
Poveracci, immagino quanto stress post traumatico hanno accumulato, tutto il giorno a fare il tiro a segno ammazzando bambini, persone inermi in fila per un po’ d’acqua o un sacco di farina. Oppure bombardando ospedali, scuole, case, tendopoli di rifugiati, facendo morire di fame una popolazione in ostaggio delle bombe da due anni, imprigionandola in un campo di concentramento feroce. Eliminando in modo selettivo i testimoni, i giornalisti, i fotografi, quelli che ci hanno fatto arrivare le notizie di ciò che accade davvero (e non le veline dell’esercito israeliano che tanto piacciono ai media tappetino).
E manco fosse una guerra, perché in guerra c’è un esercito nemico che magari prova a difendersi e ti spara addosso perché hai una divisa di un altro colore. Qui no, lo stress probabilmente origina dal fatto che non è una guerra, i soldati ammazzano persone inermi. È uno sterminio su base etnica. Un massacro a piacimento ispirato da uno che sta in alto, che se davvero esiste è un criminale come loro.
Poveracci gli stressati sul lettino in spiaggia, a 500 euro a notte, con tanto di protezione poliziesca nostrana, per rilassarsi, fare yoga, abbronzarsi e ritemprarsi per poi poter tornare ad ammazzare civili indifesi.
Già ad Hollywood stanno preparando caterve di filmacci e serie televisive per farci capire che questi soldati (che qui da noi proteggiamo come figli buoni e sani) hanno davvero un cuore e un’anima sensibile, e sono stressati da tutto questo nostro non capire le loro ragioni.
Che sono al di sopra di ogni legge dell’uomo: dettate da un suprematismo religioso e razziale che innerva un sistema economico dove il più forte schiaccia il più debole. Dove le regole servono per mantenere sottomessi i sottomessi, meglio se ciechi, ignoranti, obbedienti e privi di coscienza civile.