Guerra: “Conflitto aperto e dichiarato fra due o più stati, o in genere fra gruppi organizzati, etnici, sociali, religiosi condotto con l’impiego di mezzi militari”.

L’Afghanistan è in guerra dagli anni settanta, con milioni di vittime, e negli ultimi mesi ha visto crescere il numero di rifugiati (sarebbero decine di migliaia) mentre la carestia minaccia cinque milioni di bambini.
Ci sono le guerre “a bassa intensità”, come il conflitto tra Pakistan e India per la regione del Kashmir (575 vittime nel 2021 e 25 dall’inizio dell’anno) o quello in Sudan (1.364 morti nel 2021, 97 nel 2022). E ancora: Repubblica Democratica del Congo, Somalia, Mozambico, Israele e Palestina.
«I bilanci delle vittime sono inevitabilmente approssimativi e spesso contestati dalle parti. Una delle organizzazioni indipendenti che li aggiorna con più regolarità è l’Armed conflict location & event data project, secondo cui sono almeno dieci le guerre o le crisi in corso che rischiano di precipitare quest’anno, tra cui quelle nel Sahel, in Libano, ad Haiti e in Colombia».
59 le guerre in corso nel mondo in questo momento, mentre altre stanno certamente maturando.
«La guerra in Ucraina rende disperata una crisi già drammatica», avverte Pasquale Porciello su ‘Pagine Esteri’ scrivendo del Libano. ‘Buffer state’, stato cuscinetto, ma uno dei paesi più importanti dal punto di vista geopolitico del medioriente e mondiale.
Tra gli effetti distruttivi citati per quella crisi, vale per ogni guerre, oltre alla vittime e alle distruzioni. L’Effetto mediatico. «La crisi che sta sprofondando il Libano in un abisso da più di due anni» -Libano o qualsiasi altra parte del mondo attraversata da una guerra- «derubricata a notizia di second’ordine nel panorama dell’informazione».