Aeroflot tornerà a volare con aerei costruiti in Russia

L’Aeroflot dal 2026 tornerà a volare con aerei costruiti esclusivamente in Russia. L’obiettivo è di presentare nel 2030 una flotta con più di cento velivoli russi e nel 2033 toccare quota duecento. L’aereo che inizierà a volare nei cieli della ‘Grande Madre Russia’ sarà l’MC-21 (MS-21), costruito da Yakovlev, storica azienda aeronautica prima sovietica e poi russa di aerei civili e militari.

Notizia che s’è persa in Occidente

Per spiegare l’importanza di questa notizia che in Occidente non vi è traccia, va fatto un passo indietro. L’Aeroflot, storica compagnia di bandiera che due anni fa ha celebrato i suoi primi 100 anni e che nel suo inconfondibile logo mantiene lo storico legame con l’Unione Sovietica, ovvero la falce e il martello, è circa dieci anni che non vola più con aerei di costruzione esclusivamente sovietica/russa. La sussidiaria Rossiya (ma anche altre compagnia russe) utilizza anche i nuovi Sukhoi Superjet 100-95, aereo di linea regionale a corto raggio sviluppato negli anni 2000 dalla Sukhoi Civil Aircraft Company in collaborazione con l’italiana Alenia Aermacchi (dal 2016 Leonardo). Nella flotta Rossiya figura ancora il mitico Boeing 747, il primo aereo a due piani da oltre 400 passeggeri.

L’ex Jumbo Jet russo

Per una curiosità storica l’ultimo volo passeggeri Aeroflot operato con un velivolo esclusivamente russo è stato quello dell’Ilyushin Il-96 effettuato nell’aprile del 2014 da Tashkent (Uzbekistan) a Mosca Sheremetyevo. Il ritiro del ‘Jumbo Jet russo’ è stato motivato per gli eccessivi costi di gestione. Risale, invece, al 31 dicembre del 2009 l’ultimo volo Aeroflot, sempre passeggeri, del mitico Tupolev Tu-154M: tratta coperta dall’aereo con registrazione RA-85757, Ekaterinburg-Mosca. L’ultimo volo passeggeri in assoluto di un Tupolev Tu-154M è datato 28 ottobre del 2020 da pare della compagnia Alrosa Mirnyj Air Enterprise.

Oggi Aeroflot tutta occidentale

Ad oggi l’Aeroflot ha una flotta di 171 aerei, tutti di fabbricazione occidentale tra Airbus e Boeing. Prima del divieto imposto di volare sui cieli dell’Unione Europea, la compagnia russa raggiungeva gli aeroporti europei principalmente con gli Airbus 320 e i Boeing 737-800 dall’inconfondibile e raffinata livrea argentata con la bandiera russa su sfondo blu notte sulla deriva. Va ricordato che ai vettori russi è vietato acquistare aerei di fabbricazione occidentale a causa delle sanzioni Ue e Usa.  Di conseguenza il governo russo ha raddoppiato gli sforzi per sostituire gli aerei stranieri con quelli di costruzione nazionale.

Sanzioni Ue e aeronautica di casa

Ora l’annuncio che dal quarto trimestre del 2026, Aeroflot prevede di iniziare ad utilizzare gli aeromobili MC-21. La comunicazione è stata fatta direttamente dall’amministratore delegato del vettore aereo Sergei Alexandrovsky parlando al giornalista di Rossiya 1, Pavel Zarubin a margine del recente Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo. La produzione in quantità del velivolo ha ricevuto il via libera dall’autorità russa per l’aviazione civile (Rosaviatsiya). Alexandrovsky ha affermato che molti piloti hanno espresso interesse per la riqualificazione per il nuovo tipo di velivolo e che Aeroflot Group prevede di costruire fino a quattro hangar aggiuntivi per gli MC-21 consentendo di gestire fino a dieci jet contemporaneamente.

Concorrenza e privilegi nel sud del mondo

Il gruppo Aeroflot prevede di ricevere 108 aeromobili MC-21 entro il 2030 con obiettivo entro il 2033 di arrivare a quota 200. Secondo il top manager, l’azienda ha già ordinato 18 velivoli MC-21 sui 200 previsti e prevede di firmare contratti vincolanti per la consegna di altri 90 velivoli entro la fine del 2030. L’MC-21 è progettato per trasportare tra 181 e 211 passeggeri suddivisi nelle classi Economy, Comfort Class (Premium Economy) e Business Class. Nel settembre 2022, Aeroflot e l’United Aircraft Corporation (UAC) hanno firmato un memorandum d’intenti per la consegna di 339 velivoli di produzione nazionale. L’accordo prevedeva che entro il 2030 il gruppo avrebbe ricevuto 210 tra MC-21, 89 Sukhoi Superjet 100-95 e 40 Tupolev-214.

Anno più, anno meno, sta di fatto che la Russia non “resta a terra”, anzi, aumenta sensibilmente la produzione nazionale con nuovi posti di lavoro da dedicare anche a tutta la filiera legata all’industria dell’aeronautica.

 

 

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