Comitato Olimpico si cambia, Russia dello sport a ‘Milano-Cortina’?

Il mondo dello sport ha voltato pagina. Alla presidenza del Comitato Olimpico Internazionale (Cio) basta uomini, basta europei, personaggi ‘stranoti’ e ‘stracotti’, ma benvenuta l’Africa con Kirsty Coventry, prima presidente donna in 130 anni della storia del movimento olimpico.
E a Mosca e nei suoi immensi dintorni dove si respira aria di primavera, c’è cauto ottimismo di vedere i colori della bandiera russa presenti ai Giochi di Milano Cortina 2026

Il Cio a uso politico occidentale è finito

Il Cio dal 1972 (oltre mezzo secolo!) era guidato da europei, spagnoli, belgi, tedeschi. I candidati del Vecchio Continente all’ultima Sessione in Grecia c’erano ma sono stati tutti spazzati via. Uscito ‘massacrato’ dalla tornata elettiva Sir Sebastian Coe: l’ex due volte campione olimpico dei 1500 metri nell’atletica leggera pensava di vincere facile ma è stato gradito solo da 8 membri del Cio su 97 votanti: un po’ pochini. Niente da fare per il ‘rivoluzionario’ presidente dell’atletica leggera mondiale che, contrariamente allo spirito olimpico, a Parigi 2024 ha introdotto un premio in denaro al vincitore della medaglia d’oro.

Coe e l’esclusione dello sport russo

Coe non è un amico dello sport russo, tutt’altro. Lo ha dimostrato tre mesi dopo l’elezione – accadde per i Mondiali di atletica di Pechino nell’agosto 2015 – quando in una giornata di fine novembre a Montecarlo decise di estromettere la Russia dall’atletica mondiale senza mai più riammetterla. Quasi dieci anni di russofobia con la ‘scusa’ del doping. Altre Nazioni, tutto ok sul tema degli imbrogli con l’uso dei farmaci? Impossibile da credere.

Kirsty Coventry, dello Zimbabwe

Ora il nuovo presidente del Cio (nella foto sopra), 41 anni da Harare nello Zimbabwe, ministro dello sport del suo Paese, stella del nuoto, dovrà saper nuotare in un oceano ben più grande e ondoso delle corsie di una piscina che si chiama “geopolitica abbinata alla sport”. Un corso di laurea tutt’altro che facile per Kirsty eletta al primo colpo con 49 preferenze.

L’ultima olimpiade Rio 2016

Vuoi per il doping di Stato legato a Sochi 2014, vuoi per la violazione della Carta olimpica per l’intervento militare in Ucraina, vuoi per invidia per il boom economico della Russia iniziato progressivamente dal 2000, l’ultima volta della Russia ai Giochi olimpici risale a Rio de Janeiro 2016. Insomma, quello che lascia pensare è che le sanzioni siano iniziate ben prima del febbraio 2022 quando Mosca sfondò in Donbass e nel Lugansk.

Parigi 2024, atleti senza bandiera

Dopo il tira e molla per Parigi 2024 – si è optato per una squadra di russi neutrali individuali non legati a forze di sicurezza con Mosca che ha criticato il Cio parlando di “razzismo e neonazismo”. Ora c’è da portare la Russia, o per lo meno i russi, ai Giochi italiani. Una grande fetta dello sport mondiale e anche tanti italiani vogliono vedere i russi sciare sulle nevi italiane e graffiare le piste ghiacciate di Milano. I Giochi invernali senza la Russia/russi è come la pizza senza la mozzarella.

La signora Coventry da Trump

Coventry prima del suo insediamento che accadrà il 23 giugno, incontrerà Donald Trump. Di cosa parleranno? La questione Russia sarà sul podio dell’agenda, forse sul gradino più alto. Va ricordato che il presidente degli Stati Uniti nella telefonata fiume di pochi giorni fa con il suo omologo russo Vladimir Putin ha parlato di sport, precisamente di hockey su ghiaccio, un ‘giocattolino’ caro a Usa e Russia che può diventare preziosissimo in termini di diplomazia. Putin ha lanciato l’idea di organizzare partite nei due Paesi tra squadre della KHL russa e la NHL nordamericana: Trump non ha fatto una grinza e ha accettato.

Sport pacificatore dai tempi sovietici

Già negli anni ’70 in piena Unione Sovietica nelle arene di Usa e Canada si sfidarono, sotto gli occhi anche di ventimila spettatori, squadre sovietiche (su tutte il Cska Mosca) e quelle del campionato professionistico nordamericano. I giocatori russi vogliono essere protagonisti a Milano Cortina 2026. A volerlo è anche la NHLPA, ovvero la potente associazione dei giocatori della NHL, quella che dice “sì” o “no” agli NHL al torneo a cinque cerchi.

Cremlino mobilitato

La Russia si è già congratulata con Coventry. Lo ha fatto con il suo presidente Vladimir Putin: «sono convinto che la sua esperienza unica e il suo impegno nel promuovere i nobili ideali dell’olimpismo contribuiranno al nostro successo». Il ministro dello Sport russo Mikhail Degtyarev ha aggiunto: «siamo lieti di vedere la prossima leadership di un nuovo presidente e di vedere la Russia reclamare il suo posto sul podio olimpico».

Hockey su ghiaccio

In ballo c’è da riabilitare in tempi brevi lo sport russo anche perché ai Giochi di Milano Cortina 2026 la NHL si fermerà è, quindi, c’è la possibilità di schierare nella propria squadra nazionale tutti i migliori giocatori e la Russia di stelle ne ha sempre avute tantissime. Una semplice partita, per non parlare di una semifinale o finale, Russia-Usa o Russia-Canada non è questione solo di spettacolo sportivo e risultato finale ma di un grande indotto.

Politica e convenienze

La federazione internazionale di hockey (IIHF) doveva decidere a febbraio se ammettere le squadre russe, poi lo ha posticipato a marzo, ora si parla di aprile anche perché ha ributtato il disco al Comitato Olimpico Internazionale, quindi alla Coventry. C’è un dettaglio: il presidente della IIHF è il franco-canadese Luc Tardif. La Francia, in caso di esclusione delle squadre russe da Milano Cortina 2026, verrebbe ripescata sia per il torneo maschile che femminile.

Inutile dire che il tempo stringe ma più il tempo passa e più la Russia può sperare.

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