
«Rassegnazione di Biden e del Congresso: le armi non si possono regolare», il titolo sconsolato del Manifesto. Nel suo discorso sul massacro di Uvalde, Joe Biden ha chiesto nuove restrizioni sulle armi, senza però avanzare proposte specifiche tra diverse proposte di legge pendenti al Congresso e di fatto bloccate dagli interessi industriali ed elettorali che si muovono attorno alla delicata materia. Biden il mese scorso aveva firmato una serie di ordini esecutivi proprio per cercare di ridurre la violenza armata, ma anche lui a scadenza elettorale di metà mandato, a novembre, e non sembra intenzionato a farne altri.
«Il risultato complessivo è quello di un presidente a cui è rimasto ben poco al di là dei discorsi, e che ha abbassato le speranze di dare una vera risposta al problema delle sparatorie. L’aria che si respira al Congressi è di rassegnazione, con la maggior parte del Gop schierato in difesa dei diritti sulle armi e i Dem che si sentono con le mani legate», la efficace sintesi di Marina Catucci.
I gruppi che si battono per il controllo delle armi alla fine si accontentano di poco e, ad esempio, stanno chiedendo all’amministrazione di muoversi almeno per ampliare la definizione di «persone impegnate nel business della vendita di armi da fuoco», per consentire di perseguire chi vende armi senza licenza, e di prevenire gli acquisti all’ingrosso di armi. Ma ieri un disegno di legge sul terrorismo interno, già approvato dalla Camera, «è naufragato scontrandosi con il muro repubblicano al Senato, che ha definito la legge un tentativo dei Dem di politicizzare i ‘mass shooting’, le stragi». Ma questa è l’America politica.
«Due progetti di legge alla Camera, entrambi incentrati sul controllo dei precedenti di chi vuole acquistare un’arma». Proposte da semplice buonsenso, ma il leader della maggioranza Dem al Senato Chuck Schumer, convinto che al voto al Senato anche questi disegni di legge minimali naufragherebbero, vuole tempo per negoziare un nuovo disegno legge con i repubblicani che intanto –alla elezioni di ‘Midle term’, sono convinti di crescere. Nel frattempo, i democratici alla Camera stanno elaborando un’altra proposta di legge che consentirebbe ai tribunali di togliere temporaneamente le armi ai soggetti ritenuti pericolosi.
Gli stati quando si tratta di leggi sulle armi restano divisi: 21 consentono di portare una pistola ‘nascosta’ anche senza un porto d’armi, mentre 10 stati e Washington DC hanno limitato le armi fantasma (assemblate a mano e senza numero di serie).
In questa paralisi normativa Biden è riuscito comunque a firmare un importante ordine esecutivo. Nel secondo anniversario della morte di George Floyd per mano della polizia di Minneapolis, il presidente ha dato il via alla riforma delle forze dell’ordine federali. La creazione di un database nazionale sui casi di cattiva condotta degli agenti federali, comprese condanne, licenziamenti, de-certificazioni, sentenze civili, dimissioni e prepensionamenti. Si richiede inoltre a tutte le forze dell’ordine di rivedere le politiche sull’uso della forza, vieta i soffocamenti (la causa delle morte di George Floyd) e limita l’uso dei mandati senza preavviso.