
Attraversare, legalmente, lo stretto è impossibile. Quel tratto di mare è lungo solo 81 chilometri e collega Capo Dezhnev a Nome, in Alaska. Non ci sono traghetti, non ci sono navi da crociera che collegano i due capi. Pensare che nemmeno i potenti ed attrezzati camion di Overland 1, nel 1996 sulla rotta verso New York, erano riusciti ad attraversare lo stretto di Bering. I ‘bestioni’ arancioni vennero smontati e caricati su un vecchio ma sempre funzionale Antonov e trasportati in Alaska. Motivo? Il pack sullo stretto presentava una frattura di un’ottantina di metri che ha reso impossibile l’attraversata. Nell’estate del 2008 gli inglesi Steve Burgess e Dan Evans a bordo in un fuoristrada anfibio dotato di galleggianti riuscirono ad attraversare lo stretto da Uelen (Russia) a Nome.
Non ci sono ponti, non ci sono strade – tanti i progetti annunciati, sin dai tempi degli Zar, ma mai realizzati –, in mezzo ci sono solo due isole: la grande isola di Diomede, di competenza russa conosciuta come isola Ratmanov dove non ci sono insediamenti umani, e la piccola isola di Diomede, americana, nota con il nome ‘Krusenstern’, dove ci sono una ventina di casette, per non dire baracche, costruite su palafitte. Durante la Guerra Fredda le isole Diomede divennero anche un simbolo di pace perché rappresentavano la vicinanza tra Usa e Urss. Il 7 agosto 1987 la nuotatrice americana, Lynne Cox, attraversò a nuoto il braccio di mare che separa le due isole partendo dalla sponda statunitense e impiegando poco più di due ore per raggiungere quella russa. Il gesto fu molto apprezzato, anche perché si era in una fase di distensione e l’allora leader dell’Unione Sovietica, Michail Gorbaciov elogiò pubblicamente la nuotatrice in occasione della firma di un trattato con il presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan che portò allo smantellamento dei missili nucleari di medio raggio.
La distanza tra le due isole è di soli 3,8 chilometri. Scoperte nel ‘700, le isole furono divise tra i due Paesi nel 1867, quando gli americani acquistarono l’Alaska dalla Russia. C’è una particolarità: tra le due isole passa la linea internazionale del cambiamento di data. Se sulla grande isola di Diomede è il primo gennaio, sulla piccola è ancora il 31 dicembre. La Chukotka è collegata con un volo plurisettimanale tra Mosca e Anadyr e qualche collegamento con Khabarovsk sul confine con la Cina. L’aeroporto di Ugolnye Kopi è lontano dalla città: in inverno il trasferimento è rapido perché il mare è ghiacciato e lo si attraversa abbastanza facilmente, in estate bisogna servirsi del battello con le relative attese all’imbarco.
Le originalità di Anadyr, oltre ad essere abitata da giovani, sono i murales dai colori vivaci che colorano le lunghe giornate invernali e i prezzi molto elevati rispetto al resto della Russia. In estate le tariffe sono più basse, in inverno lievitano causa la difficoltà dei trasporti, in particolare quella via mare che è possibile da giugno a fine ottobre-primi di novembre. Le merci vengono caricate su un enorme traghetto a Vladivostok e poi coprono la distanza di circa 3.700 chilometri in un mese. Prima il traghetto attracca ad Anadyr, poi vengono riforniti gli altri villaggi. Ma quali villaggi? Tanti, tantissimi, da quelli più sperduti, Uelen e Pevek nel nord, ma anche Lavrentija e Providenija sono sempre stati luoghi significativi durante la Guerra Fredda essendo posti di “confine”.
Molti lavori sono offerti con il sistema detto della ‘vakhta’ (un mese di lavoro continuativo e poi un mese libero in cui si può andare a casa). Oltre al salario, in molti casi il datore di lavoro paga l’alloggio e il viaggio. Una volta ogni due anni, ai lavoratori viene pagato per intero un viaggio verso una destinazione di vacanza, ovunque all’interno della Russia. Inoltre, se si è lavorato in Chukotka per un certo periodo di tempo, l’età per andare in pensione si riduce. La stessa pensione è una volta e mezzo più alta che in altre regioni della Russia.
Visitare la Anadyr e la Chukotka è possibile ma servono diverse migliaia di euro.