Serbia in rivolta: la repressione dura non ferma gli studenti – VIDEO

Il governo di Belgrado stringe con arresti le proteste che dopo otto mesi, continuano ad avere sempre nuovo respiro. Dal 28 giugno quando studenti e molte categorie operaie, hanno chiamato in piazza oltre 140mila persone nella sola capitale, a dispetto dei numeri al ribasso diffusi dall’esecutivo, sono riprese le occupazioni e i blocchi 

Nessun dialogo e solo scontri

Da allora la presenza della polizia si è fatta di colpo più intensa e non sono mancati scontri. Il presidente Vučić ha radunato i suoi sostenitori, condotti nella capitale nuovamente con appositi pullman, dando artificiosamente vita ad una mal riuscita contro-protesta., è in questo clima che scatta l’ultimatum, nella totale noncuranza dell’esecutivo. Le ultime notizie al 4 luglio con Vučić sperava che gli studenti sarebbero andati in vacanza ma le sue preghiere non son state esaudite.

Elezioni e democrazia

Le azioni di disobbedienza civile proseguiranno fino a quando le richieste dei cittadini non verranno accolte. Le manifestazioni continuano soprattutto per chiedere il rilascio delle persone arrestate e il ritorno alle urne, possibilità esclusa dal presidente che preferisce definire gli studenti «terroristi guidati da agenti stranieri».

Mosca invita l’Europa a non intervenire ed evitare ‘manifestazioni colorate’. Memoria di interferenze occidentali dai tempi di Milosevic.

Immagini di estrema violenza che si sono giunte da Belgrado

Tags: scontri Serbia
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