Criptovalute Usa per campare da padroni sommersi dai debiti

Il Congresso americano ha ratificato il ‘Genius Act’, che regolamenta le criptovalute, come il ‘Bitcoin’ e le ‘Stablecoin’. I Bitcoin confermano le caratteristiche speculative, le Stablecoin il modo di pagamento per rivoluzionare il sistema finanziario. A favore degli Usa e del loro immenso debito pubblico.

‘Genius Act’: Con Trump solo superlativi

Le Stablecoin sono una moneta di pagamento digitale emessa da società private che la battono al pari di una zecca di Stato, ma mediante la tecnologia Blockchain in luogo del tradizionale conio. Thether, creata da due italiani, Giancarlo Devasini e Paolo Ardoino, è la principale emittente con la newyorkese Circle.  La capitalizzazione complessiva del mercato ammonta a 258 miliardi di dollari, con un incremento di 11,75 miliardi negli ultimi cinque anni. Tether (USDT) e Circle (USDC) rappresentano insieme oltre l’86% del mercato USDT al 62,08%, USDC al 24,49%.

Buoni del tesoro come garanzia

Ai sensi della nuova legge di Trump, gli emittenti di Stablecoin devono mantenere una copertura di riserva completa utilizzando buoni del Tesoro statunitensi con scadenza al di sotto dei 93 giorni, contanti o pronti contro termine. «Questo cambia tutto, perché posiziona una criptovaluta da asset speculativo a infrastruttura fondamentale per i pagamenti globali, sottoposti quindi a controllo come qualsiasi altro prodotto bancario e in conformità antiriciclaggio» dichiarano presso le principali società di investimento specializzate in criptovalute e asset digitali.

Garantisci il nuovo debito col debito di Stato

Il fondo Blackrock, il principale investitore mondiale, ha battezzato le Stablecoin come strumenti di pagamento piuttosto che investimenti. «Un sistema creato per restare nel tempo come altre divise nazionali», ha dichiarato il suo presidente Larry Flink che ha aggiunto: «Questa regolamentazione potrebbe rafforzare il dominio del dollaro consentendo un ecosistema basato sul dollaro Usa per i pagamenti internazionali»

Dollaro ma solo in tasche americane

Non può sfuggire che l’obbligo ingiunto con il Genius Act di sostenere le Stablecoin con un rapporto uno a uno col dollaro, crea forti incentivi all’acquisto di titoli del Tesoro USA a breve termine. I principali operatori finanziari osservano che quest’obbligo potrebbe portare a un aumento della domanda di titoli statunitensi e a un calo della domanda di obbligazioni europee. Con la conseguenza dell’aumento dei tassi di interesse per gli Stati dell’eurozona.

Insomma, uno spostamento del debito verso l’altra sponda dell’Atlantico dove ci sono economie fortemente indebitate, al pari degli Stati Uniti nel rapporto debito/Pil.

 Più debiti per la ‘grandezza trumpiana’

La strategia americana resta incentrata sulle azioni per salvare Il debito pubblico. Dalla guerra commerciale alla regolamentazione pro-dollaro delle Stablecoin l’obbiettivo dell’amministrazione Trump è quello di alimentare il deficit di bilancio, necessario ad applicare la politica economica Maga.  Titoli di Stato a breve con le Stablecoin per pagare gli 853 miliardi d’interessi in scadenza quest’anno e titoli di Stato a lungo, per spostare più in là possibile l’enorme montagna di dollari da rimborsare, oltre 33 mila miliardi di dollari.

33.000.000.000.000 $, e il trucco

Le casse dello Stato americano potranno essere rimpolpate dalla liquidità derivante dai dazi e adesso rinforzate dall’acquisto di titoli a breve termine, liquidi anch’essi. A fronte di queste azioni di sostegno del debito, gli economisti si aspettano che il passo successivo sarà sulla rinegoziazione dei titoli di debito americani. Presumibilmente con trattative stile dazi, l’obbiettivo sarà quello di trasformare i titoli a 20 anni in scadenze a 50, quelle a 30 in scadenze a 100 anni. Senza aumentare gli interessi, ovviamente.

Trump prodotto degli Usa perdenti

Lo stile adottato per perseguire questa strategia è quello di Trump, ma il disegno deriva da più lontano. In questo senso Trump non è un incidente. E’ il prodotto della sconfitta degli Stati Uniti nel progetto di globalizzazione neoliberista di cui pensavano di essere la locomotiva, a partire dal 2000, anno di entrata della Cina nel Wto. Ma la Cina è cresciuta, senza diventare un’economia liberale e aperta come auspicato.

Casseforti Ue e Giappone ancora da scassinare

Ora, con un debito monstre gli Usa devono continuare cercare fonti di rifinanziamento. La Cina ha iniziato da tempo a ritirarsi dagli investimenti nel debito americano. I Russi hanno le casse vuote. Le cassaforti da assaltare per ottenere debito sono in Europa e Giappone. Per l’Ue ci sono motivi a sufficienza per rispondere alle Stablecoin, fatte di dollari, con la creazione dell’euro digitale.

 

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