
La Turchia di Recep Tayyip Erdogan non imporrà sanzioni contro la Russia nella speranza di tenere aperto il canale del dialogo con Mosca, ma anche per evitare di aumentare l’inflazione che in Turchia sta già galoppando alla grande e sta rischiando di far deragliare l’economia del paese sul Bosforo e svalutare la lira. “C’è bisogno di un attore che possa parlare con la Russia”, ha sottolineato Ankara che ha acquistato il sistema missilistico S-400 dai russi.
Anche il Messico, paese confinante con gli Stati Uniti di Joe Biden, frenano. “Vogliamo parlare con tutte le parti in conflitto” ha reso noto il governo di Città del Messico. Così Andres Manuel Lopez Obrador si è sfilato ed ha annunciato che il Messico non imporrà sanzioni alla Russia per l’invasione dell’Ucraina. Casi isolati? Forse ma intanto non tutti i paesi si adeguano alle sanzioni Occidentali e rompono il fronte. In compenso il Fondo monetario sta decidendo di fornire circa 750 milioni di dollari di prestiti all’Ucraina, una mossa per evitare il default del paese.
Martedì scorso i Ventisette a Bruxelles nel giro di sole 4 ore hanno dato il via libera a sanzioni, molte più dure di quelle varate nel 2014 quando Mosca fece l’annessione della Crimea, per vietare la trasmissione nell’UE dei media statali russi RT e Sputnik e per escludere “alcune banche russe” dal sistema Swift, un sistema che consente le transazioni finanziarie nel mondo.
Gli Stati membri a Bruxelles hanno anche approvato il divieto per gli europei di partecipare a progetti cofinanziati dal fondo sovrano russo RDIF.
Gli alleati hanno dimostrato di voler escludere le banche russe da Swift, in modo da infliggere costi a Mosca che la isoleranno dal sistema finanziario internazionale e dalle economie occidentali. Ma non tutte, sette le banche in ‘punizione’, escluse la Sberk Bank e la Gazprom Bank, che gestiscono la transazioni energetiche.
La sanzione Swift è considerata un'”arma atomica” finanziaria mai usata prima e di cui nessuno conosce gli effetti reali: il sistema Swift consente operazioni come il transito di ordini di pagamento e ordini di trasferimento di fondi tra banche e circa 300 banche e istituzioni russe lo utilizzano. La Banca centrale russa, guidata da Elvira Nabiulina, 58 anni, veterana della precedente crisi economica in Russia quando era ministro dell’Economia nel 2008-2009 ha intanto messo da parte riserve in oro e valuta e sviluppato l’infrastruttura finanziaria nazionale di pagamenti Fms che può sostituire lo Swift ma solo all’interno della Russia. Inoltre c’è il sistema alternativo di transazioni finanziarie cinese, Cips. Ma questo spingerà Mosca ancora di più nelle mani della Cina.
Molti paesi europei inizialmente riluttanti di fronte alla esclusione della Russia dallo Swift, a cominciare da Berlino e Roma, che temevano di essere penalizzate per ritorsione per le forniture di gas russo, hanno poi finito per aderire alla scelta. I Ventisette hanno anche deciso di vietare i contenuti multimediali dello Sputnik e del canale Russia Today (RT) all’interno dell’UE. “Bloccheremo la macchina dei media del Cremlino. RT e Sputnik, così come i loro affiliati“, ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ex ministro della Difesa della Germania nel governo della ex cancelliera Angela Merkel. Sarà così?
Molti in Europa temono l’esplosione della stagflazione (stagnazione e inflazione, un aumento generale dei prezzi sia una mancanza di crescita dell’economia), alimentata dall’aumento delle materie prime. La partita è ancora molto aperta.