
Non ci sono computer, tutto viene trascritto a mano, biglietti e carte d’imbarco comprese. Lui si occupa di tutto, dalla prenotazione al check-in, dai controlli di sicurezza (non ci sono metal detector ma un semplice cane) al buffet, dalla gestione del piccolo museo all’imbarco dei passeggeri ma soprattutto di mantenere operativo lo scalo durante l’inverno e ‘controllare’ il traffico aereo di questi pochi voli settimanali.
La storia dell’aeroporto di Lopshenga nasce per caso nel 1937 quando il primo aereo atterrò, con non poche difficoltà sul mare, per salvare una donna durante il parto. Da quel giorno iniziò un discontinuo servizio di ambulanza aerea e dal 1965 iniziarono i voli regolari da e per Arkhangelsk. Nel 1970 fu costruita una aerostazione più ‘moderna’: niente vetro, niente metallo e niente cemento ma solo legno.
Perché Lopshenga è un aeroporto importante? Nella penisola di Onega non ci sono strade, via mare non è possibile perché l’acqua è ghiacciata per la maggior parte dell’anno. Gli abitanti di questi luoghi incontaminati ripetono, “l’aereo non è un lusso ma una necessità”.
Il viaggio verso questi luoghi quasi lunari dove il tempo si è fermato agli albori dell’Unione Sovietica, e dove tutto e genuino, inizia all’aeroporto Vaskovo di Arkhangelsk ed è operato dal 2° Squadrone dell’Aviazione di Arkhangelsk.
L’aereo? ‘Annushka’ il soprannome dell’Antonov 2 (An-2), un monomotore biplano (ala su due piani) che vola a basse quote, monta ruote ma anche pattini per atterrare sulla neve e decollare su una pista anche inferiore ai 400 metri. La capienza? Massimo 12 passeggeri. L’Antonov 2 al giorno d’oggi è quasi impossibile trovarlo. L’itinerario? Complesso. La partenza da Vaskovo è alle ore 10, alle 10,50 arriva a Pertominsk, alle 11,20 atterra a Lopshenga, alle 11,50 è a Letnyaya Zolotitsa da dove riparte alle 12,05 per ritornare, con scali a Lopshenga e Pertominsk, alle ore 13,50 ad Arkhangelsk. Lo scalo negli aeroporti dura circa dieci minuti. La frequenza è due volte la settimana in inverno (lunedì e giovedì), massimo tre in estate ma in tutto questo non c’è regolarità. Il costo da Arkhangelsk a Lopshenga è di 3592 rubli (39 euro) a tratta che diventa 4496 rubli (49 euro) per Letnyaya Zolotitsa.
Accade che quando le condizioni meteo peggiorano improvvisamente, i piloti trascorrono la notte nelle abitazioni della gente del posto.
D’inverno la giornata lavorativa di Alexander Vasilyevich inizia già alle 7,30. Arriva all’aeroporto a piedi con il suo cane Yaroslava e la prima cosa che fa è controllare la pista. Se innevata aziona il vecchio trattore donato dalla fattoria della collettività. Completate le operazioni sulla pista, l’uomo-factotum entra nell’edificio dell’aeroporto. La cosa più difficile è riscaldarsi perché all’esterno ci sono meno 20 gradi e dentro meno 18. Tutto è congelato, non resta che accendere la stufa anche perché i passeggeri si riversano in aeroporto con quattro ore d’anticipo rispetto al volo che per Arkhangelsk parte solitamente alle ore 12,35.
Alexander Vasilyevich inizia le operazioni di emissione del biglietto che deve essere prenotato – direttamente a lui – con due settimane di anticipo. È possibile acquistare i biglietti anche online ma solitamente in inverno vendono solo due biglietti su 12. La valigia non può pesare più di 10 chilogrammi e il bagaglio a mano non più di 5. Non ci sono bilance elettroniche ma manuali. Quando tutti hanno effettuato il ‘check-in’, Alexander Vasilyevich inizia i controlli sicurezza: non serve togliersi la cintura o scarpe e stivali, tutto viene osservato sotto l’occhio attento del cane.
Nel suo racconto Alexander Vasilyevich ricorda che per diversi decenni, occasionalmente arrivavano voli ambulanza e la gente del posto raggiungeva i villaggi lungo la costa, prima a cavallo e poi con i trattori. La popolazione locale un tempo trasportava dalla città merci (cibo compreso) per un anno intero. Durante l’epoca sovietica Lopshenga era servita anche da aerei cargo con a bordo pesce, pelli di foca e bestiame. Ora questo servizio non esiste più. Anche questo fa parte della magica e sconfinata Russia dove tanti villaggi ancora oggi sono serviti da aerei ad elica datati ma indispensabili soprannominati “trattori volanti”.