
Il senatore Lindsey Graham, aveva anticipato che Trump avrebbe confiscato i beni russi congelati negli Stati Uniti, consegnato numerose armi e dato il via libera all’introduzione di sanzioni secondarie del 500% contro i Paesi che acquistano risorse energetiche e altri beni russi. Un terremoto geopolitico. Ma era la solita sparata da suk del mercante alla Casa Bianca, per poi contrattare sul prezzo finale. Guardi i fatti e scopri che Trump non ha stanziato nuovi fondi per l’Ucraina, non ha imposto un vero ultimatum a Mosca e non ha proposto nessun ‘piano geniale’ (Sabato Angieri) che potrebbe portare a un cessate il fuoco in tempi brevi. Unica azione effettiva è stata imporre alla Nato di pagare per le armi made in Usa da spedire in Ucraina col segretario Rutte alla Casa Bianca a prendere ordini.
Contro la Russia che non tratta con Kiev niente legge di Graham sui dazi del 500%, ma il rinvio di 50 giorni a dazi del 100% nei confronti di Mosca e dei suoi partner commerciali, affermando che ‘durante questo periodo Kiev e Mosca dovranno concludere un accordo’. E poi la armi all’Ucraina in conto spese altrui. Solo un tipo di arma, i sistemi di difesa aerea Patriot, che arriveranno in Ucraina ‘nei prossimi giorni’. Quanti e come? Giochi dialettici di prestigio. ’17 sistemi Patriot’ che forse tutta la Nato ha a malapena e per uso suo. ‘Batteria Patriot’ un conto, e lanciamissili per ognuna di loro. Forse uno-due ‘sistemi Patriot. Con tante canne (17?) ma pochi missili. Trump non ha ancora confermato la consegna di altri tipi di armi di cui hanno parlato i media americani.
La CNN ha riferito, citando alcune fonti, che gli Stati Uniti potrebbero vendere ai Paesi della NATO missili a corto raggio, obici e missili aria-aria a medio raggio, che verrebbero poi trasferiti all’Ucraina. Nessuno cita missili a lungo raggio.
Trump contro Putin, con molta molta moderazione. I 50 giorni ‘concessi alla Russia’, corrispondono alla fine di agosto. In questo lasso di tempo (salvo ulteriori deroghe che si rendessero necessarie), molto può cambiare sia sul campo di battaglia ucraino che nel mondo. La rivista Axios aveva scritto che il 3 luglio Putin aveva detto a Trump che entro 60 giorni avrebbe dato il via all’offensiva per raggiungere i confini di tutte e quattro le regioni già parzialmente annesse. La deputata Maryana Bezuglaya [voce ufficiosa del governo di Kiev, annota piccolenote.it] ha commentato la situazione in modo simile: ‘Trump ha dato a Putin altri 50 giorni per impadronirsi dell’Ucraina. Carta bianca, per così dire. Che si tratti del Dnepr o di Kramatorsk, è tutto tanto appetitoso’.
«Donald Trump non ha stanziato nuovi fondi per l’Ucraina, non ha imposto un vero ultimatum a Mosca e non ha proposto nessun piano geniale che potrebbe portare a un cessate il fuoco in tempi brevi». Con il manifesto che annota come, «a partire dal summit della Nato all’Aja, per Trump sembra diventata un’ossessione soggiogare l’Europa, ma i leader del Vecchio continente non si oppongono, utilizzando le richieste di Washington come scusa per riarmarsi in fretta. Come ha dichiarato il presidente francese Macron ieri, ‘raddoppieremo il bilancio per la Difesa entro il 2027’, o il cancelliere tedesco Merz qualche tempo fa, ‘faremo dell’esercito tedesco il più potente d’Europa’. Il tutto con il Front National e Afd alle porte, ma a Parigi e Berlino non sembra importare».
«Tutto fumo e niente arrosto» ha dichiarato Mosca alla fine ed è difficile darle torto. «Siamo davvero scontenti della Russia, io lo sono in particolare» insiste il marcante Trump. «Come sapete, abbiamo speso circa 350 miliardi di dollari in questa guerra tra Russia e Ucraina e vorrei vederne la fine. Non è stata la mia guerra, io voglio tirarvene fuori, è stata la guerra di Biden. E sono molto deluso dal presidente Putin perché pensavo che avremmo raggiunto un accordo due mesi fa ma non siamo neanche vicini». Il tycoon conclude con «non potrebbe essere più semplice». Eppure non è stato così facile raggiungere un accordo in Ucraina «in tempi brevi», come aveva promesso in campagna elettorale. E la reazione dell’egocentrico frustrato qual è? Dire che è colpa di qualcun altro (Biden) e farla pagare a chi è più debole (l’Ue).
Sintesi finale cinica ma reale? Trump non vuole sostenere l’Ucraina, la sta usando per fare soldi e per farla pagare a Putin, reo non di aver invaso l’Ucraina, ma di essersi rifiutato di accontentarlo.
