
Scordatevi la pace in Ucraina, almeno per ora, perché non è questa la strategia americana. Diversi analisti lo sospettavano da tempo, ipotizzando scenari un tantino “fuori tema”, rispetto alla “mainstream” della stampa europea. Ora, però, è arrivata la certificazione, tanto autorevole quanto sorprendente, del capo del Pentagono, Lloyd Austin. Parlando a una conferenza-stampa tenutasi a Varsavia, il Segretario alla Difesa ha ammesso candidamente che “gli Stati Uniti vogliono vedere la Russia indebolita, nella misura in cui non potrà più fare il tipo di cose che ha fatto nell’invadere l’Ucraina”. Cioè, non bisogna avere studiato geopolitica e strategia militare, per capire che la Casa Bianca spera che Putin dissangui il suo esercito e mandi in bancarotta le finanze dello Stato. Per ottenere questo risultato, è chiaro, la guerra deve continuare. Da qui la scelta dell’Amministrazione Biden e, a cascata, della Nato, di armare Kiev fino ai denti, anche con mezzi offensivi e più letali.
Una politica di questo tipo, è consequenziale, alza la soglia dello scontro e, a nostro avviso, rende più difficili eventuali trattative di pace. Tra le altre cose, Lloyd Austin ha anche detto che “gli ucraini, se ben riforniti di armi e di attrezzature, possono ancora vincere il conflitto”. La stessa tesi, in sintesi, è stata sostenuta dal Segretario di Stato, Antony Blinken. I due erano reduci dall’incontro con Zelensky, dove, probabilmente, si è parlato più di strategia militare che di cosa diplomatiche. Insomma, Biden non ha alcun ripensamento e continua ad andare all’attacco.
Che il tempo volga al peggio e che l’ago del barometro vada verso la burrasca, è testimoniato dalla reazione di Putin e di Lavrov. Ieri, al Cremlino la tensione si tagliava a fette e il Presidente ha lanciato un pesante avvertimento “a coloro che vogliono distruggere la Russia dall’interno”. Cosa che farebbe pensare a non meglio precisate accuse complottistiche. Azioni, naturalmente, organizzato dall’estero. Il Ministro degli Esteri, invece, ha parlato, addirittura, di Terza guerra mondiale. Intanto, in Ucraina, continuano ad arrivare armi sempre più pesanti e tecnologicamente avanzate.
Dall’inizio dell’invasione russa, due mesi fa, gli Stati Uniti hanno inviato a Kiev rifornimenti per quasi 4 miliardi di dollari. Austin, a Varsavia, ha annunciato lo stanziamento di altri 730 milioni di dollari per l’Europa e 335 per l’Ucraina. Anche se ora si apre un problema che comporta dei rischi imprevedibili. Le nuove armi devono essere accompagnate da istruttori, che insegnino a usarle. A questo punto si fa sempre più labile il confine che divide la “neutralità qualificata” dalla “cobelligeranza”. Insomma, c’è il rischio concreto di avvitarsi in una escalation, che nessuno più riesca a controllare. E che porterebbe dove temono tutti.
Nella conferenza-stampa, come già detto, è intervenuto anche Blinken, dicendo che presto riaprirà l’ambasciata americana a Kiev. Il Segretario di Stato ha poi difeso la politica della Casa Bianca in Ucraina, sostenendo che Washington aveva messo sull’avviso Putin, riguardo alle “gravi conseguenze” se avesse usato la forza. E allora, ricapitoliamo.
Tutti abbiamo capito che Putin ha scatenato una guerra di conquista, anche se nemmeno lui, forse, ha degli obiettivi chiari in testa. Paradossalmente, invece, Jonathan Beale, esperto militare della BBC, ci dice quello che vuole Biden: “La verità è che gli Stati Uniti sono sempre più profondamente coinvolti in questa guerra”, come è stato sottolineato dalle parole del Segretario alla Difesa.
L’America ha aumentato drasticamente la fornitura di armi all’Ucraina nelle ultime settimane. Nonostante gli avvertimenti russi. È chiaro che ne invierà di più. Le parole di Austin sottolineano che gli Stati Uniti non sono spettatori in questa guerra. “L’America vuole vedere la Russia sconfitta”.