Cechia: non solo la splendida Praga e Babiš non solo ‘affari loro’

Come previsto ha vinto la destra populista, il partito dell’ex primo ministro Andrej Babiš, mentre è andata male la coalizione di governo di Petr Fiala, destra europeista alla Von der Leyen. Ma cha sta accadendo nelle viscere scontente della nostra Europa?

Andrej Babis arrives to presidential office, a day after he got majority of votes at the parliamentary elections, in Prague

I numeri senza paracadute

Repubblica Ceca: elezioni parlamentari, ha vinto il partito dell’ex primo ministro Andrej Babiš, di destra e populista, che ha ottenuto il 34,7 per cento dei voti. Risultato notevolmente migliore rispetto a quello della coalizione del primo ministro uscente Petr Fiala, anche lui di destra e conservatore. Il partito ‘Azione dei cittadini insoddisfatti’ (sigla ANO) non ha ottenuto la maggioranza – pur andandoci vicino – e dovrà fare delle alleanze. È possibile che cerchi il sostegno di due partiti di estrema destra: Libertà e Democrazia Diretta (SPD), che ha preso quasi l’8 per cento; e gliAutomobilisti per se stessi’ (partito contrario alle politiche ambientali, tra le altre cose), con il 6,8 per cento.

Voto ‘contro’ anche sull’Ucraina

Babiš, già primo ministro dal 2017 al 2021, è un miliardario con uno stile populista, cosa che ha portato a paragonarlo a Donald Trump e Silvio Berlusconi. Negli anni è stato accusato e processato per varie vicende di conflitti di interesse. Da quando è all’opposizione, ha spostato verso destra le sue posizioni, intensificato le critiche contro l’Unione Europea, ma ha escluso un referendum per uscire dall’Unione o dalla NATO, come chiesto da alcuni dei partiti con cui ora potrebbe trovarsi a governare. Critica forte al sostegno militare all’Ucraina e l’assistenza ai profughi ucraini: in Cechia ce ne sono 373mila, il numero più alto in rapporto alla popolazione (quasi 11 milioni) tra i paesi dell’Unione.

Nuovo governo verso cosa?

Il partito, ‘Azione dei cittadini insoddisfatti’, è andato vicino alla maggioranza con 80 seggi sui 200 della Camera che veniva rinnovata, ma per governare avrà bisogno del sostegno di altri partiti. Non è scontato che i potenziali alleati di Babiš, ancora più radicali di lui, siano compatibili con le condizioni fissate dal presidente della Repubblica, l’europeista Petr Pavel, sottolinea il Post.

Domenica Pavel aveva detto che la priorità, nella formazione del prossimo esecutivo, sarà l’impegno a «restare nell’Unione Europea e nella NATO». Non a caso, la sera della vittoria, Babiš abbia messo le mani avanti affrettandosi a dire: «Siamo chiaramente pro-Europa e pro-NATO». Opposizione in casa Ue modello Orban che sta crescendo.

 

Tags: Babis Cechia
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