
Sarà un caso, ma oggi pomeriggio il portavoce del Presidente ucraino, ha detto ufficialmente che “pur di fermare i combattimenti, Zelesny è pronto a discutere con Putin, di persona e senza precondizioni”. Bennett ha sfruttato la posizione presa dallo Stato ebraico sulla sanguinosa crisi. Che non è proprio di equidistanza (all’Onu ha condannato la Russia), ma dove poco ci manca. Bisogna sapere, infatti, che Israele si è rifiutato di vendere a Kiev il sofisticato sistema missilistico “Iron Dome”. Mettendosi in urto con gli americani. A Gerusalemme, hanno detto, chiaro e tondo, che non avevano nessuna intenzione di scontrarsi con Putin. Bennett ha i caccia di Mosca davanti alle porte di casa e le truppe russe sparse tra Damasco e il confine turco, pronte a dare manforte ad Assad, ai miliziani sciiti e a Hezbollah in Libano.
Posizione apprezzatissima dal signore del Cremlino, che infatti ha ricevuto il suo ospite risparmiandogli il chilometrico tavolone, che finora, ha riservato ai vip europei. Secondo “YNetNews”, la missione di Bennett è stata sollecitata da Francia, Germania e dello stesso Ucraina. Però, se si guarda ai retroscena del contratto “Iron Dome”, sistema d’arma costruito in collaborazione tra Israele e gli Usa, allora non si sa fino a che punto Biden abbia veramente gradito. E siccome nelle relazioni internazionali, a volte, più del “diritto” conta il “baratto”, ecco che il mediatore israeliano ha approfittato del suo viaggio per parlare anche di altri due argomenti che gli stavano a cuore: l’esodo degli ebrei dall’Ucraina e, soprattutto, la ricerca di un accordo sul nucleare con l’Iran.
Quest’ultimo tema è entrato di prepotenza nel colloquio, dati i rumors che arrivano da Vienna, sui progressi nelle trattative. Progressi che non rendono certamente felici gli israeliani. Per ora l’Iran tace. Ma oggi il Teheran Times si dichiarava ottimista “se sarà risolto lo scoglio delle sanzioni”. Logico, quindi, che Bennett abbia chiesto a Putin “assistenza”. Alcuni, addirittura, pensano che fosse letteralmente imbufalito contro gli americani “colpevoli” di flirtare con gli ayatollah. Lo scrive, d’apertura, “Haaretz”, sostenendo che “l’invasione russa dell’Ucraina spinge gli Stati Uniti e l’Iran insieme”. Dopo l’incontro, il premier israeliano si è sentito con Macron e si è visto, a Berlino, col Cancelliere Scholz. Stamattina, poi, a Gerusalemme ha riunito il suo governo per riferire sulla missione condotta a Mosca. Per la verità, Bennett è sempre stato molto prudente sui risultati della mediazione.
Anche se in molti pensano che abbia scelto il momento giusto, per giocare le sue carte. In verità, nella mischia si è lanciata anche la Turchia. Oggi Erdogan ha sentito Putin e gli ha proposto di tenere negoziati diretti in una città (Istanbul?) del suo Paese. Ma la svolta negoziati, francamente, sembra averla data Israele. Sembra un paradosso, ma può anche capitare che i missili, specie quelli che non si vendono, anziché seminare morte arrivino, addirittura, a portare la pace. Sarebbe una lezione per tutti.