La politica impotente e la strategia della minaccia. Anche nucleare

A minaccia, minaccia e mezza. Dopo Putin Biden: gli Usa potrebbero usare la bomba atomica anche ‘in caso di attacchi convenzionali estremi’. Per il Cremlino la prima fase dell’operazione militare in Ucraina sarebbe completata. Ora la «liberazione della regione del Donbass». Presa Mariupol Mosca garantirebbe la continuità territoriale con la Crimea. E annuncia anche una fine: 9 maggio, il giorno della parata per celebrare la vittoria sovietica contro il nazismo.

Senza soluzioni politiche la guerra continua

La crisi Ucraina sta prendendo una pessima piega. Nessuno riesce a trovare una “way out”, una direzione giusta da cominciare a percorrere con convinzione. Per arrivare, almeno, in tempi ragionevoli, a un “cessate il fuoco” che salvaguardi, prima di tutto, la popolazione ucraina. Se da un lato c’è l’aggressività di Putin non facile da decrittare, dall’altro c’è un Occidente che sembra girare in tondo. Stati Uniti ed Europa, semplicemente, non si aspettavano che la nuova Russia (che poi è sembra quella vecchia, degli zar, per capirci) potesse scatenare una guerra quasi ottocentesca. Così, questo tragico viaggio nella macchina del tempo, ha inceppato tutti i meccanismi diplomatici. Il resto lo ha fatto la mancanza di una figura carismatica, a livello internazionale, che potesse fare da punto di riferimento per tutti.

Le incertezza americane diventano atomiche

E questa figura non è certo Biden. Anzi, il Presidente degli Stati Uniti sembra proprio al centro di una tempesta perfetta. La crisi gli è scappata di mano e lui è costretto a correggere continuamente la rotta. Ora, però, ogni mossa sbagliata potrebbe essere l’ultima, perché si è cominciato a discutere di guerra nucleare. E così, quello che fino a ieri sembrava un tabù, oggi è diventato un tema di scottante attualità, nei “briefing” del Consiglio per la sicurezza nazionale. Con una inquietante novità: Biden ha cambiato idea e si è rimangiato le promesse fatte in campagna elettorale del “sole purpose”, che potremmo tradurre con il termine “l’unico scopo”. In sostanza, significa che “useremo le atomiche per rispondere esclusivamente a un attacco nucleare”.

Torna la strategia del ‘primo colpo’

Adesso, invece, Biden è tornato a sostenere la strategia del “primo colpo”. Cioè, in pratica, ha detto ad amici e nemici, che gli Usa si riservano il diritto di rispondere con la “bomba” “in casi di attacchi convenzionali estremi”. Il Presidente si è espresso, per la verità, in modo un po’ ambiguo, durante il suo viaggio in Europa. Ma a chiarire i dettagli ci ha pensato il “Wall Street Journal”, che ha sentito alcuni alti funzionari dell’Amministrazione. Pare che, sotto la spinta degli alleati europei, dell’opposizione repubblicana e anche di qualche democratico, la Casa Bianca abbia cambiato la “Nuclear Posture Review”, tornando all’antico. Cioè al principio che sia possibile usare per primi l’atomica, anche a fronte di un massiccio attacco solo convenzionale, chimico o biologico.

‘Protocollo Biden’

Sempre secondo il WSJ ( l’articolo è di Michael R. Gordon), il “Protocollo Biden” prevede, addirittura, una possibile rappresaglia nucleare pure in caso di un devastante cyberattacco. Siamo sempre nel campo delle ipotesi, è ovvio, ma il salto di qualità del confronto, l’escalation verso un possibile olocausto, è indiscutibile.

Tra minacce e armamenti reali

Luci e ombre. Il Presidente vorrebbe far cancellare i programmi, per un nuovo missile nucleare cruise (lanciato da sommergibili) e per la bomba termonucleare B83. Ma, contemporaneamente, proporrà di spendere un  trilione di dollari, per riammodernare tutto l’arsenale dei missili balistici intercontinentali e delle atomiche imbarcate sui bombardieri. Certo, l’ennesimo zigzag di Biden non giova a rafforzare la sua immagine. È probabile che, come abbiamo già detto, oltre a calcoli di politica interna, su di lui abbiano avuto una grande influenza anche le pressioni degli alleati. Questo è il parere di Jon Wolfsthal, ex adviser di Barack Obama.

America sia Biden o Trump

D’altro canto, quella enunciata adesso dalla Casa Bianca, sembra la fotocopia della “dottrina nucleare” di Donald Trump. Ma proprio per distinguersi da lui, nel 2020, Biden aveva sostenuto, sulla rivista “Foreign Affairs”, il punto di vista che ora si è rimangiato.

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