermare un pallone all’incrocio dei pali della porta. Yashin, morto nel 1990 e da sempre giocatore della Dinamo, è ancora oggi considerato uno dei migliori portieri della storia del calcio. Due i monumenti dedicati ad Eduard Streltsov, leggendario calciatore sovietico, uno all’ingresso dello stadio ex Torpedo a lui intitolato e l’altro all’interno della rinnovata e moderna area sportiva Luzhniki. Non distante, all’esterno dello ‘Spartak Stadium’ c’è la statua del giocatore Fedor Cherenkov, simbolo della società biancorossa.

Ai piedi della ‘collina dei passeri’

All’interno del parco Luzhniki, polmone verde a tradizione sportiva della capitale russa a due passi della Moscova e ai piedi della ‘Collina dei passeri’, c’è il monumento di Valeri Kharlamov, altro mito dell’hockey sovietico e stella del Cska scomparso a soli 33 anni assieme alla moglie (nell’agosto 1981) in un incidente stradale tra San Pietroburgo e Mosca dove all’altezza del luogo del sinistro è stato eretto un monumento da un anonimo tifoso.

Sport, cultura e arte

Il monumento alla leggendaria ballerina Maya Plisetskaya si trova su una piazzetta a lei intitolata lungo la via Bolshaya Dmitrovka in pieno centro non distante dal teatro Bolshoi. La statua alta nove metri, raffigura la ballerina nei panni di Carmen, un ruolo da lei notoriamente interpretato.

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