Il New York Times a Biden: «parla chiaro che siamo quasi in guerra con la Russia»

Se comincia a muoversi anche il New York Times, allora significa che la casa rischia di bruciare. Stiamo parlando di un prestigioso quotidiano “liberal”, che ha sempre sostenuto l’attuale Amministrazione Democratica Usa. E che non è certo sospettabile di simpatie “filoputiniane”, come potrebbe gridare, scandalizzato, davanti a certe contestazioni, qualche profeta del giorno dopo, che galleggia, a corpo morto, nella “mainstream” mediatica europea, quando si parla della guerra in Ucraina.
Intanto gli Oligarchi Usa di armi e petrolio sbancano il Pianeta

‘Alcune riflessioni’ che prima mancavano

Ora, nel New York Times, affiorano, come si dice dalle nostre parti, “alcune riflessioni”. Anche perché gli ultimi sondaggi continuano a dire che il “job approval” (diciamo, il consenso) di Biden rimane basso, mentre i “polls” elettorali premiano, addirittura, i Repubblicani. Lo ribadiamo, per la centesima volta: le “Midterm”, a novembre, sono votazioni cruciali. Se Biden (il suo partito) esce sconfitto perderà il controllo del Congresso, dovrà sudare di brutto per far passare le leggi di spesa e, last but not least, probabilmente si troverà al centro di un’indagine del Senato, che riguarda anche il figlio Hunter.

Un Paese profondamente spaccato

Ma la cosa più importante è che, se dovessero durare questi chiari di luna, potrebbe riaprire le porte della Casa Bianca, tra due anni e mezzo, agli avversari Repubblicani. Che sono assetati di rivincita, mentre gli Stati Uniti appaiono un Paese sempre più profondamente spaccato: tra Est e Ovest, tra aree rurali e grandi insediamenti urbani, tra gruppi etnici e confessioni religiose, tra i pochi che si arricchiscono e i molti che tirano a campare.

E’ un’America “democratica” solo sulla carta, con il “Financial Times” che ricorda come, per ora, grazie anche alla guerra in Ucraina e ai prezzi fuori controllo dei carburanti, Oltreoceano, i “padroni del vapore” stiano facendo affari d’oro.

Gli Oligarchi Usa

E’ un’America “democratica” solo sulla carta, con il “Financial Times” che ricorda come, per ora, grazie anche alla guerra in Ucraina e ai prezzi fuori controllo dei carburanti, Oltreoceano, i “padroni del vapore” stiano facendo affari d’oro.Per non parlare, aggiungiamo noi, della fabbrica trilionaria di dollari rappresentata dai produttori di armi.

Guerra in Ucraina sempre più pericolosa

Ma, dicevano i latini, “est modus in rebus”, cioè c’è modo e modo di fare le cose. E quello di Biden, anche a qualcuno dei suoi amici (o ex) incomincia ad andare di traverso. Uno degli opinionisti più conosciuti del “New York Times”, Thomas Friedman scrive: “La guerra in Ucraina sta diventando sempre più pericolosa per l’America e Biden lo sa. Più a lungo va avanti questa guerra, maggiori sono le possibilità di errori di calcolo catastrofici”. Un concetto condiviso da molti analisti e molto spesso ricordato, anche dagli ufficiali superiori del Pentagono.

Miscalculation e misperception

Friedman, nel suo articolo, passa poi dal concetto di “miscalculation” a quello di “misperception”. In sostanza, ciò che per gli Stati Uniti è solo un aiuto lecito (neutralità qualificata), può invece essere percepito dalla Russia come “cobelligeranza”? E cita le recenti rivelazioni dell’Intelligence americana, pubblicate dal NYT, sull’aiuto fornito agli ucraini per colpire l’incrociatore Moskva e per uccidere diversi generali di Putin. Comunque, se non altro, Friedman lancia una ciambella di salvataggio a Biden (almeno lui crede), dicendo che la fuga di notizie non era “pilotata” e che il Presidente non sapeva nulla del pastrocchio. Combinato da qualche alto funzionario, ansioso di mettersi in evidenza con il New York Times (o di fare le scarpe a Biden?).
Friedman scrive che Biden ha convocato il Segretario alla Difesa, Lloyd Austin, e i responsabili dell’Intelligence e li ha insultati a sangue, “per chiarire che questo tipo di discorsi liberi è sconsiderato e deve cessare immediatamente, prima di finire in una guerra non intenzionale con la Russia”.

Pericolosamente verso una guerra diretta

Stiamo parlando del governo democratico della più grande potenza del pianeta, dove però il Presidente non si può fidare nemmeno del suo Ministro della Difesa e dei servizi segreti che, speriamo solo per “omesso controllo”, sono in grado di inguaiare l’America e, a seguire, l’Europa e il resto del pianeta. “Lo sbalorditivo risultato – conclude un esterrefatto Thomas Friedman – di queste fughe di notizie è che suggeriscono che non siamo più in una guerra indiretta con la Russia, ma piuttosto stiamo andando verso una guerra diretta – e nessuno ha preparato il popolo americano o il Congresso per tutto questo”.

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