«Den Pobedy», colori e tradizioni nella ‘Giornata della Vittoria

Per due terzi dei russi il 9 maggio, la ‘Giornata della Vittoria’, per tutti «Den Pobedy, è la festa principale, la più importante dell’anno, per tanti addirittura più importante del Capodanno. Il presidente russo Vladimir Putin lo ha definito «un giorno sacro per la Russia e per il nostro popolo».

L’Armata Rossa che vinse il nazismo

Il 9 maggio è il giorno della vittoria dell’Armata Rossa sulle truppe naziste e quest’anno a Mosca le celebrazioni, per l’80° anniversario, si preannunciano imponenti, come sempre curate in ogni particolare e inizieranno con l’impattante parata militare sulla piazza Rossa per concludersi con i fuochi d’artificio (salyut) serali. In Russia la Grande Guerra Patriottica è chiamata «Velikaja Otecestvennaja vojna». Una curiosità: la prima edizione della ‘parata della vittoria’ risale al 1965. Nel 1985 e 1990 è stata ripresa da Mikhail Gorbaciov. Dal 1995 – Boris Eltsin quell’anno invitò a Mosca anche il presidente americano Bill Clinton – ha cadenza annuale.

Tra le torri di Spasskaya e Nikolskaya

La grande tribuna è installata tra le torri Spasskaya e Nikolskaya e ospiterà 6.740 persone. La struttura è sul lato dove riposa Lenin: il padre indiscusso dell’Unione Sovietica, visitato ancora oggi da tanti russi e molti stranieri (italiani compresi). Il mausoleo sorge a pochi metri dalla necropoli sotto le mura del Cremlino dove ci sono le tombe dei grandi segretari generali del Comitato centrale del Partito comunista dell’Unione Sovietica, Iosif Stalin, Leonid Brezhnev, Jurij Andropov e Konstantin Ustinovic Cernenko, ma anche del cosmonauta Yuri Gagarin e del primo direttore della polizia segreta sovietica Feliks Dzerzinskij.

Nelle strade circostanti la piazza Rossa è un brulicare di persone, giovani, famiglie, anziani, tutti a cercare un piccolo scorcio per una foto o un selfie da scattare con l’imponente scenografia.

Tutto riconduce al 9 maggio

Le vetrine dei negozi, supermercati, ristoranti e banche, riconducono al ‘9 maggio’, bandiere rosse, adesivi, oggettistica per gli 80 anni della vittoria e foto del passato. Passeggiando nel cuore pulsante della capitale russa, lungo la centralissima via Tverskaja che dal 1990 ha sostituito la sovietica ‘via Gorkij’, da un piccolo ‘magazin’ (poco più di una bottega) si odono le melodie delle canzoni popolar-patriottiche, su tutte ‘Den Pobedy’ intonata dal cantante di Stato, Lev Leshchenko ma anche ‘Katyusha’ e ‘Smuglyanka’. Nella capitale russa in questo periodo la colonnina di mercurio sembra essere salita sulle ‘montagne russe’ con valori che oscillano tra i 2-3 gradi e i 18-20, e già qualche affascinante ragazza è in tenuta estiva.

Bandiere rosse con ‘Pobeda’

Bandiere rosse con la stella rossa contornata d’oro e la scritta bianca ‘Pobeda’ davanti alla statua del maresciallo Zukhov (comandante sul campo delle forze sovietiche, diresse la battaglia finale a Berlino che pose fine al Terzo Reich di Adolf Hitler), alla Lubjanka, il palazzo in stile neo-barocco con i mattoni gialli, sede del Kgb, ma anche in piazza Pushkin o all’ingresso dell’immenso parco VDNKh, luogo di svago e divertimento dei moscoviti sotto la torre televisiva di Ostankino.

Festa nel monumento metropolitana

La metropolitana, già di per sé un’opera d’arte, è pronta per la festa. I passeggeri potranno guardare la trasmissione video della parata. Sulla linea Arbatsko-Pokrovskaya, la numero 3 della metropolitana, fino a fine giugno viaggerà un treno tematico realizzato proprio per l’80° anniversario della vittoria. Nelle stazioni Mayakovskaya e Kurskaya sono collocati muri commemorativi con i nomi dei lavoratori della metropolitana che hanno preso parte alla guerra. Negli anni più difficili la metropolitana ha protetto le persone dai bombardamenti e ha svolto la funzione di ospedale.

Torna il ‘Reggimento immortale’

Dopo diversi anni ritorna, prima causa la pandemia poi per motivi di sicurezza, la maestosa e infinita marcia del ‘Reggimento immortale’, ovvero familiari dei caduti che sfilano portando la foto o un oggetto in ricordo del parente caduto che arriva sulla piazza Rossa, uno dei luoghi più suggestivi del mondo. La storia del ‘Reggimento immortale’ è molto giovane, risale al 2007, ed è nata a Tyumen, città siberiana, dove un gruppo di attivisti decise di onorare la memoria dei loro antenati caduti camminando per le strade del centro portando con sé fotografie in bianco e nero dei loro parenti. A Mosca alla prima marcia commemorativa organizzata nel 2013 presero parte un migliaio di persone, due anni dopo erano più di 500mila.

All’altezza del cuore la ‘Georgiyevskaya lenta’

In tanti appunteranno orgogliosamente sul lato sinistro dei loro abiti, sotto il cuore, un simbolo particolarmente caro, la ‘Georgiyevskaya lenta’, il Nastro di San Giorgio di colore arancio e nero. È consuetudine attaccare il nastro alle antenne e agli specchietti delle auto, alle borse, agli zaini, ai balconi, alle finestre e alle porte degli appartamenti. Alla stazione della metro Trubnaya la volta del soffitto è stata decorata con nastri e fiocchi di San Giorgio.

Arbat: dall’Ue ai BRICS

Lungo la vecchia Arbat, luogo magico dai mille colori, c’è anche un simpatico pannello raffigurante, sorridenti, il presidente cinese Xi Jinping e Vladimir Putin. Dall’edizione del 2022, le bandiere dei Paesi dell’Europa sono state sostituite con quelle dei Paesi amici, i Brics.

Per celebrare l’80° anniversario della Grande Guerra Patriottica, i ferrovieri della Buriazia hanno allestito speciali treni retrò trainati da locomotive a vapore con ferrovieri veterani e partecipanti a operazioni militari, le ferrovie russe hanno marchiato con i colori dell’80° anniversario i treni ‘Lastochka’ che viaggiano da Mosca a Minsk e la compagnia aerea Aeroflot ha fatto altrettanto con simboli e scritte sulle fusoliere di alcuni aerei.

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