
Dietro ad alcune di queste statue si celano storie tragiche e commoventi, come quella del gatto Semyon che percorse più di 2.000 chilometri per tornare a casa. Va ricordato che il popolo russo ha un particolare amore per i gatti. A Murmansk, magica città artica che conosce il sole di mezzanotte ma anche la notte polare, quartier generale della flotta del Nord e dei potenti rompighiaccio nucleari, si trova uno dei monumenti dedicati ad una delle storie più dolci del mondo, quella del gatto siamese di due anni Semion (Semёn). Era il 1987, da due anni l’inquilino del Cremlino era Mikhail Sergeyevich Gorbaciov. La famiglia Sinishiny rientrando dalle vacanze in Crimea, a Mosca si fermò in un cortile per far riparare la loro ‘Moskvic’ (automobile). È molto probabilmente in quell’occasione che il gatto scappò: i proprietari se ne accorsero solo quando stavano percorrendo l’autostrada in direzione Leningrado (oggi San Pietroburgo).
Molto tristi i padroni rientrarono a Murmansk senza gatto. Sei anni dopo, il felino apparve di nuovo davanti alla porta della loro casa. Esausto e magrissimo, il gatto aveva percorso 2.000 chilometri per ritrovare i suoi padroni che nel frattempo avevano acquistato un altro gatto. Una storia che indusse l’amministrazione di Murmansk a realizzare, nel 2013, monumento per ricordare la disavventura del gatto più fedele del mondo. L’autore della statua ha poi rivelato una sorta di rituale portafortuna: bisogna sedersi vicino a lui, sussurrare un desiderio nell’orecchio ed accarezzarlo.
Altra statua iconica per la storia dell’Urss è quella dedicata a Laika. Non è facile trovare il memoriale del primo cane ad essere entrato in orbita (3 novembre 1957) e morto poco dopo il decollo. Il monumento, eretto nel cortile interno del centro di ricerca militare dove il personale era stato responsabile della preparazione del volo, raffigura Laika sulla cima di un razzo. Laika si trova nei pressi dello stadio e centro commerciale Dinamo dove si trova anche il monumento dedicato a Lev Yashin considerato il più grande portiere della storia del calcio.
A Kazan, capitale del Tatarstan, in pieno centro c’è il monumento al gatto. Secondo la leggenda, i gatti di Kazan erano dei brillanti cacciatori di topi e nel 1745 l’imperatrice Elisabetta I ordinò che le venissero consegnati 300 esemplari per proteggere la sua residenza dai roditori. Si dice che la colonia di gatti abiti ancora oggi i sotterranei del museo Ermitage di San Pietroburgo.
Nella città di Togliatti è stato eretto un monumento a un pastore tedesco di nome ‘Kostya’. Nel 1995 i suoi padroni morirono in un’incidente d’auto. L’unico a sopravvivere allo schianto fu lui. Dopo la tragedia, il cane iniziò a rincorrere le auto di passaggio alla ricerca dei suoi defunti padroni.
Significativa e imponente è la statua che raffigura una mamma orsa (con in bocca un salmone appena cacciato) seguita dal proprio cucciolo che si trova in Kamchatka a pochi chilometri dalla città di Petropavlovsk ai piedi dei vulcani. La scritta sul monumento recita, “qui inizia la Russia”.
C’è la piccola statua che ricorda ‘Malchik’ (ragazzo, in russo), un cagnolino randagio che viveva nei pressi della stazione metropolitana Mendeleyevskaya a Mosca. Era conosciuto e amato da tutti e venne ucciso nel 2001.
Nel 2007 in occasione del 425esimo anniversario della città di Khanty-Mansiysk in Siberia, è stato realizzato il memoriale dedicato ai ‘mammut’: 11 esemplari di bronzo pronti ad attraversare l’autostrada. Uno dei più antichi monumenti di animali in Russia, realizzato nel 1935, è quello del cane di Pavlov a San Pietroburgo dedicato agli animali utilizzati per gli esperimenti scientifici.