‘America first’: Trump batte tutti i record di spesa per le armi

Le forze armate russe? Al confronto con quelle americane, sembrano appena uscite dalle trincee della Prima guerra mondiale. Per non parlare della Cina, che la concorrenza agli Stati Uniti la vince sui banchi dei supermercati. Voce ‘difesa’, armamenti d’attacco: gli Usa supereranno il trilione di dollari.

 

Trump, ex ‘pacificatore planetario’

La quantità di risorse che Washington destina alla ‘difesa’ (patetico eufemismo) è semplicemente scioccante. E con Trump è pure peggio, perché durante questo suo secondo mandato di ‘pacificazione planetaria’, gli Usa stanno battendo tutti i record e ‘spaccheranno’ il trilione di dollari. Solo gli idioti potevano credere alla favola del nobile cavaliere, che predica la fine dei conflitti e che non ama il riarmo. Trump è stato rieletto dopo avere firmato onerose cambiali, a destra e a manca, con gli oligarchi della tecnologia ‘da consumo’ ad altissimo valore aggiunto: tutto quello, cioè, che serve anche a fare la guerra. ‘Prodotti’, come i caccia da combattimento che costano ben 100 milioni di dollari cadauno e sistemi d’arma, come il marziano antimissile ‘Golden Dome’, il cui sviluppo (tenetevi forte) costerà la mostruosità di 175 miliardi di dollari.

Finta ‘difesa’ di armamenti d’attacco

A scorrere la lista della spesa proposta (e approvata) dal Congresso, la prima osservazione è che non si tratta di un bilancio ‘per la difesa’, ma di un vero e proprio finanziamento ‘per l’attacco’. Nei confronti di chi, lo si può desumere dalle note di accompagnamento che legano le richieste dei singoli Supercomandi di teatro. Ma cosa è successo di così eclatante? Molto. In pratica, la ‘meravigliosa legge di bilancio’ di Trump, approvata per il rotto della cuffia la scorsa settimana, ha inserito tra le spese un abbondante foraggiamento per la difesa, di proporzioni stratosferiche. Pensate, al bilancio 2026 del Pentagono (848 miliardi) sono stati aggiunti altri 156,2 miliardi di spese extra. Portando il totale a oltre mille miliardi di dollari. Secondo il Sipri di Stoccolma, la Russia (che dovrebbe invadere l’Europa?) arriva a miseri 130 milioni. L’Occidente, nel suo complesso e senza calcolare il 5 per cento imposto agli alleati da Trump con le minacce, arriva a devolvere alla difesa un budget da 12 a 15 volte superiore a quello di Mosca. La logica del piano-Trump è comunque quella, cara al complesso militare-industriale, di collegare le più o meno fittizie esigenze di bilancio della difesa ai criteri e ai modelli del business più avanzato.

Mille miliardi di dollari di cosa?

Il Council on Foreign Relations ne descrive gli obiettivi: la legge investe decine di miliardi di dollari per accelerare la ricerca e lo sviluppo, l’acquisizione e la messa in campo di capacità emergenti. Tra le voci che beneficeranno di finanziamenti aggiuntivi figurano:

  • Intelligenza artificiale (IA) e autonomia (almeno 250 milioni di dollari per l’ecosistema più ampio dell’IA del Dipartimento della Difesa)
  • Energia diretta (altri 250 milioni di dollari)
  • Programmi di lotta ai sistemi aerei senza pilota (1,3 miliardi di dollari in totale per sistemi cinetici e non cinetici, terrestri e navali)
  • Tecnologie 5G/6G di nuova generazione (500 milioni di dollari)
  • Quantum (250 milioni di dollari alla Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) per la ricerca sulla fattibilità dello sviluppo di computer quantistici pratici)
  • Palloni ad alta quota per la sorveglianza (500 milioni di dollari).

La legge prevede inoltre il supporto per acceleratori di innovazione, infrastrutture di test e valutazione (in particolare per l’intelligenza artificiale), ricerca in fase iniziale, resilienza della catena di approvvigionamento e, più in generale, la base industriale della difesa. Questo include – prosegue l’analisi del CFR – 600 milioni di dollari allo Strategic Capabilities Office (che investe in tecnologie a duplice uso), 25 milioni di dollari all’Office of Strategic Capital (che incrementa gli investimenti privati ​​in tecnologie critiche per la catena di approvvigionamento) e un ‘cuneo’ di 2 miliardi di dollari a supporto della missione della Defense Innovation Unit, di integrare rapidamente tecnologie commerciali già pronte all’uso.

L’utilità delle guerre in corso

«Almeno 7,7 miliardi di dollari di questi investimenti innovativi – conclude il CFR – sostengono direttamente lo sviluppo a breve termine di sistemi di massa precisi. Si tratta di piattaforme, sensori e armi autonome e a basso costo, la cui importanza è aumentata grazie alla utilità dimostrata in Ucraina, Israele e Iran». In questo caso si parla di ‘effetto-vetrina’, cioè di test di qualificazione sul campo di sistemi d’arma, che servono ad alimentarne la domanda sul mercato internazionale. Più nel dettaglio, diciamo che Trump, con un ‘blitz di spesa’ che aggraverà l’esposizione debitoria del Paese, ha saldato alcune cambiali con gli ambienti industriali e finanziari che l’hanno sostenuto e ha cercato di accontentare tutti. Rendendo praticamente mostruosa una spesa militare che era già abbondantemente sproporzionata.

‘Riconciliazione di bilancio’

Ecco la lista degli interventi “extra”, previsti dalla legge di “riconciliazione di bilancio”, riportati da “Breaking Defense’:

  • 29 miliardi di dollari per le costruzioni navali e altre spese legate alla base industriale marittima. Questa somma è fondamentale per la Marina Militare, in quanto consente di pagare le 16 navi richieste per l’anno fiscale 2026, tra cui due cacciatorpediniere di classe Arleigh Burke e un secondo sottomarino di classe Virginia.
  • 25 miliardi di dollari per il Golden Dome, lo scudo missilistico nazionale che rappresenta una delle principali priorità di difesa di Trump, con un costo totale stimato di 175 miliardi di dollari.
  • 25 miliardi di dollari per le munizioni, distribuiti su numerosi programmi. L’ultima versione del disegno di legge ha aggiunto 5 miliardi di dollari di investimenti nelle catene di approvvigionamento di minerali essenziali.
  • 16 miliardi di dollari per accelerare tecnologie innovative come droni, intelligenza artificiale e armi a basso costo. Nell’ultima revisione del disegno di legge, il Senato ha aumentato i finanziamenti per lo Strategic Capabilities Office da 250 milioni di dollari a 600 milioni di dollari.
  • 15 miliardi di dollari per la modernizzazione nucleare, con l’ultima versione del disegno di legge che aggiunge 150 milioni di dollari per accelerare i programmi di fornitura di armi nucleari e toglie 96 milioni di dollari di spese classificate.
  • 12 miliardi di dollari per i requisiti di deterrenza indo-pacifici. Nell’ultima revisione del disegno di legge, il Senato ha eliminato 5,1 miliardi di dollari di fondi spaziali classificati da questa sezione, aggiungendo 1 miliardo di dollari per il velivolo spaziale X-37 e 3,6 miliardi di dollari per i satelliti militari, tra gli altri investimenti spaziali.
  • 9 miliardi di dollari per la superiorità aerea. L’ultima versione del disegno di legge ha eliminato 1 miliardo di dollari di spesa per programmi classificati e ha inserito 600 milioni di dollari per un aereo da attacco a lungo raggio dell’Aeronautica Militare e 500 milioni di dollari per un aereo da attacco a lungo raggio della Marina – due iniziative che non sembrano essere associate a un programma pubblicamente noto”. 

Diluvio di armi senza l’Ucraina

L’osservazione più immediata, di fronte a questo diluvio di armi americane, è che all’Ucraina Trump ha destinato le briciole. La disposizione autorizza 300 milioni di dollari per l’Iniziativa di assistenza alla sicurezza dell’Ucraina «a condizione che il Presidente decida che essa serva l’interesse nazionale degli Stati Uniti», senza vincolare l’Amministrazione Trump alla delega di finanziamenti futuri per Kiev. La Casa Bianca è riuscita a scaricare quello che, evidentemente, giudica un fardello, all’Europa. Adesso si fa pagare i missili Patriot da Bruxelles, che poi s’impegna a cederli a Zelensky. Si parla di dieci batterie. Che con questi ritmi si esauriranno fra un mese, quando saremo punto e daccapo.

A meno che con tutte le armi che si ritrova, il Presidente americano, anziché farle arrugginire, non si decida a usarle. Magari invadendo… la Russia.

 

 

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