L’eredità Kosovo della guerra Nato nel cuore dell’Europa

Negli ultimi tre mesi i parlamentari del Kosovo si sono riuniti 51 volte, una volta ogni due giorni, per cercare di eleggere il presidente dell’aula, indispensabile per nominare un governo. Votazioni fallimentari che stanno bloccando la formazione del governo dopo le elezioni dello scorso febbraio, più di cinque mesi fa. E la curiosità Euro di Kosovo e Montenegro

Stato etnico nato male

Il Kosovo indipendente riconosciuto da circa metà dei Paesi Onu, nato dalla guerra Nato alla Jugoslavia serba di Milosevic. Nel suo parlamento non c’è una chiara maggioranza. Il partito nazionalista Vetëvendosje! (Autodeterminazione!), ha vinto le ultime elezioni ma ha ottenuto solo 48 seggi su 120 e non è riuscito ad allearsi  con altre forze. Problema, la figura del primo ministro uscente del Kosovo, Albin Kurti, personaggio molto discusso, leader di ‘Vetëvendosje!’, con cui nessun altro partito accetta di collaborare.

Personalismi e faide tribali

La legge kosovara dà a Vetëvendosje!, primo partito per seggi ottenuti, il diritto di proporre candidato/a alla presidenza del parlamento. Per più di tre mesi Kurti ha cercato in vari modi di fare eleggere la propria candidata, l’ex ministra della Giustizia Albulena Haxhiu, senza successo. E resta lui, che si occupa degli affari correnti (ma non soltanto). Kurti è ancora primo ministro: ha dato le dimissioni a maggio ma essendo ancora in carica non ha fretta di accettare un compromesso per risolvere la crisi.

Problemi giganteschi su spalle fragili

Per il Kosovo sarebbe importante avere rapidamente un nuovo governo perché i problemi che deve affrontare sono tanti, sottolinea il Post: per esempio appianare i rapporti con la Serbia e con la minoranza serba che vive in particolare nel nord del paese. Prima di diventare indipendente, il Kosovo era una provincia autonoma della Serbia, che non ha mai riconosciuto la sua indipendenza.

Senza un parlamento funzionante il Kosovo non può nemmeno ratificare alcuni accordi con l’Unione Europea, che servono per ricevere importanti finanziamenti.

Verso nuove elezioni o peggio?

A fine giugno la Corte costituzionale kosovara ha ordinato al parlamento di trovare una soluzione alla crisi e di eleggere la presidenza entro 30 giorni. In teoria, la scadenza è sabato 26 luglio. La Corte però non ha spiegato cosa potrebbe succedere se non venissero eletti il presidente e i vicepresidenti del parlamento. Secondo l’opinione di molti esperti, se non si troverà un accordo è molto probabile che ci saranno nuove elezioni. Tanti temono però che questo potrebbe essere l’inizio di un periodo di instabilità prolungata.

Tra i paradossi di quell’area tormentata, ‘l’eurizzazione’

Da molti anni in Kosovo e Montenegro si usa l’euro, la valuta di 20 su 27 paesi dell’Unione Europea (presto 21, con la Bulgaria). Come regola l’euro dovrebbe essere usato solo da paesi che fanno parte dell’Unione, e non è il caso né del Montenegro né del Kosovo. Nel 2002 i due paesi decisero, senza accordo con l’Unione, adottare l’euro come moneta nazionale. La ‘eurizzazione’, quando un paese adotta come propria la valuta di un paese più grande. In Sud America esiste la ‘dollarizzazione’

Caccia all’Euro, con qualsiasi mezzo

Kosovo e Montenegro non possono stampare euro. Così, prima di adottare l’euro come moneta nazionale dovettero fare incetta di banconote Euro. La banca centrale kosovara mise in circolazione circa 100 milioni di euro. Il governo del Montenegro chiese alla Germania di convertire le proprie riserve di marchi tedeschi in euro. Entrambi i paesi acquistarono poi altri euro sul mercato valutario (in cui le valute straniere possono essere comprate o vendute liberamente, anche senza il consenso del paese o dell’entità che le controlla).

Circostanze ‘un po’ particolari’

Entrambi i paesi riescono a usare l’euro grazie a circostanze un po’ particolari: sia il Kosovo che il Montenegro hanno un’economia e una popolazione piccola (il Kosovo 1,6 milioni di persone; il Montenegro soltanto 623mila), ed entrambi hanno legami economici soprattutto con paesi dell’Unione, sia per scambio commerciale che di investimenti. Inoltre, tantissimi kosovari e montenegrini lavorano in paesi dell’Unione Europea, vengono pagati in euro, e spendono parte del reddito nei propri paesi.

Il gigante e le formiche, vantaggi e rischi

Usare l’euro come moneta nazionale senza fare parte dell’Unione economica e monetaria ha alcuni vantaggi: il principale, è che si tratta di una valuta molto forte e con poche oscillazioni. Una maggiore stabilità economica e un’inflazione molto ridotta, nel momento in cui le loro economie e la situazione politica della regione nel periodo della transizione dalla Jugoslavia socialista all’indipendenza e a un sistema capitalista.

Nel 2024 il Prodotto interno lordo totale dell’Unione Europea era di quasi 18mila miliardi di euro. Quello di Kosovo e Montenegro, insieme, 16,6 miliardi: lo 0,09 per cento di quello dell’Unione.

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