
Dopo cinque anni e mezzo la Russia ha ripristinato il traffico ferroviario con il Paese più ‘chiuso al mondo’. Il materiale rotabile nordcoreano è tornato a sferragliare sulla rete ferroviaria russa. Sospeso nel febbraio del 2020 per la pandemia di coronavirus, il 17 giugno scorso da Pyongyang è partito il primo treno diretto a Mosca. Il collegamento con i suoi 10.214 chilometri (quasi 9 giorni di viaggio!) è il più lungo del pianeta: circa un migliaio di chilometri più lungo rispetto alla mitica Transiberiana, Mosca-Vladivostok. Gli esperti ritengono che i viaggi in treno verso la Corea del Nord saranno molto richiesti dai russi anche se non nel primo periodo.
Più che un treno Pyongyang-Mosca in realtà è una carrozza a scompartimenti con personale nordcoreano. La carrozza sarà operativa due volte al mese, nei giorni 3 a 17 lascerà la capitale della Repubblica Popolare Democratica di Corea e arriverà alla stazione Yaroslavsky nella capitale russa rispettivamente l’11 e il 25. Il ritorno da Mosca il 12 e il 26 di ogni mese. Le fermate lungo il percorso sono Kostroma, Kirov, Ekaterinburg, Tjumen, Omsk, Novosibirsk, Krasnoyarsk, Irkutsk, Chita-2, Khabarovsk, Ussuriysk e Khasan che è l’ultima stazione in territorio russo prima del Ponte dell’Amicizia che segna il confine. Ripristinato anche il treno ‘locale’ Pyongyang-Khabarovsk.
A informare della ripresa del servizio con la Corea del Nord, il sito delle ferrovie russe: “la carrozza con numero di serie 17 sulla tratta Pyongyang-Mosca sarà in testa al treno passeggeri n. 1 sulla tratta Vladivostok-Mosca. Inoltre, la carrozza con numero di serie 17 sulla tratta Mosca-Pyongyang sarà in testa al treno n. 2 sulla tratta Mosca-Vladivostok”. I treni n.1 e 2 sono ribattezzati con l’iconico nome ‘Russia’. I biglietti per Pyongyang – costo da 45.123 rubli (500 euro) – sono in vendita alle biglietterie delle ferrovie russe ma non prima di 60 giorni dalla partenza mentre quelli per Mosca potranno essere acquistati solo in Corea del Nord.
Per i turisti stranieri, ad eccezione dei cittadini statunitensi e sudcoreani, la Corea del Nord ha riaperto le frontiere il 16 gennaio 2025. Dall’Unione russa dell’industria del turismo (RST) sostengono che ci sono già diverse richieste e visitare un «Paese chiuso che vive secondo leggi speciali è un fattore di richiamo».
I tour operator si stanno sbizzarrendo’ per allestire gli itinerari. Viene già ipotizzato l’itinerario con andata in treno, quattro giorni di escursioni in Corea del Nord e poi il ritorno in Russia in aereo. Infatti, tra Pyongyang e Vladivostok esiste un collegamento bisettimanale della compagnia nordcoreana Air Koryo servito con datati Tupolev Tu-154 al costo, come riporta il sito del vettore, di circa 450 dollari (390 euro) a tratta.
Molti russi si recano in Corea del Nord per immergersi nel passato sovietico. Sin dal 1949, l’Unione Sovietica e oggi la Russia, e la ‘Repubblica Popolare Democratica di Corea’ hanno rapporti amichevoli. I segni del socialismo sviluppato nel ‘Regno Eremita’ sono ancora vivi, grandi marce e altri eventi collettivi, immagini dei leader e giganteschi monumenti di architettura realista socialista. Nel 2024 sono stati circa 1.500 i russi che hanno visitato Pyongyang e dintorni per turismo
Da Vladivostok, Inna Mukhina, direttrice del tour operator ‘Vostok-Intur’, fa sapere che «è possibile acquistare autonomamente i biglietti del treno ma è improbabile riuscire ad entrare nel Paese» precisando che «è necessario contattare un tour operator russo accreditato in Corea del Nord e presentare i documenti per il visto almeno un mese prima del viaggio perché, essendo un Paese chiuso, la questione dell’ingresso deve essere affrontata con serietà».